la pigrizia non esiste

C’AVETE ROTTO IL CAZZO CON IL MITO DELL’IPERPRODUTTIVITÀ – LO PSICOLOGO DEVON PRICE, NEL SAGGIO “LA PIGRIZIA NON ESISTE” DIFENDE IL DIRITTO ALLA PIGRIZIA PER COMBATTERE L’ESAURIMENTO E LO STRESS, CONTRO UNA CULTURA CHE PORTA AL BURNOUT – E FORNISCE CONSIGLI SU COME IMPARARE “A SENTIRVI A VOSTRO AGIO NELL’ESSERE MENO PRODUTTIVI DI QUANTO LA SOCIETÀ VI IMPONGA. PERCHÉ: “LA BUGIA DELLA PIGRIZIA GENERA IL SENSO DI COLPA TALE PER CUI SI PENSA DI NON ‘FARE ABBASTANZA’. È ANCHE LA FORZA CHE CI SPINGE A LAVORARE FINO AD AMMALARCI…”

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Pubblichiamo un estratto del libro “La pigrizia non esiste” di Devon Price, edito da Accento

 

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[…] Ho capito che le mie battaglie rientravano in una specie di epidemia sociale, un fenomeno che chiamerò “bugia della pigrizia”. La bugia della pigrizia è un insieme di credenze culturalmente connotate e radicate che porta molti di noi a pensare che:

 

• Nel profondo si è inutili e pigri;

• Devo lavorare sodo, sempre, per controllare la pigrizia interiore;

• Il mio valore è direttamente proporzionale alla mia produttività;

• La cosa più importante della vita è lavorare;

• È immorale non ottenere risultati e non avere motivazione.

 

La pigrizia non esiste di Devon Price

La bugia della pigrizia genera il senso di colpa tale per cui si pensa di non “fare abbastanza”; è anche la forza che ci spinge a lavorare fino ad ammalarci. Una volta capito quanto dilagante fosse la bugia della pigrizia, ho iniziato a mettere a frutto le mie abilità nell’ambito della ricerca per approfondire la storia della pigrizia, unitamente agli studi psicologici più recenti riguardo la produttività.

 

Quello che ho scoperto mi ha procurato un enorme sollievo e insieme una profonda frustrazione. Le ricerche su produttività, burnout e salute mentale suggeriscono che la durata media della giornata lavorativa è molto alta e che altre responsabilità che spesso consideriamo normali, come un carico completo di corsi all’università o un impegno settimanale nell’attivismo, non sono sostenibili per la maggior parte delle persone.

 

Ho potuto inoltre constatare che ciò che chiamiamo “pigrizia” è in realtà un forte istinto di autoconservazione. Quando ci sentiamo privi di motivazione, senza direzione o “pigri” è perché sia il nostro corpo che la nostra mente chiedono a gran voce pace e tranquillità.

 

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Ed è quando ascoltiamo e legittimiamo queste persistenti sensazioni di stanchezza che iniziamo finalmente a guarire. Ho parlato con terapeuti e coach aziendali, imparando da loro quali sono gli step che una persona dovrebbe seguire per imporsi dei limiti personali e professionali.

 

Ho scoperto che difendere il diritto alla “pigrizia” è essenziale per ritagliarci del tempo da dedicare a gioco, riposo e ripresa. Ho anche capito quanto grande sia il sollievo che proviamo quando smettiamo di associare noi stessi a una lista di cose da fare. […]

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