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MAMMA LI TURCHI! L’ERA DEL DISORDINE MEDIORIENTALE È UN’OCCASIONE D'ORO PER ERDOGAN – IL DISIMPEGNO AMERICANO HA TERREMOTATO GLI EQUILIBRI DELLA REGIONE E RISVEGLIATO DESIDERI E APPETITI DI IRAN E SOPRATTUTTO DELLA TURCHIA – GIORDANO STABILE: “ERDOGAN SA COME PARLARE CON TRUMP E HA INDIVIDUATO IL PUNTO DEBOLE DEL GRANDE RIVALE REGIONALE, ISRAELE, E CIOÈ LA QUESTIONE PALESTINESE. ANKARA HA ASSUNTO UNA POSTURA DI NEUTRALITÀ NELLA GUERRA FRA WASHINGTON E TEHERAN, E ADESSO CERCA DI RACCOGLIERNE I FRUTTI. LA LOTTA È TRA I SOGNI DELLA GRANDE TURCHIA E LA GRANDE ISRAELE…”
Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per “La Stampa”
Donald Trump e Recep Tayyip Erdogan al vertice NATO ad Ankara - foto lapresse
Quando gli imperi si ritirano, sultanati, emirati, regni, satrapie affilano le spade e cominciano a spartirsi il bottino. Il disimpegno americano dal Medio Oriente è in corso, anche se sarà negato fino all'ultimo.
[...] Foreign Affairs, la bibbia geopolitica anglosassone, l'ha certificato: «Il Medio Oriente americano è finito». L'Iran ha di nuovo l'acquolina in bocca, smania, vorrebbe riempire quegli spazi. Ma ha le sue cicatrici e deve ancora tenere a bada la flotta a stelle e strisce. Altri hanno le mani più libere, grandi ambizioni.
Su tutti la Turchia. Paese della Nato. Con un leader, Recep Tayyip Erdogan, che sa come parlare con Donald Trump, sfrutta le abilità e ambiguità tradizionali delle corti turche, ha individuato il punto debole del grande rivale regionale, Israele, e cioè la questione palestinese.
benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2
Ankara ha assunto una postura di neutralità nella guerra fra Washington e Teheran, e adesso cerca di raccoglierne i frutti. Ha stretto un'alleanza con altre due potenze locali. L'Arabia Saudita, che ha il petrolio e i soldi. E il Pakistan, che ha gli uomini, 250 milioni di abitanti, e 170 testate atomiche. Tutti gli analisti israeliani hanno subito lanciato l'allarme.
[...] E come con l'Iran, il terreno di battaglia principale è la Siria, che punta ad aderire al patto. Anche qui, guarda caso, il duello è cominciato con un primo, parziale, ritiro americano, nel 2019, dal Rojava, il Kurdistan siriano. Erdogan mandò subito i miliziani filoturchi a occupare quei territori.
[...]
recep tayyip erdogan donald trump vertice nato ankara foto lapresse 1
L'alleanza turco-saudita-pachistana è alla prova. La lotta è tra i sogni, i progetti, della Grande Turchia e la Grande Israele. Una cosa le accomuna. La precarietà dei confini, anche quelli stabiliti dai trattati. I riferimenti storici per rivendicare l'appartenenza dei territori contesi. Con l'ordine internazionale picconato da chi l'ha costruito, gli Usa, non ci sono certezze. Solo opportunità da cogliere con cinismo.
Benjamin Netanyahu Donald Trump
erdogan abdel fattah al sisi donald trump cheikh tamim ben hamad al thani
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