DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA…
MELONI HA DECISO DI ANDARE A SCHIANTARSI SULLA LEGGE ELETTORALE – ALLA CAMERA OGGI SI VOTA L’EMENDAMENTO AL MELONELLUM, FIRMATO SOLO DA FDI E NOI MODERATI, CHE INTRODUCE LE PREFERENZE CON I SOLI CAPILISTA BLOCCATI – LEGA E FORZA ITALIA SONO CONTRARIE E LE OPPOSIZIONI PUNTANO SUL VOTO SEGRETO PER IMPALLINARE IL TESTO DEI FRATELLINI D’ITALIA – CHE FARANNO TAJANI E SALVINI? LA MAGGIORANZA RISCHIA DI USCIRNE A PEZZI – LA DUCETTA NON PUÒ PERDERE LA FACCIA, DOPO AVER PASSATO ANNI A RECLAMARE LE PREFERENZE. E IN CASO DI BOCCIATURA A MONTECITORIO, È PRONTA A BLOCCARE L’ITER DELLA RIFORMA, FACENDO RICADERE LA COLPA SUGLI ALLEATI – VANNACCI ANNUNCIA CHE FUTURO NAZIONALE VOTERA’ L'EMENDAMENTO DI FDI
1 - PREFERENZE, L’ACCORDO PER ORA NON C’È L’INCOGNITA IN AULA DEL VOTO SEGRETO
Estratto dell’articolo di Paola Di Caro per il “Corriere della Sera”
INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI
Nessuno sa con certezza cosa accadrà oggi pomeriggio, quando il tanto discusso emendamento alla legge elettorale che istituisce le preferenze sarà votato a Montecitorio. «È la prima volta nella legislatura che davvero non si possono fare previsioni», dicono dai piani alti di Fratelli d’Italia, il partito che ha voluto fortemente il ritorno delle preferenze – escluso nel testo licenziato dalla commissione – e che assieme a Noi moderati e Udc è l’unico ad averlo firmato.
[…] Forza Italia e Lega infatti, contrarie alla reintroduzione delle preferenze, solo stamattina dopo aver riunito i gruppi decideranno il da farsi. Con un variabile che tiene tutti con il fiato sospeso: non si sa infatti se l’opposizione, che comunque annuncia «dura battaglia», chiederà il voto segreto, se voterà, e come.
GIORGIA MELONI GIOVANNI DONZELLI
[…] L’emendamento di FdI e Nm è semplice: si prevede che in ogni circoscrizione della Camera si possano presentare fino a sette candidati, per un massino di eletti che sarà certamente minore. Il capolista però è bloccato, quindi se scatta un solo eletto toccherà a lui il seggio, potrà presentarsi in cinque diverse circoscrizioni e dovrà far parte del listino bloccato che andrebbe in Parlamento in caso di vittoria grazie al premio di maggioranza.
In pratica, il secondo più votato avrebbe varie chance di entrare in Parlamento, o grazie al listino o alla rinuncia del capolista nelle varie circoscrizioni dove verrà eletto. Si possono poi dare fino a tre preferenze, rispettando l’alternanza di genere […]
2 - LA SINISTRA SCEGLIE IL VOTO SEGRETO SPERANDO NEI FRANCHI TIRATORI
Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”
riforma della legge elettorale
[…] il centrosinistra si presenterà unito alla battaglia d'aula contro il Melonellum, la riforma elettorale imposta dal centrodestra per paura di perdere le prossime politiche e perciò disposto a tutto pur di farla passare.
Obiettivo eguale e contrario a quello della minoranza, decisa invece a fermare una legge «in larga parte incostituzionale», specie là dove si prevede un premio di maggioranza abnorme, che consentirebbe alla coalizione vincente di eleggersi da sola il presidente della Repubblica e a cascata i giudici costituzionali.
Congegnata dai meloniani in modo tale da risultare «inemendabile» e dunque da respingere in toto.
matteo salvini antonio tajani - foto lapresse
«Per noi è irricevibile», concordano i capigruppo di Pd, M5S e Avs in commissione Affari costituzionali riuniti ieri mattina nel primo summit di giornata. «Faremo una battaglia senza sconti, a viso aperto, punto su punto», spiega il rossoverde Filiberto Zaratti.
Anticipando la linea che verrà tenuta oggi pomeriggio nell'emiciclo di Montecitorio: accantonata l'ipotesi dell'Aventino, l'idea è quella di chiedere una raffica di voti segreti per provare a far emergere le divisioni in seno a una maggioranza dilaniata dalle liti interne.
Una guerriglia finalizzata ad amputare il testo con l'aiuto dei franchi tiratori annidati nelle fila avversarie. Strategia che naturalmente potrà essere ritoccata in corso d'opera, in base a come si svilupperà il dibattito parlamentare.
[…] Il Pd è spaccato (il presidente Stefano Bonaccini è per il sì, mentre la vice Chiara Gribaudo ha sottoscritto l'appello bipartisan che va in direzione opposta perché penalizzerebbero la rappresentanza femminile). Avs è nettamente contraria e ha presentato uno schema di legge elettorale che ricalca il Provincellum, un proporzionale puro con collegi uninominali, come +Europa che però preferirebbe tornare al Mattarellum, dotato di una poderosa correzione maggioritaria.
Un florilegio di emendamenti scatenato dalla fuga in avanti dei Cinquestelle che, senza avvertire nessuno, ne hanno presentato uno proprio sulle preferenze, insieme al no all'indicazione del candidato premier sul programma e alla riduzione del premio di maggioranza. […]
3 - CONTATTI TRA VICEPREMIER MELONI TENTATA DALLO STOP IN CASO DI BOCCIATURA
Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”
Strappo io o strappi tu? Oppure: chi cede per primo? Antonio Tajani e Matteo Salvini, la strana coppia. Dopo tre anni a bisticciare su un mucchio di questioni, dalle tasse alle banche fino all'Ucraina, i due vicepremier ieri si sono sentiti a più riprese, nonostante il titolare degli Esteri fosse indaffarato a Parigi per conto di Giorgia Meloni al summit su Kiev convocato da Emmanuel Macron.
Il grande cruccio, a destra, è come uscirne sulla legge elettorale senza lasciare la coalizione a pezzi. Vedi alla voce preferenze. Meloni, in privato, insiste. Anche nelle ultime ore. O almeno: non vuole perdere la faccia, dopo avere passato una vita all'opposizione a reclamarle, quasi a pretenderle, non intende passare per chi ora tenta l'arrocco nel Palazzo, dopo una legislatura nella stanza dei bottoni.
[…] Ecco allora l'ultima idea che ronza in testa alla premier, suggerita da più voci: se non dovesse passare nemmeno l'emendamento «di compromesso» presentato da Fratelli d'Italia insieme alla sparuta pattuglia centrista di Noi moderati e Udc, il destino del cosiddetto "Stabilicum" sarebbe a forte rischio approvazione.
Per il Senato già si parla di un rinvio notevole: altro che fiducia in estate, com'era stato ipotizzato all'inizio, se ne riparla ad ottobre. Ma pure alla Camera, fallisse il voto sulle preferenze, c'è la tentazione — per ora detta solo sottovoce in attesa del vaglio di vantaggi e svantaggi — di mettere a repentaglio l'approvazione in prima lettura. Sfilarsi, insomma.
riforma della legge elettorale
Per più di una ragione, traduce chi ha parlato negli ultimi giorni con la presidente del consiglio. Quella principale (o ufficiale, a seconda dei punti di vista) è che Meloni fin dall'inizio ha insistito su questa crociata e non vorrebbe che passasse il messaggio che FdI ha fatto un tentativo a perdere, insomma solo comunicativo. Prova sarebbe che non è stato presentato ieri all'ora di pranzo un emendamento con le preferenze libere, modello Europee, che era la proposta ideale per la leader di via della Scrofa.
[…] C'è anche un'altra convenienza, che serpeggia non certo da ieri tra chi, a destra, consiglia ora di far arenare il "Melonellum": quel testo non teneva conto dell'esplosione nei sondaggi del partito di Roberto Vannacci, con cui FdI non vorrebbe coalizzarsi, come Lega e FI.
giovanni donzelli giorgia meloni (5)
Dunque lo stop alle preferenze ad opera «della casta» sarebbe sul piano narrativo un ottimo escamotage per affossare il testo e tenere in piedi il Rosatellum. C'è comunque un'alternativa, che dentro FdI i più congetturano: «Tanto ci penserà comunque la Corte costituzionale». […]
Salvini ripete: «Sono laico». Fosse per il vicepremier, alla fine direbbe sì, magari per avere un credito sul ritorno al Viminale di cui si parla da settimane, con l'ultima ipotesi che porterebbe a una staffetta con Matteo Piantedosi al Mit. Forza Italia alla fine potrebbe invece dare via libera all'emendamento degli alleati, «perché la gran parte della coalizione lo sostiene». Tanto poi, nel voto segreto, ognuno potrà regolare i suoi conti.
4 - L. ELETTORALE. VANNACCI: VOTEREMO EMENDAMENTO FDI SU PREFERENZE
(DIRE) – "Anche sulle preferenze prevale la politica dell'inciucio: l'emendamento proposto da Fdi, Noi Moderati e Udc mantiene i capolista bloccati e lascia il potere nelle segreterie di partito, poi dà un contentino nelle posizioni successive.
Noi non siamo d'accordo, vorremmo che che tutti i parlamentari fossero eletti con le preferenze. Oggi però voteremo anche questo emendamento, perché è meno peggio, e manterremo il nostro che è per le preferenze pure, per ridare la sovranità al popolo. Vedremo chi crede nella democrazia e lo voterà". Lo annuncia Roberto VANNACCI sui social.
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