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“NON SAPEVO ESISTESSE IL DOCUMENTARIO SU REGENI, MERITAVA I FINANZIAMENTI. QUESTO È UNO SCANDALO CREATO A TAVOLINO” - IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CULTURA, FEDERICO MOLLICONE, PARLA DOPO IL CASO DEI FINANZIAMENTI NEGATI DAL MINISTERO AL DOC SUL RICERCATORE ITALIANO TORTURATO E UCCISO IN EGITTO E RESPINGE LE ACCUSE DI ESSERE L’ISPIRATORE DEL "NO" AI CONTRIBUTI: “HO TROVATO I RETROSCENA FALSI E DIFFAMATORI. DA SEMPRE, CHIEDO GIUSTIZIA E VERITÀ PER REGENI. MI IMPEGNO A ORGANIZZARE UNA PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO ALLA CAMERA. E’ UNA VERGOGNA LA POLEMICA DI QUESTE ORE. VOGLIONO CREARE UN CLIMA DI SOSPETTO, FAR SALTARE IL BANCO E PORTARCI AL VOTO ANTICIPATO...”
Fabrizio Roncone per corriere.it - Estratti
Devi sentire Mollicone, telefonagli, mandagli un WhatsApp, fai in modo di stargli addosso, tanto è chiaro che sa, finge di non sapere ma sa, figurati se nella storiaccia dei finanziamenti negati al documentario su Regeni non c’è la mano di Mollicone, che ora, ovvio, cade dalle nuvole e però guarda che quello lo fa sul serio il presidente della commissione Cultura, è uno potente, uno che controlla e muove, decide e incide, mentre magari Fazzolari e Arianna, la sorella di Giorgia, che Giorgia ci perdoni, stanno lì con la testa da un’altra parte, (...)
Va bene: e allora sentiamocelo, Mollicone, mentre il ministro Alessandro Giuli si avvia verso il question time in programma a Montecitorio (...)
Mollicone risponde al quinto squillo. Ma risponde. E ha voglia di parlare, precisare, polemizzare (sentite: Mollicone può stare simpatico o antipatico, e forse da un po’ di tempo non piace troppo nemmeno ai suoi, che avevano qualche dubbio nel confermarlo alla guida della commissione Cultura della Camera;
però è uno che, a 55 anni, può dirti che in politica se l’è sudata tutta, non gli hanno regalato niente, prima con la militanza giovanile di strada, botte comprese, e poi con il Consiglio comunale di Roma, in Campidoglio, per finire a fare il deputato di destra, (...)
giulio regeni - tutto il male del mondo
Una volta, per dire, se la prese con la serie animata britannica Peppa Pig: «Inaccettabile un personaggio con due mamme». Poi finì ospite a La7: «L’utero in affitto è un reato più grave della pedofilia». È così ideologicamente schierato da rivendicare i meriti «democratici» del Msi e, mentre il presidente Sergio Mattarella ricordava le sentenze sulla strage di Bologna, 85 morti, 200 feriti, e «tutta la spietata strategia eversiva neofascista», lui, Mollicone appunto, se ne uscì spiegando che «avendo letto le carte, a me appare invece chiaro come le sentenze siano purtroppo solo un teorema per colpire la destra». Andarono da Giorgia: «Gio’, hai saputo di Mollicone?». Giorgia ruotò, lentamente, la testa: «No, mo’ che ha fatto?»).
Le faccio la stessa domanda: stavolta, che ha fatto? «Ho letto i giornali e ho trovato retroscena falsi e diffamatori. Io nemmeno sapevo dell’esistenza di un documentario su Giulio Regeni». Posso essere sincero? «Deve!». Non ci credo. «Scherza, vero? Guardi che io, da sempre, chiedo giustizia e verità per Regeni. E aggiungo: non solo l’opera meritava d’essere finanziata, ma sono pronto a offrire alla famiglia un risarcimento di tipo “istituzionale”. Mi impegno a organizzare una proiezione alla Camera».
Come è stato possibile negare finanziamenti a un documentario su Regeni e accordarne invece a Tony Pappalardo Investigations di Pier Francesco Pingitore? «Allora: premesso che io trovo vergognoso il razzismo culturale che si applica a un maestro come Pingitore, protagonista importante degli ultimi quarant’anni dello spettacolo italiano, può anche darsi che le Commissioni sbaglino valutazioni. No, dico: i finanziamenti furono negati pure al bellissimo film della Cortellesi, C’è ancora domani, che per altro ebbe poi un successo clamoroso nelle sale. E chi era, all’epoca, il ministro della Cultura? Franceschini».
In questa circostanza, però, si sono dimessi due dei quindici esperti incaricati di valutare film e serie tv secondo criteri «di qualità artistica». E uno dei due è Paolo Mereghetti, il più celebre critico cinematografico italiano. «Mi spiace, spero ci ripensino. Anche se mi chiedo: perché si dimettono solo adesso?». Perché, secondo lei? «Purtroppo, ho il timore che tutto questo scandalo sia stato costruito a tavolino».
Continui. «Ma certo! Vogliono creare un clima di sospetto. Vogliono far saltare il banco e portarci al voto anticipato... Invece noi finiremo la legislatura e faremo pure una bella legge elettorale. Anzi, le dico di più: io vorrei persino cambiare il meccanismo di queste Commissioni volute da Franceschini, del tutto inadeguate». Senta: ma davvero voi pensate di inoculare nel Paese una nuova egemonia culturale di destra finanziando film che celebrano le imprese di D’Annunzio a Fiume o documentari come Alfredo, il re delle fettuccine?
«Noi, a differenza di quanto ha fatto in passato la sinistra, colta in queste ore da crisi isteriche, perché vede sfarinarsi la sua egemonia, cerchiamo solo una sintesi arricchita da culture diverse». Mollicone... «È una vergogna la polemica di queste ore!». Mollicone... «E glielo dico io: che sono, notoriamente, un estremista del dialogo».
manifestazione a dieci anni dalla morte di giulio regeni a fiumicello
manifestazione a dieci anni dalla morte di giulio regeni a fiumicello con elly schlein e di Paola e Claudio Regeni
federico mollicone
federico mollicone
federico mollicone giulio base
federico mollicone
federico mollicone
federico mollicone giulio base (2)
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