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GLI EPSTEIN FILES TERREMOTANO IL GOVERNO BRITANNICO – LE SORTI DI STARMER SONO APPESE A UN FILO DOPO LA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI CHE CONFERMANO COME IL PREMIER SAPESSE DEI RAPPORTI TRA MANDELSON ED EPSTEIN, GIÀ PRIMA DI NOMINARLO AMBASCIATORE NEGLI USA – NON SOLO STARMER ERA STATO AVVERTITO DI UN “RISCHIO REPUTAZIONALE”, MA AVREBBE ACCETTATO DI DARE AL DIPLOMATICO 85MILA STERLINE COME BUONUSCITA (LUI NE AVEVA CHIESTI OLTRE 600MILA) – IL PRIMO MINISTRO PROVA A GIUSTIFICARSI DICENDO CHE MANDELSON HA MENTITO SULL’AMICIZIA CON IL FINANZIERE PEDOFILO, MA...

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Estratto dell’articolo di Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

 

peter mandelson keir starmer

L’onda sismica dello scandalo Epstein continua a far traballare il governo britannico: perché il premier Keir Starmer aveva nominato l’anno scorso Lord Mandelson quale ambasciatore a Washington, pur sapendo della sua amicizia col magnate pedofilo americano? Fino a che punto erano note quelle relazioni pericolose? E quali avvertimenti sono stati ignorati? Sono tutte domande sulle quali si è provato a far luce ieri, con la pubblicazione dei documenti governativi relativi al processo di nomina di Mandelson: perché in questione c’è la capacità di giudizio del primo ministro e, in ultima istanza, la sua tenuta.

 

Peter Mandelson jeffrey epstein

I file resi pubblici ieri pomeriggio a Londra sono solo parziali: si riferiscono soltanto al periodo precedente la cacciata di Mandelson, lo scorso settembre, quando emerse tutta la portata del suo rapporto con Epstein; e alcuni documenti sono stati secretati perché necessari all’indagine criminale in corso.

 

A febbraio, ricordiamolo, Mandelson era stato arrestato — e rilasciato su cauzione — perché accusato di aver passato a Epstein informazioni confidenziali di Stato nel periodo in cui era ministro, fra il 2009 e il 2010.

keir starmer peter mandelson

 

Le carte portate alla luce ieri non sono confortanti per Starmer: viene fuori che il primo ministro era stato avvertito che la nomina di Mandelson rappresentava un «generale rischio reputazionale» e che lo stesso consigliere per la sicurezza nazionale del premier, Jonathan Powell, un diplomatico di grandissima esperienza, aveva trovato «bizzarramente affrettato» l’invio a Washington dell’ex architetto del New Labour.

Peter Mandelson jeffrey epstein

 

Ma il dettaglio che forse ha suscitato più indignazione, durante il dibattito di ieri in Parlamento, è che Mandelson, dopo essere stato richiamato con ignominia, aveva avuto la faccia tosta di chiedere una buonuscita di 547 mila sterline (oltre 600 mila euro): alla fine ne ha ricevute soltanto 75 mila (circa 85 mila euro), ma per le opposizioni si è trattato comunque di una vergogna e di un insulto alle vittime di Epstein.

 

keir starmer principe andrea peter mandekson jeffrey epstein

Dai documenti risulta che i più stretti consiglieri di Starmer avevano interrogato Mandelson sui suoi rapporti con Epstein, ma l’allora capo della comunicazione di Downing Street si era detto «soddisfatto» delle risposte ricevute. [...]

Starmer, a sua discolpa, nelle scorse settimane aveva affermato che Mandelson aveva «mentito» [...] ma dai documenti emersi ieri non ci sono prove evidenti che il Lord avesse raccontato menzogne.

Peter Mandelson in mutande con una donna a casa di jeffrey epstein

 

C’è però una lettera, successiva alla cacciata di Mandelson, in cui si afferma che il premier «non era stato consapevole», al momento della nomina, della «profondità ed estensione» del rapporto di Mandelson con Epstein. Per i conservatori, tuttavia, Starmer «sapeva tutto quello che c’era da sapere[...] ».

[...] Ulteriori documenti, di cui si attende la pubblicazione nelle prossime settimane, potrebbero infliggere il colpo di grazia. Quello di Londra sarebbe il primo governo a cadere a causa di Epstein.

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