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IL GOVERNO SVUOTA LA SANITA' E SCARICA LA RESPONSABILITA' ALLE REGIONI – IL PRESIDENTE DELLA PUGLIA ANTONIO DECARO ANNUNCIA UNA “MANOVRA” AGGIUNTIVA DA 349 MILIONI, COME AUMENTO DELL'ADDIZIONALE IRPEF, PER RIPIANARE IL DEFICIT SULLA SANITÀ, E SI INCAZZA CON IL GOVERNO, IN PARTICOLARE CON MARCELLO GEMMATO, DEFINITO SPREGIOSAMENTE “IL SOTTOSEGRETARIO DELLE FARMACIE”, PER IL COSTO DEI FARMACI RIVERSATO SULLE CASSE REGIONALI – GEMMATO E' NEL MIRINO DI TANTI: ORA HA IMBASTITO UNA GUERRA CON L’ALTRO RAS PUGLIESE DI FDI, IL COMMISSARIO UE RAFFAELE FITTO...

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Estratto dell’articolo di Piero Ricci per www.repubblica.it

 

michele emiliano antonio decaro

Impiega venti minuti, il governatore Antonio Decaro, prima di illustrare la slide con gli aumenti dell’addizionale regionale dell’Irpef. Si presenta in maniche di camicia: è lì da quattro mesi appena e sa che i 349 milioni di buco nei conti della sanità non portano la sua firma.

 

Ma ci mette la faccia perché gli aumenti sono solo un incidente di percorso: «Avevo detto già in campagna elettorale che la situazione era complicata, e sono costretto a utilizzare la leva fiscale per ripianare il disequilibrio della sanità che ammonta a 349 milioni di euro.

 

ANTONIO DECARO

Voglio essere chiaro, non cerco capri espiatori, ma i dati del ministero attestano un aumento dei costi della sanità del 3.6%, e lo stesso Mef dice che l’aumento del governo sul Fondo sanitario nazionale che viene trasferito alle Regioni, per la Puglia è dell’1,09%».

 

[…] «Da Roma — dice — sono venuti a dirmi “vergogna” per la leva fiscale. Io mi sto prendendo la mia responsabilità, ma una cosa la voglio dire: il governo per me è sempre stato un alleato e non un avversario, per questo ho scelto di non attaccare nessuno, di non replicare a nessuno.

 

Mi sono assunto la responsabilità a qualche giorno dalle scadenze elettorali. Mi fa specie però che la vergogna è a Regioni alterne: non ho ascoltato gli stessi termini quando la leva fiscale l’hanno usata l’Abruzzo, il Molise. Non si fa così e voglio difendere i miei colleghi presidenti. Lo squilibrio non è colpa loro».

 

marcello gemmato - foto lapresse

La stilettata è per l’onorevole Marcello Gemmato che Decaro non cita salvo definirlo «il sottosegretario delle farmacie».

 

[…] Ma sulla spesa farmaceutica, Decaro grida vendetta: 86 milioni sono stati spesi per i farmaci innovativi, («spesa doverosa» precisa) ma quando poi non è più innovativo e quindi a carico dello Stato, il costo è tutto delle Regioni senza che lo Stato dia un euro in più.

 

Anche i 31 milioni della farmaceutica convenzionata: solo per gliptine e gliflozine nel passaggio dagli ospedali al bancone delle farmacie lo scontrino nel 2025 è costato alla Regione 22 milioni di euro. Così per i dispositivi medici (35 milioni) e le spese per rsa e hospice cresciute di 25 milioni di euro.

 

RAFFAELE FITTO ALL EUROPARLAMENTO

«C’è tanto lavoro da fare — dice Decaro — e mi batterò anche per fare in modo che aumenti il Fondo sanitario nazionale per tutte le regioni, in modo da allinearlo all’aumento dei costi, specialmente a quelli che non dipendono da noi».

 

Poi c’è tutta la partita della mobilità passiva: è costata praticamente quanto il deficit sanitario. Ci sono prestazioni che possono essere fatte in Puglia (come protesi d’anca e alluce valgo), come non è facile controllare l’extramoenia dei medici.

 

Ma questa è la partita più delicata che bisognerà affrontare con i nuovi direttori generali delle Asl. Saranno nominati la prossima settimana ma sapranno già che avranno obiettivi strategici ben definiti: in due anni dovranno dimostrare di tenere sotto controllo la spesa se non vogliono essere licenziati o subire un taglio del 20 per cento sullo stipendio.

marcello gemmato giorgia melonimarcello gemmato giorgia melonimarcello gemmato - foto lapresse