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Carmelo Lopapa per "La Repubblica"
Il day after è già Forza Italia contro Nuovo centrodestra. Primo derby domenicale con colpi bassi tra berlusconiani e alfaniani. Svanito l'appello del Cavaliere a tenere toni bassi. Del resto, il Giornale di famiglia ieri mattina titolava con un "Finalmente liberi", con editoriale che diceva «il tradimento è servito, Alfano passa a sinistra».
Eppure Berlusconi chiama Formigoni e Giovanardi per smentire di averli denigrati la sera prima. Ci pensano i falchi a dare fuoco alle polveri. A cominciare da Sandro Bondi e la compagna Manuela Repetti, intervistati in coppia su RaiTre. «Inevitabile» il passaggio all'opposizione di Forza Italia, dice il senatore. E la senatrice alza il tiro: «Incomprensibili i motivi della scissione, inaccettabile che accettino così che venga cacciato il leader del partito».
Il compagno (di vita) rilancia: «à Napolitano il garante di questo assetto, è con lui e con Letta che i governativi avevano preso l'impegno di far firmare a Berlusconi il documento che blinda il governo in caso di decadenza». E viene definita dunque «una manovra di Napolitano» l'operazione ordita dal vicepremier, suo perfino «lo zampino» secondo Bondi.
Come pure alla sua regia andrebbe ascritta la caduta del governo Berlusconi. Ad ogni modo, «se i voti di Alfano e Schifani sono quelli raccolti in Sicilia - attacca Bondi - difficilmente arriveranno al 4 per cento». Gli ex colleghi vengono brutalmente bollati come «teste di rapa».
«Ecco, è un partito in mano agli estremisti» constata il ministro Maurizio Lupi. «Con certi toni non si va da nessuna parte». Fabrizio Cicchitto definisce «esagitati » Bondi e Repetti, parla di «innesto dello stalinismo sul berlusconismo, con effetti grotteschi». Ed è rissa a distanza. «Partiamo male, molto male - avverte la sottosegretaria allo Sviluppo Simona Vicari -. Bondi si candidi alle europee e vediamo quanti voti prende». Renato Schifani aveva rilasciato un'intervista a Sky prima che parlassero Bondi e Repetti, sottolineando che «il voto anticipato avrebbe portato a sconfitta certa».
E poi - aggiunge - c'era quel «disagio» nello stare al fianco alla Santanché che aveva dato del «traditore» al capo dello Stato. Parte il fuoco di fila dei forzisti in difesa di Bondi e Repetti contro gli alfaniani: Minzolini, Capezzone, Gelmini, Bernini, tra gli altri. Mentre il capogruppo Brunetta torna ad attaccare il ministro dell'Economia Saccomanni dandogli dell' «imbarazzante » sui conti pubblici.
bondi e repetto consiglio nazionale forza italia foto lapresse
LO SCONTRO TRA SALLUSTI E CICCHITTO A BALLARO
alfano napolitano
alfano berlusconi adn x
Capezzone
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