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SENZA GLI AMERICANI CHE CI PROTEGGONO, PUTIN GIOCA AL TIRO AL PICCIONE CON I PAESI EUROPEI - IL RITIRO DI 5 MILA SOLDATI USA DALLA GERMANIA È SOLO L'INIZIO DEL DISIMPEGNO PROMESSO DA TRUMP IN EUROPA: IL VECCHIO CONTINENTE RISCHIA DI TROVARSI SENZA AEREI RADAR, LE RETI SPAZIALI DI SORVEGLIANZA E COMUNICAZIONE, GLI SCUDI ANTIMISSILE E I MISSILI D'ATTACCO A LUNGO RAGGIO - L'UE SI STA ATTREZZANDO PER FARE A MENO DEGLI AMERICANI, MA CI VORRANNO ANNI. SE TRUMP, PER MOTIVI POLITICI, DECIDESSE DI RITIRARSI SUBITO, SAREMMO SOTTO TIRO DI PUTIN (E AL PENTAGONO SANNO CHE NON È UNA BUONA NOTIZIA)
Estratto dell'articolo di Gianluca di Feo per "la Repubblica"
VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP MAKE EUROPA NAZI AGAIN
Alcuni lo chiamano il "D-Day all'incontrario": il timore che la partenza dei cinquemila soldati americani dalla Germania sia solo l'inizio del disimpegno, massiccio se non totale, che Donald Trump paventa dal 2020.
Le logiche del presidente non sono militari, perché nessuno al Pentagono crede che l'abbandono dell'Europa porti un vantaggio, ma sono dettate dai suoi umori e da calcoli populistici che guardano alle elezioni di midterm. E proprio per questo oggi nel Vecchio Continente la preoccupazione è forte.
L'allarme a Berlino non nasce dal dietrofront della brigata dell'Us Army, mandata dall'amministrazione Biden nel 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina. Non è una questione di numeri, che si tratti di fanti, tank o caccia.
Quattro anni fa la ritirata avrebbe avuto ricadute pesanti; oggi il riarmo della Bundeswehr avanza a una velocità incredibile con l'obiettivo di costituire entro tre anni l'esercito più potente della Ue. Quantità e rapidità della produzione bellica crescono a un ritmo vertiginoso, assorbendo lavoratori e impianti dall'industria automobilistica: ci sono ordini di missili d'ogni tipo, mezzi corazzati, cannoni, droni costruiti in fabbriche che sorgono come funghi. [...]
i leader europei e donald trump trova le differenze
Una valutazione che ha spinto ad intensificare i negoziati con la Francia per ottenere la protezione dell'ombrello nucleare di Parigi. Non a caso, l'annuncio di Macron e Merz su questo fronte è arrivato pochi giorni dopo l'inizio dei bombardamenti sull'Iran: un conflitto scatenato da Washington senza consultare né informare gli alleati.
Insomma, non solo i tedeschi ma tutti i membri europei della Nato sono consapevoli di dovere imparare a fare a meno degli Usa. Ipotizzano di raggiungere un'autonomia entro cinque anni. Ma se Trump decidesse di tagliare i rapporti subito, allora ci sarebbero due buchi tali da rendere velleitari i disegni degli alleati. Sono quelli che i generali chiamano "assetti strategici" e "comandi integrati": non sono accessori, ma gli elementi fondamentali per combattere una guerra su larga scala.
I primi sono gli aerei radar, le cisterne volanti, le reti spaziali di sorveglianza e comunicazione, gli scudi antimissile e i missili d'attacco a lungo raggio. Sono costosissimi, richiedono investimenti miliardari e finora è stato il Pentagono a fornirli alla Nato. Dal 2022 le cose stanno cambiando e la lista della spesa dei governi europei include molti di questi strumenti: Berlino li ha ordinati tutti.
vignetta volodymyr zelensky offerto a donald trump dai leader europei
Alcuni però sono ancora in fase di progettazione e non saranno pronti prima del 2028. Ed ecco che l'annuncio dello stop all'invio in Germania dei missili statunitensi cruise Tomahawk e SM-6 Standard - voluto sempre da Biden e previsto nei prossimi mesi - crea molte più difficoltà della partenza dei cinquemila soldati.
Non esiste modo di sostituirli e questo lascia l'intera Ue senza un deterrente convenzionale - che non prevede testate nucleari - contro la Russia. Cosa significa? Oggi Mosca potrebbe lanciare dozzine di missili contro l'Unione senza correre il rischio di ritorsioni.
In altri settori come i radar volanti, i satelliti, le batterie antimissile, i Paesi europei stanno irrobustendo le dotazioni: pure l'Italia ha messo in campo fondi colossali soprattutto per i velivoli da sorveglianza elettronica.
Procedono però in ordine sparso: non ci sono forze armate comuni, ma neppure un coordinamento per standardizzare i mezzi più costosi e sofisticati. Un esempio? Berlino ha scelto la cupola antimissile israeliana Arrow; Roma e Parigi invece puntano sulla versione avanzata del Samp-T. [...]
VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP JD VANCE E L EUROPA
Siamo dipendenti dalle strutture della Nato, le uniche che sanno coordinare tutti i partner e sono munite di strumentazioni aggiornate incluso il sistema di intelligenza artificiale Maven di Palantir. I vertici operativi dell'Alleanza sono però dominati dal personale americano.
Per evitare un divorzio drammatico, lo scorso autunno si è deciso di trasferirne tre alla responsabilità europea: l'Italia si occuperà di quello di Napoli. Questa separazione consensuale non sarà immediata e non riguarda i centri di comando e controllo chiave, a partire dallo Shape di Bruxelles. Senza i quali, ogni forza europea sarebbe incapace di fare fronte comune.
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