vladimir putin e giuseppe conte

GIUSEPPE CONTE PENSA CHE I LEADER EUROPEI HANNO L'ANELLO AL NASO? - IL "RAS-PUTIN" DE NOANTRI, COME MOLTI ALTRI FILO-PUTINIANI, CREDE DI POTER TERMINARE LA GUERRA IN UCRAINA CON IL DIALOGO E LA DIPLOMAZIA, COME SE NESSUNO CI AVESSE PENSATO PRIMA. IL PRESIDENTE RUSSO NON SENTE RAGIONI: PRIMA E DURANTE GUERRA, MACRON E SCHOLZ HANNO PROVATO IN TUTTI I MODI A FERMARE PUTIN. LO STESSO FECE IL CANCELLIERE AUSTRIACO NEHAMMER E I PRIMI MINISTRI INGLESI CHE SI SONO SUCCEDUTI NEGLI ANNI - ANCHE SILVIO BERLUSCONI FECE UNO SQUILLO AL PRESIDENTE RUSSO, MA LUI NON RISPOSE - LE "TRATTATIVE DI PACE" DI MOSCA VENGONO ACCOMPAGNATE DAI BOMBARDAMENTI...

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Estratto dell'articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

Giuseppe Conte Vladimir Putin 2

Negoziare non è mai la parte difficile. Raggiungere un buon accordo, questo sì è complicato. In tutte le guerre, in ogni affare. Presuppone ascolto dell'altro, onestà intellettuale e disponibilità al compromesso: doti che si fa fatica a rintracciare in Putin. E tuttavia, molti sono convinti che l'autocrate di Mosca sia vittima dell'intransigenza occidentale, desideroso di terminare la guerra (dettaglio: che lui ha scatenato) ma privo di interlocutori interessati a farlo, dunque costretto a fissare un telefono che non squilla.

 

putin e macron 2

Anche Giuseppe Conte sostiene che l'Europa non voglia «la svolta negoziale». I fatti cosa dicono? Davvero stiamo prendendo falchi per colombe e colombe per falchi? La cronaca racconta altro. Due leader europei, Macron e Scholz, provano a trattare la pace prima ancora che la guerra inizi: il 7 febbraio 2022, quando mezzo esercito russo è già schierato lungo il confine ucraino, il presidente francese incontra Putin al Cremlino per rilanciare i patti di Minsk e convincerlo che l'adesione di Kiev alla Nato non è all'ordine del giorno.

 

Giuseppe Conte Vladimir Putin

Il 15 febbraio ci prova l'allora cancelliere tedesco, con un colloquio faccia a faccia di quattro ore. «Esiste ancora uno spazio per la diplomazia», afferma Scholz uscendo. L'ipotesi è organizzare un vertice Putin-Biden. Non basta il tempo: il 24 febbraio Putin dà il via all'invasione su larga scala.

 

Il primo negoziato promettente si tiene a Istanbul, a fine marzo. Anche su questo si è accumulata molta letteratura distorta: l'idea che Zelensky sia pronto a mettere la firma su un'intesa sfavorevole (una delle bozze circolate prevede la riduzione delle forze armate ucraine e la partecipazione della Russia al meccanismo delle garanzie militari) ma venga bloccato da Boris Johnson, non regge. Anche perché il dialogo continua pure dopo la famosa visita del premier inglese a Kiev. Soprattutto, la bozza non scioglie il nodo cruciale, tuttora irrisolto: il destino dei territori occupati.

 

VLADIMIR PUTIN OLAF SCHOLZ

Nel frattempo è rotto l'assedio di Kiev, le truppe russe si sono ritirate e il mondo scopre Bucha. Ma non è vero che l'Europa, a causa di quegli orrori, smetta di parlare con lo zar. L'11 aprile 2022 il cancelliere austriaco Karl Nehammer viene ricevuto da Putin, il 28 maggio telefonata a tre Macron-Scholz-Putin. Nessun passo avanti, bensì un passo indietro. [...] È una costante: per Putin, diplomazia e coercizione militare non corrono parallele, la seconda serve per minacciare, o affossare, la prima.

 

BORIS JOHNSON VLADIMIR PUTIN

Succede altre volte, in ossequio al trito canovaccio secondo cui sulla trattativa, prima o poi, debbano piovere delle bombe. Il 16 maggio 2025 delegazioni di Russia e Ucraina si incontrano di nuovo a Istanbul: il 18 maggio piombano sulle città ucraine 273 droni. Il giorno dopo Trump telefona a Putin, il tycoon annuncia che «inizieranno immediatamente negoziati per la pace permanente». Non passa una settimana e si assiste alla più grande offensiva aerea russa sino ad allora: 367 ordigni, tra droni e missili. E dodici morti a terra.

 

Emmanuel Macron con Zelensky

L'Europa non ha mai abbandonato la ricerca della svolta negoziale, non foss'altro perché, a differenza degli Stati Uniti, subisce direttamente le conseguenze del conflitto. Ancora a febbraio di quest'anno, Macron invia segretamente a Mosca il suo consigliere diplomatico, Emmanuel Bonne, impensierendo chi, nella Ue, ritiene rischioso aprire canali autonomi col governo russo. A giugno Macron, Merz e Starmer, che guidano la coalizione dei volenterosi, si dicono pubblichamente favorevoli a interlocuzioni dirette tra i due presidenti in guerra, con partecipazione americana ed europea. Intendiamoci, Zelensky non è un agnellino né una controparte facile.

 

conte putin

Sfruttando lo stallo del fronte e gli aiuti dell'Occidente, l'Ucraina ha costruito un consistente arsenale di droni e dei missili per colpire in profondità il territorio russo, e lo sta facendo. Perciò, al tavolo, non si sente più nella posizione di massima debolezza. Ma anche quando lo è stata, e lo è stata sul serio nella fase cominciata col litigio in mondovisione tra Zelensky e Trump nello Studio Ovale e culminata con il vertice di agosto 2025 ad Anchorage tra Putin e il tycoon, non si è percepita tutta questa voglia da parte di Mosca di giungere a una sintesi.

 

La prima versione del piano Trump in 28 punti, diffusa qualche mese dopo Anchorage, per Kiev è praticamente un trattato di resa, alla Federazione sono concessi persino territori che non ha conquistato. [...] Quindi non tratta, impone. E quando sostiene di voler trattare, può accadere che dia ordine di aumentare l'intensità degli attacchi. [...]

Olaf Scholz E Vladimir Putindonald trump vladimir putin anchorage alaska foto lapresse vladimir putin emmanuel macron.