pete hegseth missili iraniani

HEGSETH, LECCHINO USA E GETTA - ALTRO SHOW DEL MINISTRO DELLA GUERRA AMERICANO, CHE PUR DI COMPIACERE QUELLO SVALVOLATO DI TRUMP DEFINISCE LA GUERRA IN IRAN “UN REGALO DEL PRESIDENTE AL MONDO” E PROPONE L’ESERCITO DEGLI STATI UNITI PER IL NOBEL PER LA PACE - HEGSETH, CHE HA TATUATO SUL BICIPITE LA SCRITTA “DIO LO VUOLE”, AVREBBE INTRODOTTO NELLA ROUTINE DEL QUARTIER GENERALE DEL PENTAGONO UNA CERIMONIA RELIGIOSA MENSILE – GLI ATTACCHI AI PAESI EUROPEI: “HANNO BISOGNO DELLO STRETTO DI HORMUZ E DOVREBBERO FARE PIÙ DI QUANTO FACCIAMO NOI, E ANZICHÉ RITROVARSI TUTTI ELEGANTI ALLE CONFERENZE DOVREBBERO METTERSI IN BARCA”

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Estratto dell’articolo di Michele Farina per il “Corriere della Sera”

 

pete hegseth

«A gift to the world». Così definisce questa guerra Pete Hegseth, aprendo la conferenza stampa con la bandiera alle spalle e davanti una platea di giornalisti (soprattutto) amici dell’amministrazione. «Una missione coraggiosa e pericolosa», dice il segretario alla Difesa che Donald Trump ha ribattezzato alla Guerra.

 

Coraggiosa e con obiettivi rapidi e chiari, non come le guerre tipo «Vietnam, Iraq e Afghanistan». Neanche George W. Bush aveva mai usato le parole scelte dall’ex soldato Hegseth per riassumere l’attuale conflitto: un regalo, «un regalo al mondo». Grazie presidente

pete hegseth - tatuaggio deus vult

 

«Un regalo storico, per gentile concessione di un presidente che sta facendo la storia». Qui il filone metaforico non è quello futurista della guerra «sola igiene del mondo», ma prende in prestito la dimensione del dono e della gratuità.

 

Il Washington Post ha scritto che Hegseth ha introdotto nella routine del quartier generale del Pentagono una cerimonia religiosa mensile che secondo gli esperti non ha precedenti nella storia. D’altra parte, quanti suoi predecessori avevano tatuato sul bicipite destro la scritta «Deus vult», che in latino significa «Dio lo vuole»?

PETE HEGSETH RECITA UN SALMO AI GIORNALISTI

 

Nella retorica di Hegseth «i riferimenti religiosi si sprecano», rileva Frank Bruni sul New York Times . Ha paragonato il salvataggio di un pilota alla resurrezione di Gesù, e il titolo del suo libro del 2020 è Crociata Americana: gli americani devono combattere «come i nostri antenati cristiani mille anni fa».

 

Anche il ministro della Guerra fa il suo, come da copione, rubando alla Chiesa le parole d’ordine. L’idea del «dono» è centrale nella visione e nella pratica del cristianesimo. Ed ecco che ancora una volta l’azzimato Pete si fa guerriero di Dio definendo la guerra «un dono al mondo».

 

PETE HEGSETH RECITA UN SALMO AI GIORNALISTI

Anche all’Europa e ai suoi leader, che «hanno bisogno dello Stretto di Hormuz e dovrebbero fare più di quanto facciamo noi», e anziché «ritrovarsi tutti eleganti alle conferenze dovrebbero mettersi in barca», possibilmente su una cannoniera o un dragamine. Perle americane a un mondo di ingrati, Europa e Asia, «che hanno approfittato per decenni della nostra protezione», rincara Hegseth. «Ma la pacchia è finita. L’America e il mondo libero si meritano alleati capaci e fedeli». Per il momento, «l’unica istituzione che si meriterebbe ogni anno il Nobel per la Pace è l’esercito americano».

 

pete hegseth con la moglie jennifer rauchet al matrimonio di dan scavino a mar a lagoPETE HEGSETH AVVITA LA NUOVA TARGA DEL DIPARTIMENTO DELLA GUERRA pete hegseth doug wilson