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MELONI IN UN CUL DE SAC - "LA STAMPA": “L’INGRESSO DI VANNACCI IN MAGGIORANZA, IL PUTIFERIO RAI E I SEGNALI NEGATIVI SUL REFERENDUM RIVELANO UN DEFICIT DI REGIA NEL CENTRODESTRA - MELONI SEMBRA ESSERSI INFILATA IN UNA TRAPPOLA. RISPETTO A RENZI DIECI ANNI FA, LA PREMIER NON STA BATTENDO L'ITALIA IN LUNGO E IN LARGO PER SOSTENERE LE RAGIONI DEL SÌ AL REFERENDUM. MA HA COMUNQUE DATO UNA CURVATURA POLITICA ALLA PUGNA RISVEGLIANDO LA SINISTRA: PER OGNI PROBLEMA CHE C'È IN ITALIA È COLPA DEI GIUDICI, DAL PONTE SULLO STRETTO ALLA SICUREZZA. ORA PER MOTIVARE SERVE LA SUA FACCIA E IL "VOTATE GIORGIA". MA SE SI ESPONE, PERÒ, SI ESPONE ANCHE SULLE CONSEGUENZE..."
Alessandro De Angelis per “la Stampa” - Estratti
Anticipiamo il finale: qui la giornata ci racconta che, Houston, c'è un problema di regia politica un po' su tutto.
Riavvolgendo il nastro dall'inizio, attorno a mezzogiorno, ci avviciniamo a un folto capannello. Il generale Roberto Vannacci, l'uomo che non deve chiedere mai, ha appena messo a verbale la sua dichiarazione tardo-democristiana: sì alla fiducia, no al provvedimento.
EDOARDO ZIELLO - ROSSANO SASSO - EMANUELE POZZOLO - I VANNACCIANI ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE
(...)
Il punto politico è che, da ieri, il governo Meloni-Tajani-Salvini è diventato, col voto di fiducia e messa in scena di Futuro nazionale, il governo Meloni-Tajani-Salvini-Vannacci. Una componente politica di fatto filorussa cioè è stata legittimata politicamente come una parte, sia pur piccola, della maggioranza.
Poteva essere ignorato, senza fiducia, e invece Meloni non rompe perché non si sa mai se quei voti serviranno e i carneadi così sperano di tornare in Parlamento. E lo sperano eccome. Il calcolo non è neanche tanto peregrino perché se fai l'alleanza con un partito anche del due per cento, ci sta che due-tre seggi gli toccano, e olè. Pensate Salvini che, col nove per cento avrà la metà dei parlamentari della volta scorsa che aveva il 18 quanto si macera.
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse
Voi capite però che tutto questo non trasmette l'idea di una situazione governata nel manico. Va bene Vannacci, poi però c'è il putiferio della Rai, e c'è pure il referendum. Giornataccia. Ecco, avviciniamoci a un capannello di Forza Italia, dove l'ex capogruppo Alessandro Cattaneo ragiona a voce alta: «Così rischiamo. Dobbiamo trovare la chiave per portare i nostri a votare, mentre gli altri sono molto motivati. È sempre stato così, Berlusconi era un maestro nel dare la carica».
L'oggetto della conversazione è il sondaggio di Youtrend per Sky, sorprendente se pensate a quanto era avanti il sì solo poche settimane fa. Dice che, con un'affluenza al 46, vince no, con un'affluenza al 58 vince il sì. Appunto, c'è un problema di mobilitazione a destra. Enrico Costa ci riflette: «Mi state facendo venire l'ansia». E forse, anche se non lo ammette nessuno, col senno del poi aveva ragione Ignazio La Russa: «Chissà se il gioco vale la candela» vaticinò.
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse
Insomma, Giorgia Meloni sembra essersi infilata in una trappola. Controprova: a sinistra sono gasati: «Il referendum – parlottano Enzo Amendola e Matteo Orfini – sta scaldando i cuori solo di chi vuole assestarle un colpo.
I nostri stanno col sangue negli occhiA. Effettivamente, è vero che, rispetto a Matteo Renzi dieci anni fa, la premier non sta battendo l'Italia in lungo e in largo per sostenere le ragioni del sì. Ma ha comunque dato una curvatura politica alla pugna risvegliando la sinistra: per ogni problema che c'è in Italia è colpa dei giudici, dal ponte sullo Stretto alla sicurezza. E non solo lei: se scende in campo pure la Cavaliera per realizzare il sogno del Cavaliere assieme a Cesare Previti e Marcello Dell'Utri l'effetto risveglio è garantito.
roberto vannacci emanuele pozzolo
Ora, c'è poco da fare: per motivare serve la sua faccia e il "votate Giorgia". E, infatti, i suoi dicono che un paio di date a marzo sono cerchiate in rosso. Se si espone, però, si espone anche sulle conseguenze. Dilemma. Riflette.
AAA cercasi regia politica.
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