marina berlusconi fabrizio corona meloni trump giorgia tajani donald

PIÙ CHE UNA “CAIMANA”, UN AGNELLINO – MARINA BERLUSCONI PERDE L’ENNESIMA OCCASIONE PER MOSTRARE DI CHE PASTA E' FATTA: RILASCIA UN’INTERVISTA SOPORIFERA AL “CORRIERE” IN CUI ELOGIA MELONI (“SE VINCE LEI, VINCE IL PAESE”). HA DIMENTICATO COSA SCRIVEVA SUO PADRE DELLA SORA GIORGIA? "SUPPONENTE, PREPOTENTE, ARROGANTE" - MESSA ALL’ANGOLO DAL CASO CORONA, MARINA FA L'EQUILIBRISTA, COME SE FOSSE INTIMORITA: PERSINO CONTRO “FURBIZIO” SI LIMITA A UNA BATTUTINA (“OLTRE CHE FALSISSIMO, L’HO TROVATO NOIOSISSIMO") – A TAJANI, CHE LEI E PIER SILVIO VORREBBERO PENSIONARE, RIFILA UN BUFFETTO: "COMINCIA UNA FASE NUOVA, IL PRIMO A SAPERLO È LUI". MA INTANTO L'EX MONARCHICO FA COME JE PARE NON CAMBIA I CAPIGRUPPO DI FORZA ITALIA, COME CHIESTO DA ARCORE - MARINA RITROVA LA VERVE SOLO CONTRO BIG TECH E TRUMP (MA FINGE DI IGNORARE L'AMICIZIA SPECIALE DEL TYCOON CON GIORGIA MELONI): “L'UNICA SUA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ" – SE QUESTA È LA LEADER CHE DOVREBBE INTIMORIRE DALL’INTERNO GIORGIA MELONI, LA DUCETTA MAGNA TRANQUILLA - LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, OCCHIUTO E VANNACCI: "UN'OPPORTUNITÀ PER LIBERARE IL CENTRODESTRA DA PERICOLOSI ESTREMISMI

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell'articolo di Claudio Bozza per il “Corriere della Sera”

 

Marina Berlusconi

«Al referendum del 22-23 marzo voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta». Marina Berlusconi si ferma un attimo, poi aggiunge d’un fiato: «A questo dovrebbero servire i referendum: a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo. La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera "terzietà" dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare».

 

IL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONI

[...] In tanti vedono in lei la leader che ispira le scelte del centro destra. «Ancora questa storia... il mio lavoro è un altro. Anzi, mi lasci dire che sono orgogliosa di quello che stiamo facendo. Mondadori è solida e si conferma un presidio di qualità e pluralismo; Mediolanum ha chiuso un anno record grazie all’ottimo lavoro di Massimo Doris. E mio fratello Pier Silvio con Mediaset continua a fare numeri eccellenti, mentre il sogno di una tv europea con la testa in Italia è divenuto realtà».

 

In Italia però ve la dovete vedere con Corona...

«Guardi, mi hanno costretto a vederne una puntata: devo dire che, oltre che falsissimo, l’ho trovato davvero noiosissimo. Comunque se ne stanno occupando i nostri avvocati».

 

Ma tornando al referendum, dice che voterà Sì sulla sostanza. Nessuno però dimentica il suo cognome e questo peserà, no?

gasparri tajani

«È vero, mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine».

 

[...] Ma aggiungendo l’istituto della responsabilità civile il rischio di pressioni e condizionamenti sale. Tra l’altro, almeno su questo sarà d’accordo con Antonio Tajani che lo propone.

MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI

«Certo, come su tante altre cose. Li ho letti, i retroscena, e vorrei sgombrare il campo da equivoci: penso che a Tajani noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui».

 

Non sembrano parole da semplice elettrice.

MARINA BERLUSCONI FASCINA

«Ovviamente ho un legame speciale con il partito cui mio padre ha dedicato trent’anni di vita e che porta il suo nome nel simbolo. E soprattutto mi riconosco nei valori che lo ispirano e che considero una risorsa preziosa per il centrodestra e per il Paese. Però il destino di Forza Italia è nelle mani di Forza Italia, io faccio l’imprenditore. E cosa c’è di strano se un imprenditore chiede meno burocrazia, più liberalizzazioni e meno tasse? Come cittadina, poi, potrò pur aspettarmi più coraggio sui diritti civili».

 

C’è forse più sintonia con Roberto Occhiuto? Si parlava di una sua corrente.

roberto occhiuto

«Penso che Forza Italia, come qualunque organizzazione, abbia tutto da guadagnare dalla libera circolazione di idee. Quelle di Occhiuto, certo, ma anche di altri, e non solo politici. Si tratta di aprire, allargare, senza penalizzare nessuno e senza creare divisioni. L’unità è fondamentale, non solo per Forza Italia, ma per tutto il centrodestra».

 

Sta dicendo che la maggioranza litiga troppo?

«È normale ci siano punti di vista diversi, ma nel momento delle scelte è sempre rimasta compatta».

 

roberto vannacci

Ma inizia a perdere i pezzi... Se Roberto Vannacci se ne andasse?

«Per come la penso io, non sarebbe una gran perdita... Anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi. Poi so benissimo che la politica deve anche fare i conti con le percentuali».

 

Secondo lei quindi c’è troppo estremismo a destra?

«Gli eccessi fanno male a destra come a sinistra. E comunque questa maggioranza ha sempre mostrato equilibrio e moderazione. Grazie a una gestione responsabile dei conti, ad esempio, l’Italia ha recuperato una solida credibilità. Certo, ora si apre la sfida più difficile: crescere».

 

Medaglia a metà per Giorgia Meloni? Oro, argento o bronzo?

marina berlusconi

«Io tifo per l’oro. Perché se vince la Meloni, vince il Paese. Però il rischio di scivolare c’è: la situazione internazionale è grave, a cominciare dai rapporti tra Europa e Stati Uniti. La premier si sta impegnando per tenerli saldi. E fa benissimo».

 

Non avrà mica cambiato idea su Donald Trump...

«Certo che no. Sono sempre più preoccupata. Prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia. Oggi non ci sono più certezze. L’unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. E lui la chiama libertà».

 

Lei invece come la chiama?

GLI APPUNTI DI SILVIO BERLUSCONI SU GIORGIA MELONI

«Legge del più forte, prevaricazione, affarismo… Ma ci rendiamo conto che dentro il suo Paese sta provando a smontare tutti i sistemi di bilanciamento e controllo? E che dire dell’uso della violenza contro il dissenso?

 

Non parliamo, poi, della politica estera: è un tiro alla fune con tutti, compresi gli alleati storici. Proprio grazie a questo Far west, Trump si è trovato gli sponsor più generosi: i colossi Big Tech, che, meno regole hanno, più guadagnano. Eppure, anche se noi europei su Trump non possiamo fare conto, dobbiamo comunque farci i conti: perché l’Occidente, senza l’America, non va da nessuna parte».

 

[...] Sì, ma agire per agire serve a poco se non si sa quale sia la direzione. E al momento l’Europa una direzione chiara non sembra averla.

«Servono idee chiare su chi siamo e su chi vogliamo essere. È una questione di identità, ancor prima che di azione e di volontà. Io so che il mondo di Trump non è quello che vorrei per me o per i miei figli.

 

giorgia meloni donald trump

E sono certa che in tanti la pensino così. Vogliamo tenerci stretto il nostro Occidente? Vogliamo difendere libertà e democrazia? Beh, io credo ne valga la pena: c’è un popolo vicino a noi che da quattro anni vive l’inferno proprio per questo. Sono valori scritti nel nostro Dna e sono molto più forti anche di Trump».

 

Sembra di sentire suo padre, ottimismo a tutti i costi. Ma se ci si guarda attorno...

«Oggi essere ottimisti è un atto temerario, quasi di fede. Però non dobbiamo dimenticare che il mondo in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere e vivere, quello libero e democratico, può contare su un punto di forza che le autocrazie non avranno mai: la capacità di mettersi in discussione e di correggersi. In sintesi, di fare riforme. In Italia ci stiamo provando con la giustizia. [...]».

giorgia meloni donald trumpatonio tajani maurizio gasparri a villa taverna per la festa dell indipendenza usaSILVIO BERLUSCONI CON GLI APPUNTI SULLA MELONI AL SENATO berlusconi appunti su meloniIL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONImarina berlusconiclaudio lotitio antonio tajani lorenzo casini giancarlo giorgetti andrea abodi (dietro silvia salis maurizio gasparri e alessandro onorato) foto mezzelani gmt004maurizio vanadia marina berlusconi