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“I DRONI E GLI ATTACCHI IBRIDI DELLA RUSSIA? BASTA PARANOIA E ISTERIA” – IL M5S SI CONFERMA FILOPUTINIANO E DENUNCIA IL PERICOLO DI UNA “SPIRALE DI PROVOCAZIONI E ACCUSE ALIMENTATA DAGLI IRRESPONSABILI GUERRAFONDAI DI ENTRAMBE LE PARTI” (METTONO L’EUROPA SULLO STESSO PIANO DELLA RUSSIA!) - CONTE RIBADISCE ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI GENOVA CHE NON CONSIDERA LA RUSSIA UNA MINACCIA DIRETTA PER L’EUROPA QUANTO LO SONO LE POLITICHE DI RIARMO E RESPINGE LE ACCUSE DI “RUSSOFILIA” – UN BIG PENTASTELLATO: “ACCOSTARCI A SALVINI O VANNACCI SULLA QUESTIONE È SCORRETTO E APPROSSIMATIVO, NESSUNO DI NOI HA MAI ESPRESSO AMMIRAZIONE PER PUTIN”. MA NEI MESI SCORSI LA EX SINDACA DI TORINO CHIARA APPENDINO, GRANDE NEMICA DI CONTE, AVEVA ANCHE APERTO ALL’ACQUISTO DEL GAS RUSSO “PER SANO PRAGMATISMO”…

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Matteo Pucciarelli per repubblica.it - Estratti

 

Giuseppe Conte Vladimir Putin

Per il M5S tutta questa storia fatta di droni, attacchi ibridi, spie e aperte minacce, alimenta «un clima di crescente paranoia e isteria». Siamo di fronte a «una pericolosa spirale di provocazioni e accuse alimentata dagli irresponsabili guerrafondai di entrambe le parti», e le parti sono Europa e Russia.

 

Le parole sono quelle dei capigruppo dei 5 Stelle nelle commissioni Esteri e Difesa e Politiche europee del Senato, Bruno Marton e Pietro Lorefice; in linea con la posizione dell’eurodeputato Danilo Della Valle: «Per Ursula von der Leyen la guerra e il confronto permanente con la Russia dovrebbero diventare la nuova normalità europea.

 

Giuseppe Conte Vladimir Putin 2

È una visione che respingiamo con forza», e anche se «condanniamo senza esitazioni gli attacchi ibridi russi avvenuti a Lipsia», viene ricordato che «questi episodi sono anche il frutto di anni di escalation continua, verbale e militare, che ha progressivamente chiuso ogni spazio di dialogo». L’esempio da seguire è dunque quello del Vaticano, «che — sempre Marton e Lorefice — continua a tenere aperti canali di dialogo con Mosca nella consapevolezza che il suo isolamento non aiuta».

 

La linea del Movimento, spiegano da via di Campo Marzio a Roma, è la stessa di sempre — la cosiddetta “svolta negoziale”, cioè un maggior impegno diplomatico — e non cambierà di fronte agli ultimi allarmi e ai fatti di Lipsia.

 

FOTOMONTAGGIO DI GIUSEPPE CONTE COME LUKASHENKO CON PUTIN

L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ieri sera ospite della festa dell’Unità a Genova, lo ha detto più volte: non considera la Russia una minaccia diretta per l’Europa quanto piuttosto lo sono le politiche di riarmo, che tolgono risorse alla spesa pubblica, penalizzando i ceti popolari. La diversità di vedute con pezzi di Pd e area riformista e centrista del campo progressista è radicale, ma — è il ragionamento — dovrebbe essere vista come una ricchezza per la coalizione, «perché la maggioranza degli italiani rimane contraria all’aumento delle spese militari e ad un approccio bellicista alla questione».

 

Le accuse di “russofilia” vengono respinte con sdegno, «accostarci a Matteo Salvini o Roberto Vannacci sulla questione è scorretto e approssimativo, nessuno di noi ha mai espresso ammirazione per Putin», spiega un big dei 5 Stelle. Nei mesi scorsi la ex sindaca di Torino Chiara Appendino, che non è totalmente allineata con il contismo, aveva anche aperto all’acquisto del gas russo, «per sano pragmatismo».

VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE

 

Va detto che su guerra in Ucraina e minaccia russa le divisioni non si registrano solo a livello italiano e in maniera trasversale fra gli schieramenti, ma anche dentro lo stesso gruppo europeo della sinistra rossoverde di cui fanno parte sia il M5S che Sinistra Italiana: in The Left gli scandinavi considerano un pericolo concreto quello che arriva da Mosca, gli altri invece mantengono una linea classicamente antimilitarista.

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IL CREMLINO E LE ELEZIONI ITALIANE salvini putin conte