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“VANNACCI È L'UNICO A DIRE LE COSE CHE LA GENTE PENSA” – CHE COSA SI E' FUMATO L’EX MINISTRO DELLA SALUTE, IL 92ENNE GIROLAMO SIRCHIA? “QUANDO VANNACCI AFFERMA CHE BISOGNA PENSARE PRIMA AGLI ITALIANI, INTERCETTA UN MALESSERE REALE. DI CERTO, IGNORARE IL DISAGIO DEI CITTADINI COME FANNO ALTRI PARTITI PRODUCE RABBIA - IL PARLAMENTO? UNA MASSA DI GREGARI CHE FA QUELLO CHE DECIDONO I PARTITI - IL PAESE VA A RAMENGO E NOI PARLIAMO DI PUTIN, MA CHI SE NE FREGA? PENSIAMO A NOI! - IL DIBATTITO POLITICO? UN LIVELLO BASSO E QUESTO DERIVA DAL LIVELLO E DALLA PROVENIENZA DELLE CLASSI DIRIGENTI - I GIOVANI NON SI INTERESSANO ALLE COSE, NON SONO QUELLI CHE ANDAVANO CON D'ANNUNZIO NEL 1919 A FIUME. SONO RAGAZZINI CRESCIUTI NELLA BAMBAGIA, CHE PENSANO A DIVERTIRSI. PER CARITÀ, FORSE HANNO RAGIONE LORO. NOI ABBIAMO LAVORATO COME FACCHINI TUTTA LA VITA. MA FORSE ERA MEGLIO SE ANDAVAMO AL MARE”
Estratto dell’articolo di Francesca del Vecchio per “la Stampa”
girolamo sirchia con la moglie
«Roberto Vannacci è l'unico a dire le cose che la gente pensa». Girolamo Sirchia lo dice con freddezza clinica dopo aver già espresso di recente il suo pensiero sui suoi social. Medico, già ministro della Salute nel penultimo governo Berlusconi, padre della legge antifumo, e osservatore severo del dibattito pubblico: oggi ha 92 anni […]
Professore, davvero pensa che Vannacci rappresenti qualcosa di concreto?
«Di certo intercetta un sentimento reale. Dice quello che molti pensano, ma che nessuno sostiene più pubblicamente: basta armi e soldi all'Ucraina. Finiamola con questa guerra che ci sta costando miliardi e che toglie risorse al Paese. Il "fenomeno Vannacci" è la risposta a un disagio diffuso nel Paese su come vengono fatte le scelte, e lui lo formula con chiarezza».
roberto vannacci emanuele pozzolo
Quindi è su questo che vede un senso in quello che dice?
«Sì. Quando Vannacci afferma che bisogna pensare prima agli italiani, intercetta un malessere reale. […] Sulle scelte internazionali, l'invio di armi all'Ucraina per esempio, io l'ho sempre considerata un'opzione sbagliata. Non perché l'Italia debba restare indifferente, ma perché la guerra ha conseguenze pesanti: bollette energetiche alle stelle, imprese in difficoltà, famiglie penalizzate. E allo stesso tempo la politica interna, scuola, università, ricerca, languono».
girolamo sirchia beatrice lorenzin francesco bove
Quindi lo voterebbe?
«Forse. Non lo so. […] Di certo, quello che dice merita attenzione e ignorare il disagio dei cittadini come fanno altri partiti produce rabbia. In questo contesto, chi parla chiaramente guadagna spazio. Meglio affrontare i problemi che fingere che non esistano».
[…] «[…] il Parlamento è molto vincolato dalle logiche di gruppo. Sono una massa di gregari che fa quello che decidono i partiti. La maggioranza vota come decide il capogruppo, l'opposizione lo stesso. L'autonomia è ridotta, e il dibattito pubblico ne risente. Per questo uno come Vannacci, pur essendo un outsider, riesce a farsi ascoltare».
E nell'esecutivo?
«Questo è un governo che ha sottoscritto le sanzioni alla Russia che ci dava il gas a basso prezzo, per pagarlo quattro volte tanto e mandare al fallimento un sacco di persone, di imprese e in difficoltà tutti i cittadini. Il Paese va a ramengo e noi continuiamo a parlare di Putin, ma chi se ne frega di Putin? Pensiamo a noi!. Dopo quattro anni siamo qui a dire le stesse cose, delle stupidaggini vere e proprie, ad esempio che Putin attaccherà l'Europa tra dieci anni: ma chi l'ha detto?».
Come lo vede il dibattito politico in questo Paese?
«Non siamo messi benissimo. […]oggi siamo ad un livello infinitamente basso in cui il linguaggio dell'insulto è sdoganato, normale. E questo deriva in parte dal livello e dalla provenienza delle classi dirigenti. Oltre al fatto che si smentisce una cosa detta due giorni prima con una facilità disarmante. Senza dignità».
Insomma, boccia tutti a destra e a sinistra.
«Alla fine, sono sempre le stesse persone che girano a vuoto. Non ci sono più le ideologie. E i giovani, quelli che si interessano e non si interessano alle cose, non sono quelli che andavano con D'annunzio nel 1919 (l'impresa di Fiume, ndr). Sono ragazzini cresciuti nella bambagia, che pensano a divertirsi. Per carità, forse hanno ragione loro. Noi abbiamo lavorato come facchini tutta la vita. Ma forse era meglio se andavamo al mare».
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