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LA LEGGE ELETTORALE È UN ENIGMA PER IL GOVERNO: CONVIENE FARLA O NO? – LA MAGGIORANZA CONCLUDE L'ESAME DEL “MELONELLUM” IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI ALLA CAMERA CON UN COLPO DI ACCETTA SUGLI EMENDAMENTI: SU 434 NE SONO STATI VOTATI 215 – RESTA IRRISOLTO IL NODO DELLE PREFERENZE CHE SPACCA IL CENTRODESTRA (FDI LE VUOLE REINTRODURRE, FORZA E ITALIA E LEGA SONO CONTRARIE) – PASSA LA NORMA “ANTI-VANNACCI”: LE FORZE POLITICHE CHE HANNO UN GRUPPO PARLAMENTARE FORMATO ENTRO IL 31 DICEMBRE 2025 SONO ESENTATE DALLA RACCOLTA FIRME PER PARTECIPARE ALLE PROSSIME ELEZIONI. E COSI’ RIMANE FUORI "FUTURO NAZIONALE", CHE DOVRA RACCOGLIERE LE FIRME CON I BANCHETTI IN PIAZZA – ORA SI PASSA ALLA DISCUSSIONE IN AULA A MONTECITORIO, MA È POSSIBILE CHE LA RIFORMA SI ARENI AL SENATO PRIMA DELLA PAUSA ESTIVA...

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Estratto dell’articolo Serena Riformato per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI GIOVANNI DONZELLI

Era già tutto previsto. La maggioranza conclude l'esame del Melonellum in commissione Affari costituzionali alla Camera con un colpo di accetta sugli emendamenti. Erano 434, ne sono stati votati 215: quasi la metà esatta. Non sono mai arrivate al vaglio dei deputati le proposte di modifica più radioattive, cautamente accantonate dai relatori e mai più ripescate. E non a caso: «Il centrodestra – pungola il dem Federico Fornaro – fugge dai nodi politici».

 

Uno su tutti: le preferenze. Pomo della discordia tra FdI, Lega e FI. Escluse dell'accordo di massima sulla riforma e ora sospese in un limbo di trattativa tra gli sherpa della coalizione. Dopo aver evitato il voto palese della commissione, i meloniani stanno infatti valutando se presentare davvero un emendamento sul tema in assemblea.

 

RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE

La contrarietà degli alleati è dichiarata. In più di una riunione riservata il Carroccio ha messo la pistola sul tavolo: se passano anche solo per sbaglio, faranno affondare il testo. Anche il voto segreto, possibile in aula, non metterebbe la coalizione al sicuro da incidenti.

 

Se le opposizioni – così come stanno valutando – dovessero uscire dall'emiciclo, la maggioranza si troverebbe a mostrarsi plasticamente divisa sul tema. […]

 

Prima di dare l'ok al mandato ai relatori – quattro, uno per partito della coalizione – un'ultima novità è però entrata nel testo del Melonellum bis: le forze politiche che abbiano un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato – formato entro il 31 dicembre 2025 – sono esentate dalla raccolta firme per partecipare alle prossime elezioni politiche. Vi rientrano i calendiani, Avs, Iv e Noi moderati. Mentre rimangono fuori Futuro nazionale e +Europa.

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 12

Il vannacciano Edoardo Ziello arriva a definirla «una marchetta per Azione» («Soliti termini volgari, noi abbiamo preso 2 milioni di voti, vengono a darci lezioni?», lo rimbrotta il capogruppo calendiano Matteo Richetti). Non basta che dal centrodestra garantiscano: «È il calco di un meccanismo già esistente».

 

Insorge anche Riccardo Magi: «Lo scempio in commissione è terminato in modo coerente con la bocciatura della firma digitale per la presentazione delle liste e il privilegio dell'esenzione dalla raccolta firme per alcune forze politiche e negato ad altre». L'inizio della prossima battaglia: «Ci mobiliteremo nei prossimi giorni in parlamento e nel Paese».

giovanni donzelli giorgia meloni carlo calenda (4)

 

[...] 

 

La discussione generale inizia domani. Ma la settimana cerchiata in rosso per il via libera sarà quella del 6 luglio.

ROBERTO VANNACCI GIANNI ALEMANNO