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Da "il Messaggero"
In un anno a Palazzo Chigi, Mario Monti ha mantenuto attorno a sé una squadra ridottissima di collaboratori. Gli stessi che lo aiutavano ad ambientarsi a fine 2011, quando accettò l'incarico. Il più politico è ovviamente il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà . à il collaboratore con il ruolo più importante, ma per storia personale e curriculum anche il meno "montiano", ponte con la politica tradizionale.
Ex garante Antitrust, considerato vicino a Gianni Letta e ben visto dal centrodestra, Catricalà spiega a chi lo interroga in proposito che in questi giorni pensa soltanto a chiudere la legislatura e poi tornerà al Consiglio di Stato, da cui è distaccato da anni per gli incarichi istituzionali.
Più montiano in senso stretto il gruppo che lavora sui discorsi e sui contenuti politici dell'azione del premier, sempre più indaffarati con il procedere della campagna elettorale informale del Professore. I rapporti con i partiti li tiene Federico Silvio Toniato, il giovane (per gli standard italiani, 37 anni) funzionario del Senato distaccato a Palazzo Chigi con mansioni di vicesegretario generale.
à il consigliere politico che, tra l'altro, cura i rapporti di Monti con il Vaticano. Toniato presto dovrà scegliere: il Professore sarebbe intenzionato a coinvolgerlo anche nell'eventuale avventura elettorale, in quel caso il giurista dovrebbe lasciare definitivamente il Senato. Poi c'è il blocco europeo, quelli che lavoravano con Monti a Bruxelles, che lo hanno accompagnato nel governo tecnico e dovrebbero seguirlo nella nuova fase politica.
La portavoce è Elisabetta Olivi, detta Betty, che in questi mesi ha assunto una visibilità crescente, sempre al seguito del Professore nelle trasferte internazionali e incaricata di gestire le conferenze stampa di Palazzo Chigi. Amelia Torres, arrivata da Bruxelles per curare le relazioni con i media internazionali, è rimasta praticamente invisibile sulla scena italiana.
Altro brussellese è Stefano Grassi, studi a Sant'Anna e al Collegio d'Europa a Bruges, funzionario della Commissione europea: segue tutta la parte economica, con un'attenzione particolare a quella internazionale, anche se la politica europea è delegata al ministro Enzo Moavero Milanesi che a Bruxelles agisce come un plenipotenziario (l'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci è ovviamente un interlocutore di Monti, per il ruolo istituzionale, ma non è tra i fedelissimi).
Nel gruppo c'è anche Silvia Colombo, il capo segreteria, che per 15 anni, dal 1996 al 2011, ha curato il programma di uno dei ritrovi internazionali a porte chiuse più frequentati da Monti, il Forum Ambrosetti sul lago di Como. Neppure con loro, però, pare che il presidente del Consiglio abbia svelato nei dettagli cosa pensa di fare nei prossimi mesi elettorali.
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