massimo dalema d'alema giuseppe conte elly schlein

CONTE E SCHLEIN, NON FACCIAMOCI DEL MALE - MASSIMO D’ALEMA AVVERTE I LEADER DEL CENTROSINISTRA SULL’EFFETTO BOOMERANG DI EVENTUALI PRIMARIE: “NON RIESCO AD IMMAGINARE PRIMARIE CON UNO SCONTRO ASPRO TRA PARTITI, CHE ESSENDOSELE DATE DI SANTA RAGIONE, POCO DOPO DEVONO CREDIBILMENTE PRESENTARSI ASSIEME ALLE ELEZIONI” – “NEGLI ANNI DELL'ULIVO LA FORZA DELLA COALIZIONE NACQUE ANCHE DAL FATTO CHE I DUE MAGGIORI PARTITI AVEVANO SCELTO INSIEME IL LEADER DA PROPORRE AL PAESE. SE NOI AVESSIMO CONTRAPPOSTO NELLE PRIMARIE L'ELETTORATO EX DC ED EX COMUNISTA, CHE GIÀ NON ERA SEMPLICE METTERE D'ACCORDO, AVREMMO PERSO LE ELEZIONI” - “SULLA BASE DEI RISULTATI ELETTORALI, SARÀ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CHE DARÀ L'INCARICO DI FORMARE IL GOVERNO…”

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Estratto dell’articolo di Fabio Martini per “la Stampa”

 

massimo dalema

Sono vent'anni che il centro-sinistra non vince più elezioni politiche, un ciclo negativo tra i più duraturi in Europa e Massimo D'Alema artefice assieme a Romano Prodi degli unici successi dei progressisti nel dopoguerra, mette in guardia dai recenti ottimismi e indica tre percorsi poco battuti nella discussione pubblica: «La prima risposta deve essere un dialogo con la società per individuare idee e un programma che non siano soltanto un elenco di provvedimenti. Occorre una grande Costituente per l'alternativa che si rivolga alla maggioranza degli italiani che hanno voluto dire no anche a questo governo».

prodi dalema

 

Secondo percorso, allargare gli interlocutori della coalizione: «C'è un elettorato moderato in sofferenza, come dimostra la vicenda di Forza Italia. Una cosa era un centrodestra dominato da Berlusconi che sdoganava l'estrema destra, ora siamo ai post-fascisti che stanno "sdoganando" Forza Italia. Gli elettori moderati si ritrovano a rimorchio dell'ideologia Maga».

 

Le Primarie?

«Con l'attuale legge elettorale è nelle elezioni che si misura il consenso di ciascun partito e di ciascun leader: queste sono le Primarie». […]

 

conte schlein

[…] «[…] può esserci una reazione democratica, al di là dei progressisti, a questo mondo Maga che rappresenta il nuovo volto di una destra pericolosa, che cerca una rivincita contro la globalizzazione dopo la caduta dell'illusione che nel mondo globale avrebbe trionfato l'egemonia dell'Occidente. Invece la globalizzazione ha rafforzato nuovi protagonisti, Cina, India e Africa, come era forse prevedibile. Ma questo spirito revanscista è pericoloso: è stato il brodo di coltura dei fascismi dopo la prima guerra mondiale».

 

Non si rischia di sottovalutare la separazione bilaterale tra Trump e la destra italiana?

prodi, dalema e monti

«La nostra presidente del Consiglio ha concepito il suo ruolo come leader ponte tra Europa e America, pensando che il suo legame ideologico con Trump avrebbe rafforzato il ruolo internazionale dell'Italia. Tutto questo è fallito. […]». […] «[…] Il referendum ha confermato che la maggioranza del Paese non sta con la Meloni. E infatti l'alta partecipazione ha danneggiato il governo».

 

Dopo il referendum si sa chi ha perso ma non si è capito chi potrà vincere tra un anno?

schlein fratoianni bonelli conte

«Il problema dell'opposizione è trasformare la forza preponderante di quel No in un sì ad una nuova prospettiva politica. Chiamiamo a discuterne le forze intellettuali interessate e la nuova generazione, i ragazzi tra i 18 e i 25 anni che hanno votato in modo schiacciante per il No. In passato noi abbiamo vinto le elezioni quando abbiamo saputo creare un mix convincente tra partiti e società civile».

 

Tre ex presidenti del Consiglio – Conte, Prodi e Renzi – dicono: stabiliamo un programma e poi vinca il migliore in Primarie di coalizione: perché no?

«Le Primarie sono uno strumento di mobilitazione e di partecipazione ma devono avere un senso. Negli anni dell'Ulivo la forza della coalizione nacque anche dal fatto che i due maggiori partiti avevano scelto insieme il leader da proporre al Paese. Se noi avessimo contrapposto nelle Primarie l'elettorato ex dc ed ex comunista, che già non era semplice mettere d'accordo, avremmo creato una lacerazione e perso le elezioni.

 

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Come sempre, sulla base dei risultati elettorali, sarà il Presidente della Repubblica che darà l'incarico di formare il governo. Non riesco ad immaginare Primarie con uno scontro aspro tra partiti, che essendosele date di santa ragione, poco dopo devono credibilmente presentarsi assieme alle elezioni. È un'idea che non mi convince».