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Alberto Busacca per “Libero Quotidiano”
Si fa presto a dire Oxi. Si fa presto, da qui, a schierarsi a favore o contro la Grexit. Tanto ci hanno detto che la crisi di Atene non ci tocca poi così da vicino. Renzi e Padoan hanno rassicurato tutti: gli italiani non hanno nulla da temere. Nessun rischio contagio. Ovvio, ci sono i 40 miliardi che abbiamo prestato alla Grecia, ma qui la partita è ancora aperta. Per il momento, ci hanno garantito, possiamo stare abbastanza tranquilli. Ma è davvero così?
Non proprio, in realtà. Perché alcuni effetti del referendum voluto da Tsipras iniziano già a vedersi. E vanno a toccare proprio il nostro portafoglio. Facciamo un esempio concreto: a cosa va incontro chi volesse (o dovesse) fare un mutuo proprio in questo periodo? La risposta è semplice: va incontro a condizioni peggiori rispetto a qualche settimana fa. Vediamo i numeri, ipotizzando di chiedere un mutuo per ristrutturazione di 50mila euro, a tasso fisso, della durata di dieci anni.
Intorno al 20 giugno, prima che la situazione greca precipitasse, il tasso di ingresso era del 3,17%, con una rata di 486,73 euro. Moltiplicando questa cifra per le 120 rate si sarebbero pagati in totale 58.407,6 euro. Purtroppo, però, le cose sono cambiate rapidamente. Il 27 giugno Tsipras ha indetto il referendum sulle proposte dei creditori. «Ci hanno chiesto di accettare», ha spiegato ai suoi cittadini, «pesi insopportabili che avrebbero aggravato la situazione del mercato del lavoro e aumentato le tasse».
tsipras referendum in grecia ffe114a
Ma lasciamo stare l’acceso dibattito di quei giorni e andiamo in banca a vedere cosa è successo. Il 3 luglio, pochi giorni dopo l’annuncio del premier greco ma prima del voto, la situazione è già peggiorata. Chiedendo lo stesso mutuo, il tasso e la rata sono aumentati. Nello specifico il tasso è passato dal 3,17 al 3,73%, portando la rata da 486,73 a 499,83 euro: 13,1 euro in più al mese. Che, moltiplicati per le solite 120 rate, fa in totale la bellezza di 1.572 euro in più. E arriviamo al momento del referendum.
Domenica 5 luglio la maggioranza dei greci ha votato no, come chiesto da Tsipras e Varoufakis. Ad Atene molti hanno festeggiato. E molti hanno festeggiato pure in Italia. Pensando al nostro mutuo, però, i motivi per stappare lo champagne sono pochi. Il 7 luglio la situazione non è migliorata. Lo spread ha tenuto, ma il tasso è restato uguale, cioè più alto, e anche la rata è rimasta a 499 euro, confermando una perdita complessiva di circa 1.500 euro. Certo, per qualcuno la faccia della Merkel dopo la batosta non ha prezzo. Ma qualcun altro rischia di pagarla piuttosto cara.
referendum in grecia acropolis cc2fe199
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