I NAPODALEMIANI SICURI: “IERI SERA IN TV MASSIMO HA MANDATO UN MESSAGGIO A NAPOLITANO CHE CONTINUA A SPONSORIZZARE RENZI” - L’ULTIMO FLOP DI DE MAGISTRIS: DIETROFRONT DELL’OPPOSIZIONE CHE NON PARTECIPERA’ ALLA “SCENEGGIATA” DI MONTECITORIO - AVVERTITE CASINI CHE IL “SUO” PASQUINO SARA’ IN PRIMA FILA A INSULTARE MARIO MONTI - BINDIANI ALLA RICERCA DI POLTRONE - UN EX PM ANTICAMORRA SINDACO DEL PDL? NON POTEVA DURARE…

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Carlo Tarallo per Dagospia

1-Luigi de Magistris ci ha provato: ieri sera la conferenza dei capigruppo del Comune di Napoli (su richiesta di Giggino) ha convocato un consiglio comunale in trasferta. Dove e quando? Il prossimo 30 ottobre a Piazza Montecitorio! L'ideona è quella di cavalcare l'onda anti-montiana degli enti locali per chiedere al governo tecnico 3/400 milioni di euro per rianimare le casse esauste di Palazzo San Giacomo a colpi di slogan da sinistra ultraradicale contro il governo dei poteri storti.

Ma l'illusione di trascinare nella gitarella arancione anche il Pdl è durata lo spazio di poche ore. Ieri sera il capogruppo dei Banana's, Enzo Moretto, si era lasciato convincere, ma oggi i "suoi" (incazzatissimi) gli hanno dato la sveglia e lui ha fatto marcia indietro.

2-Il Pdl dunque non ci sarà, e del resto sarebbe stato singolare vedere i Banana's capitanati da Letta-Lettieri dare addosso a Monti "ammazza Napoli" col fischietto arancione in bocca e il rischio-lancio di ortaggi incombente. E ora il cetriolo è tutto per l'Udc. Il presidente del Consiglio Comunale Raimondo Pasquino, uno che è passato dalla corte di Ciriaco De Mita a quella di Antonio Bassolino per approdare tra i "rivoluzionari" dell'ex Pm, è in un vicolo cieco.

Ha dato l'ok alla scampagnata (toccherà al vicesindaco Tommaso Sodano scegliere se andare a Roma in treno o in bus) ma a Pierfurby Casini, ultrà di Montimer, l'idea di patrocinare uno show arancione pesantemente antigovernativo non sfagiola: dietrofront in vista anche per l'impasquinato? Ah saperlo...

3-E il Pd? Succube di De Magistris, potrebbe essere (manco a dirlo) l'unico partito che sostiene Monti a Roma e De Magistris a Napoli a finire nella trappola. Tanto più che i sinistrati napoletani sono dilaniati dalla pretesa dei "bindiani" di indicare il presidente dell'assemblea provinciale del Pd. L'altro ieri i seguaci partenopei di Rospy sono andati in gran segreto a Roma da Maurizio Migliavacca, braccio destro di Culatello: "O la poltrona o niente appoggio a Bersani alle primarie!": hanno tuonato. E Migliavacca? Ha provato a convincere il resto del partito, ottenendo la stessa risposta: "Se siamo liberi di scegliere quale bindiano eleggere si può fare, ma nessuna imposizione sul nome altrimenti addio appoggio a Bersani alle primarie!". Culatello avvisato...

4-"Se vince Renzi sarà lotta dura!". A chi ha parlato, ieri sera, Massimo D'Alema? A chi era rivolto il suo grido di guerra? A Napoli, una delle "riserve" dalebane, ne sono certi: il messaggio era rivolto a chi sta utilizzando Matteo Renzi per "rottamare" il Pd prima che possa vincere le elezioni e stoppare la corsa verso il Monti-bis, tanto ma tanto caro a Giorgio Napolitano. E non è un caso che il leader dei renziani partenopei sia Alfredo Mazzei, capo dei Napolitano's nella città d'origine di Re Giorgio e vicepresidente della "sua" Fondazione Mezzogiorno Europa. "Se Renzi riuscirà a distruggere il Pd siamo pronti a rifare i Ds", sussurrano da queste parti i sinistrati anti-Matteo...

5-A proposito di sinistrati: cazziatone telefonico del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca al segretario regionale per mancanza di prove Enzo Amendola, già depresso perché il casino combinato del suo mentore Dalemix gli sta facendo vacillare il sogno dell'approdo in Parlamento. "Il leader dell'opposizione a Caldoro - avrebbe detto De Luca ad Amendola - sono io, Peppe Russo (attuale capogruppo, Ndr) può scordarsi di occupare la poltrona che ho lasciato libera. Capito?". Pare di sì...

6- Resa dei conti a Castellammare di Stabia, la Stalingrado del Sud, dove l'ex pm anticamorra Luigi Bobbio è da due anni e mezzo sindaco. Bobbio ha annunciato le dimissioni dopo un mese e mezzo di tira e molla con la sua (ex?) maggioranza e in particolare con il neopresidente della Provincia di Napoli (per mancanza di prove) Antonio Pentangelo, che si vedrebbe volentieri sulla poltrona dell'attuale primo cittadino. Prima dell'addio, il sindaco però ha confessato ai suoi: "Probabilmente dietro le manovre per mandarmi a casa c'è la camorra". Chi con ce l'ha? E il capogruppo regionale (dimissionario) Fulvio Martusciello e il commissario Pdl Nitto Palma che fanno per evitare il patatrac? Ah, saperlo...

 

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