friedrich merz elif eralp

“IN GERMANIA NESSUNO VIENE ESPROPRIATO" - IL CANCELLIERE TEDESCO FRIEDRICH MERZ, INTENZIONATO AD ANDARE AVANTI NONOSTANTE LE BATOSTE ELETTORALI DELLA CDU, INFILZA LA LINKE, CHE HA VINTO A BERLINO CON LA SINISTRATA MUSULMANA ELIF ERALP:  “E' UNA FORZA ANTIDEMOCRATICA, A BERLINO ASSISTIAMO A UN ANTISEMITISMO APERTO E RADICALE” - LA LINKE HA ESULTATO PER IL RISULTATO OTTENUTO NELLA CAPITALE (25,7%) MA HA BISOGNO DI SPD E VERDI PER AVERE LA MAGGIORANZA - LE CAREZZE DI MERZ AI SOCIALDEMOCRATICI, FONDAMENTALI PER IL SUO GOVERNO - IL POLITOLOGO SCHRODER: “LA CRESCITA DELLA LINKE E’ SOLTANTO A BERLINO.  NEGLI ALTRI LAND ORIENTALI È PERFINO ARRETRATA. NELLA CAPITALE ESISTE UNA CULTURA LIBERALE DI SINISTRA E UNA SITUAZIONE SOCIALE PRECARIA ALLA QUALE LA LINKE PUÒ AGGANCIARSI” - VIDEO 

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1. MERZ ALL’ANGOLO RESISTE E DEMONIZZA LA LINKE: «ANTIDEMOCRATICA». POI RINGRAZIA LA SPD

Estratto dall’articolo di Mara Gergolet del “Corriere della Sera” 

 

Friedrich Merz 22

Il giorno dopo, Friedrich Merz non cambia una virgola della sua strategia. E riparte dalla promessa di andare avanti — dopo la doppia sconfitta in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino — per realizzare quello che ritiene il proprio «compito storico», fare le riforme. Almeno, così si ripresenta in pubblico. [...]

 

Porta un messaggio alla Spd, partner di governo a Berlino: «Sono grato che questa mattina abbiamo sentito dai socialdemocratici che intendono restare nella coalizione a Berlino». In sostanza, che non lo abbandonano. 

E questa volontà, dice, «vale anche per noi, e vale anche per me. Insieme siamo determinati ad affrontare le sfide storiche che il nostro Paese ha davanti a sé», e ad «essere all’altezza». 

 

ELIF ERALP

Il compito, che Merz si assegna, è fronteggiare la crescita delle ali estreme: e inserisce anche la Linke tra queste forze radicali, «non democratiche», quelle che a Berlino secondo lui avrebbero raggiunto il 40% dei voti.

 

«È in gioco niente di meno, e niente di più, che il futuro democratico del nostro Paese». Per questo, comparendo al fianco del suo candidato berlinese Stefan Evers (sconfitto dalla Linke), ribadisce che il voto è «una profonda cesura». [...]

 

D’altra parte né la Spd né la Cdu possono permettersi la crisi o il voto anticipato, visti i sondaggi nazionali: un’ulteriore limitazione per entrambe. Merz ha ripetuto, come due settimane fa, di sapere che il messaggio del governo non arriva più agli elettori. [...]

 

Ha detto che la decisione su chi sarà sindaco a Berlino spetta alla Spd e ai Verdi: se cioè appoggiare la vincitrice Linke o la perdente Cdu, perché entrambe le coalizioni avrebbero sulla carta i voti per governare.

Friedrich Merz 21

 

Poi ha sferrato un attacco frontale alla Linke, sua tradizionale bestia nera (sebbene «la Sinistra» abbia acconsentito con galanteria alla sua elezione, nel momento del bisogno, 16 mesi fa, permettendo che si rivotasse subito dopo la prima bocciatura nel giorno del suo insediamento). Ha detto che la sua proposta sugli espropri dei grandi gruppi immobiliari a Berlino porterà la città alla rovina.

 

E ha annunciato che il suo governo si opporrà al progetto: «Stiamo lavorando a una legge che mandi in tutto il mondo un messaggio chiaro: in Germania nessuno viene espropriato». Infine, ha attaccato indirettamente, senza nominarla, la Linke anche sull’antisemitismo, tema su cui ha sempre mostrato molta sensibilità. 

ELIF ERALP

 

Ha evocato certi episodi che hanno coinvolto simpatizzanti del partito a Berlino, pur condannati dai vertici. «Quello che soprattutto mi preoccupa è che a Berlino assistiamo a un antisemitismo aperto e radicale. Il fatto che la vita ebraica in Germania non sia più sicura è l’eredità più pesante degli ultimi anni».

 

Ha promesso che lotterà con tutte le forze, con tutte le risorse disponibili, perché la vita degli ebrei in Germania resti sicura. E qui è stato il suo momento migliore. [...]

 

2. WOLFGANG SCHRÖDER - "MA I SOCIALDEMOCRATICI NON MOLLERANNO IL CANCELLIERE DEVONO MOSTRARE STABILITÀ" 

Estratto dall’articolo di Mara Gergolet per il “Corriere della Sera” 

 

friedrich merz alla conferenza sulla sicurezza di monaco 5

Professor Wolfgang Schröder, lei è uno dei massimi politologi tedeschi. Cosa sta succedendo nella sinistra tedesca, la Spd continuerà a sostenere Merz? 

«Non lo sappiamo, ma per ora non ci sono alternative. 

Perché se la Spd smettesse di farlo, ci sarebbero nuove elezioni, e la Spd perderebbe clamorosamente. Quindi ha interesse a presentarsi come un partner stabile». 

 

Che cosa significa per la Spd la crescita della Linke? 

ELIF ERALP

«In realtà, questa crescita c’è soltanto a Berlino. Negli altri Land orientali, la Linke è perfino arretrata. Si tratta di un fenomeno specificamente berlinese, perché nella capitale esiste una cultura liberale di sinistra e una situazione sociale precaria alla quale la Linke può agganciarsi». 

 

Lei vede la possibilità che Linke e Spd si avvicinino? 

«In linea teorica, sì. Tuttavia non è semplice. La Linke si rivolge ai giovani, a una popolazione intellettuale e di sinistra, interessata alla politica dell’identità, che discute di guerra e pace: vuole affrontare le cose in maniera più radicale e ha sviluppato un proprio stile di vita. È una sorta di partito 2.0». 

 

Mentre la Spd mantiene un approccio tradizionale

«La Linke è un fenomeno urbano, quanto l’AfD è un fenomeno rurale. Ciò che finora ha contraddistinto la Spd è il tentativo di creare un equilibrio tra città e campagna». [...]

  

La Linke è antisemita e perfino anti-democratica, come ha detto Merz? 

friedrich merz alla cop30 a belem 1

«No, non si può dire così. Semmai è un fenomeno particolare della Linke a Berlino, dove c’è un gruppo forte, ma piccolo. Per esistere, esiste: ma poiché la politica vive di polarizzazioni, si dice che l’intera Linke è antisemita.

 

Naturalmente è una sciocchezza.  Siccome la Linke è un partito di giovani, una sorta di Verdi 2.0, qualcuno può avere l’impressione che nella soluzione del conflitto palestinese vi sia una sorta di salvezza del mondo intero». 

 

Lei crede che sia la fine dei «Volksparteien», dei grandi partiti popolari? 

«Sì, lo penso. Esiste questa perdita di attrattiva, ma ha a che fare con la nostra società più plurale e frammentata: per i partiti popolari è difficile rapportarsi ai diversi ambienti sociali.

 

L’individualizzazione, la digitalizzazione, il cambiamento demografico hanno reso le cose più complesse rispetto a 30 anni fa. Ci sono tanti gruppi più piccoli con i propri interessi. Da qui, penso, il fascino dell’AfD, dei populisti di destra: sta nel fatto che tornino a offrire una sorta di elemento unificante». [...]

friedrich merz alla cop30 a belem 2FRIEDRICH MERZ - 70ESIMO COMPLEANNOELIF ERALP