yasser abbas abu mazen

ANCHE IN PALESTINA ESISTE IL FAMILISMO - IL 64ENNE YASSER ABBAS, FIGLIO MINORE DI ABU MAZEN, È CANDIDATO AL COMITATO ESECUTIVO DEL PARTITO "FATAH", ANCORA GUIDATO DA SUO PADRE 90ENNE. YASSER ABBAS È IN POLE PER PRENDERE IL POSTO DI SUO PAPA', NONOSTANTE IN MOLTI CHIEDANO UN RINNOVAMENTO: SE I PALESTINESI VOTASSERO OGGI, DOPO IL 7 OTTOBRE E IL MASSACRO A GAZA CHE NE È SEGUITO, È PROBABILE CHE SCEGLIEREBBERO HAMAS. FATAH, PARTITO-SPINA DORSALE DELL'ANP, NON È RIUSCITO A FERMARE LE VIOLENZE DEI COLONI ISRAELIANI...

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo da Fabio Tonacci per "la Repubblica"

 

abu mazen

Si sente questa espressione un po' inquietante, alla Muqata: «Sangue fresco e giovane». La usano in tanti, candidati e delegati, per dire che Fatah deve riformarsi e rinnovarsi, se intende recuperare centralità nel dibattito palestinese. Immettendo forze fresche.

 

Almeno a parole, è l'obiettivo dell'ottava Conferenza generale del partito che fu di Arafat e che oggi, nel pieno della crisi di credibilità, è ancora retto dal 90 enne Abu Mazen. Se poi si vedranno volti nuovi nel prossimo Comitato esecutivo, il bacino da cui prima o poi sarà pescato il successore di Abu Mazen, è tutto da stabilire.

 

Yasser Abbas ABU MAZEN

«Finalmente siamo insieme, nonostante le difficoltà», esordisce il vecchio capo davanti alla sala piena.La Conferenza si dovrebbe tenere ogni quattro anni, ma è dal 2016 che non si riunisce. Quando il presidente uno e trino (è leader di Fatah, dell'Anp e dell'Olp) comincia a parlare, intorno alle 14, si sono già contate quattro standing ovation: la prima per il premier spagnolo Sanchez, che ha inviato un videomessaggio per ribadire il sostegno alla soluzione dei due Stati, la seconda e la terza per i delegati collegati da Gaza e da Beirut, la quarta quando sul palco è stato pronunciato il nome di Marwan Barghouti,

 

abu mazen

il leader più popolare che verrà rieletto nel Comitato nonostante sia chiuso, dal 2002, in un carcere israeliano. Anche il governo cinese e il Partito democratico italiano hanno mandato i saluti alla Conferenza di Fatah: si è aperta ieri a Ramallah e durerà fino a sabato, quando saranno scelti i 18 membri del Comitato esecutivo, ossia la leadership di Fatah, e gli 80 del Consiglio rivoluzionario, l'arena degli scontri fratricidi tra fazioni.

 

«Siamo pronti a indire, entro quest'anno, elezioni presidenziali e legislative», afferma Abu Mazen, a metà di un discorso che lo vedrà riconfermato, per acclamazione, alla guida del partito. Non ha specificato però la data delle votazioni, che nei Territori occupati mancano da una ventina d'anni. «Israele trattiene illegittimamente 5 miliardi di dollari dei palestinesi», tuona. Meno convincente quando parla di corruzione, problema endemico dell'Anp: «Ditemi il nome di un corrotto, e io lo farò perseguire dalla giustizia».

Yasser Abbas

 

Davanti a lui, schierati su una lunghissima prima fila di sedie, i notabili del movimento mescolati al «sangue fresco», tutti avvolti nella sciarpa coi colori della Palestina: gli sguardi attenti di Hussein al-Sheikh, nominato sei mesi fa vice di Abu Mazen presso l'Autorità nazionale palestinese, di Majed Faraj, il potente capo dell'intelligence, della combattiva governatrice di Ramallah, Laila Ghannam, di Zakaria Zubeidi, icona della Seconda Intifada, liberato nel 2025 dalle autorità israeliane in uno degli scambi con gli ostaggi sequestrati da Hamas. Questi ultimi due, Zubeidi e Ghannam, oltre ad avere ottime possibilità di entrare nel Comitato, rappresentano il nuovo che avanza.

Yasser Abbas

 

In un certo senso anche Yasser Abbas, il figlio minore di Abu Mazen, è una novità, nonostante i suoi 64 anni: imprenditore del tabacco, molto attivo all'estero, è candidato al Comitato. [...]

 

In pochi lo credono: a ostacolare la sua eventuale corsa alla presidenza è proprio il cognome. Fatah ha un disperato bisogno di voltare pagina, e in fretta: se i palestinesi votassero oggi, dopo il 7 Ottobre e il massacro a Gaza che ne è seguito, è probabile che sceglierebbero Hamas, anche in considerazione della delusione per come Fatah, il partito-spina dorsale dell'Anp, non riesca a fermare le violenze impunite dei coloni. È opinione diffusa e condivisa, nella pancia del partito. [...]

abu mazen sergio mattarella 2