giancarlo giorgetti controlla i numeri della manovra - foto lapresse

UN BEL PACCO DI STABILITÀ PER GIORGETTI  DI FRONTE AGLI EFFETTI NEFASTI DELLA GUERRA NEL GOLFO, IL MINISTRO DELL’ECONOMIA TORNA A INVOCARE LA SOSPENSIONE DEL PATTO DI STABILITÀ: “NON UNA DEROGA PER SINGOLO STATO, UN PROVVEDIMENTO GENERALIZZATO” – MA IL COMMISSARIO ALL’ECONOMIA, VALDIS DOMBROVSKIS, RIBADISCE CHE LE REGOLE UE NON SI TOCCANO: “LE CONDIZIONI PER ATTIVARE LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA SONO DI AVERE UNA GRAVE RECESSIONE, E NON SIAMO IN QUESTO SCENARIO” – I CONTI NON TORNANO PIU’: IL TESORO RIVEDRÀ AL RIBASSO LE PREVISIONI DI CRESCITA DA +0,7% A +0,5%, E SI ALLONTANA L’USCITA DALLA PROCEDURA D'INFRAZIONE PER DEFICIT ECCESSIVO…

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Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”

 

GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

Crede nei «miracoli» che «possono sempre avvenire», ma allo stesso tempo sparge realismo. Rivendica l'assenza di «un deterioramento strutturale», mettendo però in guardia sui «segnali del rallentamento» in corso.

 

Incalzato dalle opposizioni al question time nell'aula del Senato, Giancarlo Giorgetti fa i conti con i danni all'economia provocati dalla guerra in Iran. Se le tensioni si riaccenderanno – spiega – la via d'uscita è una sola: la sospensione del Patto di stabilità.

 

Quello del ministro dell'Economia è il tentativo di rilanciare un messaggio che ha già consegnato, invano, ai suoi colleghi europei negli scorsi giorni. È la cartina di tornasole di una linea concordata con Giorgia Meloni, che poche ore prima, durante l'informativa alla Camera sull'azione di governo, ha invitato a rompere «il tabù» del congelamento delle regole Ue.

 

Valdis Dombrovskis e Giorgia meloni a palazzo chigi

[…]  Una strada obbligata dato che Bruxelles continua a tenere il punto. L'ennesimo stop della Commissione europea arriva proprio a cavallo tra le dichiarazioni della presidente del Consiglio e il rilancio del titolare del Tesoro.

 

Questa volta è il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis a tirare il freno a mano: «Le condizioni per attivare la clausola generale di salvaguardia» per sospendere il Patto di stabilità – dice – «sono di avere una grave recessione economica e attualmente non siamo in questo scenario».

 

Il muro di Bruxelles, però, non scoraggia il governo. Che anzi insiste, puntando su tre "leve". La prima: la condivisione dei costi generati dal conflitto. «Non una deroga» del Patto «per singolo Stato membro, ma un provvedimento generalizzato», spiega la premier.

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni foto lapresse.

Tradotto: l'Europa è chiamata alla prova dell'unità, no al caso Italia che – è il ragionamento – suonerebbe come un segnale di debolezza agli occhi dei partner europei e dei mercati. Per non parlare del percorso di risanamento post-guerra.

 

Significherebbe ripartire più indietro rispetto agli altri Paesi. Seconda leva, collegata alla prima: l'evocazione del Covid. Serve – insiste Meloni – «una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia».

 

[...]

 

IL PACCO DI STABILITA - MEME SU GIORGIA MELONI BY DAGOSPIA

Infine l'allineamento con la condizione posta dal Patto per attivare la clausola di salvaguardia che consente agli Stati membri di deviare dal percorso della spesa netta. Quindi la sospensione delle regole – precisa la premier – «se ci sarà una nuova recrudescenza» del conflitto.

 

Giorgetti la mette giù così: «Nel caso di prolungato stress sulle finanze pubbliche del nostro Paese o di recessione severa» in Europa.

 

Ma fino a che punto l'economia italiana potrà resistere? La guerra, intanto, ha già presentato il conto. È la crescita da ridimensionare. «Il governo – annuncia Giorgetti – si appresta ad aggiornare le proprie previsioni macroeconomiche». Sul tavolo – spiega il ministro – ci sono «revisioni al ribasso limitate». I numeri sono ancora in via di definizione. L'idea è una sforbiciata del Pil da 0,7% a 0,5%. Per ora.

 

GIANCARLO GIORGETTI - APPROVAZIONE DELLA MANOVRA AL SENATO - FOTO LAPRESSE

Altri impegni sono all'orizzonte. Come l'aumento della spesa militare. Giorgetti ricorda la procedura: l'esecutivo deve chiedere l'autorizzazione al Parlamento per attivare la clausola di salvaguardia o «comunque per la modifica degli obiettivi di finanza pubblica». Uno scenario scivoloso. Si farà ancora più complesso se l'Italia, nel frattempo, non uscirà dalla procedura d'infrazione per deficit eccessivo.

valdis dombrovskis