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GLI ANNI ’70 NON FINISCONO MAI – MARIO CALABRESI, FIGLIO DEL COMMISSARIO LUIGI UCCISO DA LOTTA CONTINUA, CONFERMA LA SUA DISPONIBILITA’ A CORRERE PER DIVENTARE SINDACO DI MILANO. E CLAUDIA PINELLI, UNA DELLE DUE FIGLIE DI LICIA, VEDOVA DEL FERROVIERE ANARCHICO GIUSEPPE, INGIUSTAMENTE ACCUSATO DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA E MORTO DOPO UN VOLO DAL QUARTO PIANO DELLA QUESTURA DI MILANO, ANNUNCIA CHE DI SICURO NON VOTERA’ PER CALABRESI – PER L’EX SINDACO DI MILANO GABRIELE ALBERTINI, LO SPILUNGONE EX DIRETTORE DI REPUBBLICA SAREBBE "IMBATTIBILE". IL PD RESTA FREDDO. IN CORSA ANCHE L’EX EURODEPUTATO DEM MAJORINO...
Stefano Iannaccone per “Domani” - Estratti
Per il centrosinistra, al momento, ci sono Mario Calabresi, fresco di “autocandidatura”, Pierfrancesco Majorino, Anna Scavuzzo o un “papa straniero”. Nel centrodestra il moderato Maurizio Lupi, la leghista più a destra di tutti, Silvia Sardone, o un civico da tirare fuori dal cilindro. Con Roberto Vannacci che annuncia: «Ci saremo».
Milano è da sempre la capitale economica dell’Italia, ma da mesi è soprattutto la capitale del caos politico. E qualcuno inizia a sfilarsi dal toto-candidato per le prossime comunali in programma nel 2027. «Non è mia intenzione candidarmi», ha fatto sapere l’economista Carlo Cottarelli, indicato fino a ieri come possibile soluzione di compromesso per il centrodestra. Le grandi manovre sono in corso. A settembre dovranno arrivare le prime scelte.
Le elezioni sono un crocevia per le due coalizioni. Dopo i due mandati di Giuseppe Sala, il centrosinistra vuole continuare a governare la città. Il centrodestra vuole riprendersi uno dei suoi simboli. Nel centrosinistra l’unico punto fisso è che il candidato non sarà un manager come l’attuale sindaco. La prospettiva sempre più probabile è la celebrazione delle primarie.
Il direttore di Chora Media Calabresi ha confermato le indiscrezioni circolate da mesi sulla sua possibilità di correre per la poltrona di sindaco. «Ci sto pensando. Mi piacerebbe fare la mia parte per Milano», ha detto ospite della Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi, comune vicino al capoluogo lombardo. Un luogo tutt’altro che neutro. Il giornalista era dato in pista da tempo ma, nelle ultime settimane, le sue quotazioni sembravano essere in ribasso.
Le parole sono state soprattutto un segnale lanciato per valutarne gli effetti sul dibattito. Di sicuro si è rimesso al centro della scena. «Sarebbe imbattibile, potrebbero non fare la campagna elettorale. È una personalità assolutamente straordinaria», ha commentato l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, interpellato dall’Ansa.
Anche se ha individuato un potenziale limite: «Come direttore di due giornali importanti non è stato brillantissimo e il sindaco di una grande città è una figura di organizzatore». Anche il leader di Azione, Carlo Calenda, ha definito Calabresi «un ottimo candidato per fare il sindaco a Milano».
Al momento, secondo quanto risulta a Domani, non c’è stato alcun contatto con i leader del centrosinistra, nemmeno con la segreteria del Pd, Elly Schlein, che detiene la golden share sulla candidatura. Nei dem ha prevalso una certa freddezza. Tra i pochi a parlare c’è stato il consigliere regionale del Pd, Pietro Bussolati: «Figure autorevoli sono benvenute e si presentano anche in modo molto rispettoso del metodo della coalizione».
Anche Sala sarebbe pronto a sostenere Calabresi. Solo che il supporto del primo cittadino milanese potrebbe non rivelarsi un bene, viste le polemiche sul suo operato. Il consigliere regionale in Lombardia Majorino è l’altro papabile alla corsa a sindaco per il centrosinistra. Ritiene maturi i tempi della sfida: dopo la sconfitta alle regionali del 2023, è intenzionato a giocarsi le proprie chance al comune di Milano. Majorino fa leva su alcuni sondaggi riservati fatti da vari istituti di ricerca da inizio anno a oggi.
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