DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA…
NELLA LEGA LA RESA DEI CONTI È RINVIATA (DI NUOVO) – QUEI CACADUBBI DEI NORDISTI RIENTRANO NEI RANGHI: MATTEO SALVINI RIESCE AD ARGINARE I MALUMORI DEI VARI FONTANA, FEDRIGA, ZAIA, E AL CONSIGLIO DIRETTIVO NON CI SONO STRAPPI UFFICIALI – IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, SI “SDOPPIA”: PARTECIPA ALLE RIUNIONI DELLA FRONDA ANTI-CAPITONE MA ANCHE A QUELLE ORGANIZZATE DAL SEGRETARIO – GLI “SCISSIONISTI” PREPARANO UNA PROTESTA PLATEALE A PONTIDA, E SALVINI PER ARGINARLI PIAZZA UN’ALTRA FESTA DIECI GIORNI PRIMA (COME RIESCE A RESISTERE LUI A VIA BELLERIO, NESSUNO...)
IL DOPPIO GIORGETTI. A MILANO (CON ROMEO) SOGNA LA NUOVA LEGA, A ROMA L’8 SETTEMBRE RILANCIA QUELLA DI SALVINI
Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse
“A difesa di Salvini”, andrebbe raccontato questo episodio. Venerdì scorso, Giorgetti ha partecipato, a Milano, alla riunione dei governatori, con Attilio Fontana, Fedriga, Zaia e Fugatti (è la riunione che Giorgetti smentisce, come smentisce che si chiama Giancarlo).
E’ la riunione delle grandi speranze, delle associazioni, per dare un segnale a Salvini, mostrargli il malessere del nord. Pochi giorni dopo, Giorgetti (è sempre lui) a Roma, con Salvini e Durigon, ha partecipato a un altro incontro che aveva un nobile scopo: come rilanciare la Lega di Salvini. Con Giorgetti non c’è contraddizione. L’uomo è multiforme. [...]
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Alla riunione di Milano c’era anche Max Romeo, il segretario della Lega lombarda, capogruppo al Senato. In Lega lo sdoppiamento è la condizione naturale. E si sdoppiano anche le feste. Si è scritto che a Pontida si temono proteste, e infatti si prepara un’altra festa, dieci giorni prima.
E’ la festa per rilanciare la Lega (quella di cui ragionavano Giorgetti-Durigon e Salvini) e si terrà l’8 e il 9 settembre a Roma. Ha come titolo “A tua difesa. Dalla parte degli italiani. Ogni giorno”. Il titolo è magnifico. Ogni giorno in Lega, a Milano, c’è un Giorgetti che sogna un partito nuovo, insieme all’hidalgo Fontana, Zaia, Fedriga, Fugatti, e poi c’è un Giancarlo che a Roma lavora per rafforzare Salvini. La difesa è sempre legittima, così come è legittimo il nostro spaesamento.
matteo salvini claudio durigon (2)
Ps. Salvini [...] suggerisce a Sánchez “di tacere e di controllare i suoi confini” e poi: “A Pontida non annuncerò il mio passaggio al Viminale. Se vinceremo le elezioni e mi chiederanno di tornare al Viminale, ci tornerò”.
LEGA, SALVINI RINVIA LA RESA DEI CONTI “ADESSO NON HO TEMPO PER LE POLEMICHE”
Estratto dell’articolo di Francesca del Vecchio per “La Stampa”
Alla fine, Matteo Salvini riesce a evitare la resa dei conti. L'operazione [...] è riuscita. [...] Salvini ha scelto di ascoltare, soprattutto i più critici nei suoi confronti, lasciando a ciascuno lo spazio per mettere sul tavolo eventuali obiezioni. Un modo per misurare fino a che punto il dissenso fosse disposto a manifestarsi apertamente.
«Sono aperto e disponibile al dialogo ma non alle divisioni», avrebbe detto iniziando il suo lungo intervento durato circa 45 minuti davanti a segretari provinciali, deputati e colleghi ministri (presenti Roberto Calderoli e Alessandra Locatelli).
Maurizio Fugatti Luca Zaia Attilio Fontana Massimiliano Fedriga
La pacatezza, o "modalità zen" come l'ha descritta qualcuno dei presenti, del segretario è servita a placare almeno per un po' le tensioni. Al centro del dibattito, come sempre, le istanze del Nord, che a detta dei lombardi vengono troppo poco ascoltate.
Ma il messaggio del leader è chiaro: la discussione è legittima, ma deve fermarsi prima di trasformarsi in una frattura. E promette che sarà più duro con gli alleati quando ostacolano le battaglie identitarie della Lega.
[...]
Il direttivo lombardo, in realtà, doveva rappresentare il primo vero banco di prova dopo le tensioni emerse negli ultimi mesi.
Da una parte la richiesta, avanzata da una parte della classe dirigente del Nord, di rilanciare con più decisione i temi identitari e territoriali. Dall'altra la necessità, rivendicata dalla segreteria federale, di mantenere una linea unitaria e nazionale.
A riprova di un malessere nordista, nei giorni scorsi il presidente lombardo Attilio Fontana aveva pure condiviso in una chat leghista una bozza di statuto per un nuovo partito di impronta federalista.
MATTEO SALVINI E MASSIMILIANO ROMEO
Non un tentativo concreto di scissione ma «un modo per manifestare il malessere dei territori», avrebbe spiegato il segretario regionale Massimiliano Romeo durante la seduta in difesa di Fontana. Il confronto interno, comunque, è il riflesso dei nuovi equilibri che si sono creati dopo l'elezione di Romeo alla guida della Lega lombarda, passaggio che ha rafforzato il peso della componente storica del partito nel dibattito sulla strategia futura.
Consapevole del rischio che il confronto degenerasse in una resa dei conti, nel suo intervento Salvini ha insistito sull'unità, sostenendo che non è il momento di alimentare divisioni interne e che la Lega deve concentrarsi sulle priorità di governo e sulle prossime sfide. Il tentativo è quello di depotenziare il significato politico dello scontro lombardo, presentandolo come un normale confronto programmatico e non come l'apertura di una nuova fase congressuale: «Nessun malumore. Non perdiamo tempo con le ricostruzioni dei giornali. Abbiamo tante cose da fare», ha smorzato.
ATTILIO FONTANA - VINCENZO DE LUCA - LUCA ZAIA
Restano però le tensioni: le richieste sempre più insistenti che arrivano dalle segreterie provinciali della Lombardia - più autonomia, maggiore attenzione al Nord e una riflessione sull'identità del partito – difficilmente si esauriranno con un appello all'unità. Il direttivo ha certificato che il dibattito esiste e che attraversa la principale roccaforte della Lega.
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