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SULLA LEGGE ELETTORALE MELONI E SALVINI HANNO UN PROBLEMA: MARINA BERLUSCONI – AL VERTICE DI PALAZZO CHIGI SALVINI HA APPOGGIATO LA DUCETTA: “SULLO STABILICUM TIRIAMO DRITTI”. MA IL PORTAVOCE DELLA CAV IN GONNELLA, TAJANI, PRETENDE UNA DIVERSE CORREZIONI ALLA RIFORMA DEL SISTEMA DI VOTO: IL BALLOTTAGGIO DA RIPENSARE E RITOCCHI AL RIBASSO SUL PREMIO DI MAGGIORANZA – IN CASA BERLUSCONI SPERANO NEL “PAREGGIO” ALLE PROSSIME ELEZIONI PER SGANCIARSI DALLA DESTRA MELONIANA E CERCARE ALLEANZE AL CENTRO – È STALLO ANCHE SULLA NOMIMA ALLA CONSOB. LA LEGA INSISTE SU FRENI, MELONI: “NE PARLIAMO UN'ALTRA VOLTA…”
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo e Serena Riformato per “la Repubblica”
INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI
Pasto light a base di spigola e dossier pesanti come macigni: la politica estera e il costo dell'energia, le nomine in stallo e la legge elettorale. A pranzo con i suoi due vice e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni tiene a far passare un messaggio: sul sistema di voto non si scherza più.
Primo ok alla Camera entro la pausa estiva, Senato in autunno con la fiducia. Tant'è che il leader della Lega Matteo Salvini […] consegna ai cronisti una sintesi perentoria: «Sulla legge elettorale andiamo dritti».
[…] il ministro dei Trasporti al vertice ha posto una sola condizione: la proposta di legge deve rimanere, il più possibile, così com'è: un corposo bottino di parlamentari extra per chi vince, 70 deputati alla Camera e 35 al Senato.
Un alt rivolto in particolare al collega vicepremier Antonio Tajani, che invece si sarebbe presentato all'incontro con una lista di correttivi: il ballottaggio da ripensare, ritocchi al ribasso sul premio – anche per "corteggiare" le opposizioni – e l'idea di suddividerlo in proporzione al risultato percentuale dei partiti (e non a un accordo politico precedente al voto).
[…] Ai tre alleati Meloni l'ha ripetuto: è necessario ridare agli elettori la possibilità di segnare sulla scheda il nome di chi vogliono mandare in Parlamento. D'accordo Lupi che, come FdI, sul tema presenterà un emendamento.
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse
[…] Alcune modifiche andranno fatte per evitare pasticci. Nello specifico: ad oggi niente impedisce, nel testo del centrodestra, che il voto possa dare vincitori diversi alla Camera e al Senato. Ipotesi di scuola, e tuttavia non così irrealistica.
La possibilità allo studio è che in questo caso il premio non scatti: i seggi verrebbero assegnati con un proporzionale puro. Sui tanti nodi Tajani si confronterà oggi con i capigruppo e il presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano.
Nelle dichiarazioni il centrodestra pone l'accento sul dialogo con le opposizioni. Che rimane in alto mare. «Un'apertura bluff, testo irricevibile», dice il senatore pd Dario Parrini.
Al vertice si parla anche di ripartire sul nucleare e degli aiuti contro il caro energia. La linea la detta la premier: avanti con la richiesta di flessibilità all'Europa. La trattativa con Bruxelles è in salita, ma – dice – resta il piano A.
Non per sempre, però, per Salvini. Il leader del Carroccio pone l'accento sui contraccolpi dello sciopero dei tir, dal 25 al 29 maggio. Per non parlare della nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti: i soldi basteranno a fatica per allungare la misura fino al 22, come promesso.
federico freni - giancarlo giorgetti - foto lapresse
Uno sconto ulteriore è già a rischio. Il piatto indigesto della crisi è a vista. Lupi prova a metterne un altro sul tavolo: le nomine di Consob e Antitrust. Salvini dà man forte, rilanciando la candidatura del sottosegretario leghista al Mef Federico Freni alla guida dell'Autorità per la vigilanza dei mercati. Ma la premier taglia corto: «Ne parliamo un'altra volta, ora non c'è tempo».
marina berlusconi
BENZINA E CARO CARBURANTI - VIGNETTA BY STEFANO ROLLI
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