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NETANYAHU HA FATTO INCAZZARE ANCHE ZELENSKY – IL PRESIDENTE UCRAINO, CHE DA QUATTRO ANNI RESISTE A PUTIN, PRINCIPALE SPONSOR MILITARE DELL’IRAN (NEMICO NUMERO UNO DI ISRAELE) MINACCIA SANZIONI CONTRO IL GOVERNO DI “BIBI”, CHE ACQUISTA GRANO PROVENIENTE DAI TERRITORI OCCUPATI DALLA RUSSIA IN UCRAINA - "IN OGNI PAESE NORMALE, L'ACQUISTO DI BENI RUBATI È UN ATTO CHE COMPORTA RESPONSABILITÀ LEGALE. QUESTO NON È E NON PUÒ ESSERE UN AFFARE LEGITTIMO…”
UCRAINA: ZELENSKY CONTRO ISRAELE PER GRANO RUBATO DALLA RUSSIA, 'CI SARANNO SANZIONI'
VOLODYMYR ZELENSKY CON BENJAMIN NETANYAHU
(Adnkronos) - Volodymyr Zelensky contro Israele, dove sta per arrivare una nave carico di grano 'rubato' dalla Russia. In un lungo post su X - all'indomani della convocazione dell'ambasciatore israeliano a Kiev per protestare per la vicenda - il presidente ucraino ha scritto:
"In ogni paese normale, l'acquisto di beni rubati è un atto che comporta responsabilità legale. Ciò vale in particolare per il grano rubato dalla Russia. Un'altra nave che trasporta questo grano è arrivata in un porto israeliano e si sta preparando per lo scarico. Questo non è e non può essere un affare legittimo. Le autorità israeliane non possono ignorare quali navi arrivano nei porti del paese e quale carico trasportano".
Zelensky torna a denunciare che "la Russia sta sistematicamente sequestrando grano dalle terre ucraine temporaneamente occupate, organizzandone l'esportazione attraverso individui legati agli occupanti. Questi schemi violano le leggi dello stesso Stato di Israele".
Quindi, dopo aver ricordato che l'Ucraina "ha intrapreso tutti i passi necessari attraverso canali diplomatici per prevenire tali incidenti", il presidente non ha potuto fare a meno di notare che "un'altra nave del genere non è stata fermata" e per questo "ho istruito il ministero degli Esteri di informare tutti i partner del nostro Stato sulla situazione". "In base alle informazioni dei nostri servizi di intelligence, l'Ucraina sta preparando un pertinente pacchetto di sanzioni che colpirà sia coloro che trasportano direttamente questo grano sia le persone e le entità giuridiche che tentano di trarre profitto da questo schema criminale.
Ci coordineremo anche con i partner europei per garantire che le persone coinvolte siano incluse nei regimi di sanzioni europei", conclude Zelensky, che esorta infine le autorità israeliane "a rispettare l'Ucraina e ad astenersi da azioni che minano le nostre relazioni bilaterali".
ISRAELE SI SPARA SUI PIEDI SE ACCOGLIE LE NAVI DELLA FLOTTA OMBRA DI PUTIN
Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”
Quando due settimane fa alla portarinfuse Abinsk era stato permesso di attraccare al porto israeliano di Haifa, l’Ucraina aveva reagito mantenendo pacate le risposte diplomatiche e fingendo di accontentarsi della risposta del ministro degli Esteri di Israele, Gideon Sa’ar, secondo il quale la nave aveva già lasciato il porto quando le autorità israeliane avevano iniziato a indagare.
La Abinsk trasportava grano ucraino proveniente dai territori che la Russia occupa, quindi grano rubato venduto da Mosca a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato e il cui acquisto rappresenta una violazione delle sanzioni internazionali.
L’Ucraina aveva segnalato a Israele che la portarinfuse stava arrivando, che trasportava un carico rubato e aveva chiesto assistenza giuridica per perseguire l’imbarcazione e il suo equipaggio.
Israele aveva fatto finta di non sentire: la Abinsk è arrivata, ha scaricato, è ripartita. Un’altra nave è diretta in queste ore verso il porto di Haifa, si chiama Panoramits, Kyiv ha segnalato che appartiene alla flotta ombra russa, che potrebbe essere carica di grano rubato, ma questa volta non intende fermarsi qualora Israele lascerà che i cereali rubati vengano scaricati e che la nave venga fatta ripartire.
Il giornalista israeliano Barak Ravid ha parlato con una fonte diplomatica ucraina, che ha avvertito: “Non lasceremo correre… Se questa nave e il suo carico non saranno respinti, ci riserviamo il diritto di attivare l’intero arsenale di risposte diplomatiche e giuridiche internazionali”.
volodymyr zelensky - foto lapresse
Kyiv non ha mai messo in discussione l’alleanza con Israele, ha lasciato correre molti atteggiamenti ambigui da parte del governo israeliano nei confronti di Mosca, ma ha sempre collaborato quando si è trattata di mostrarsi solidali: “Sembra uno schiaffo in faccia, considerando la buona volontà strategica che l’Ucraina ha dimostrato, dal designare il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica come terrorista alla criminalizzazione dell’antisemitismo”, ha detto la fonte a Ravid.
L’Ucraina ha sempre cercato il sostegno di Israele, ha spesso trovato porte chiuse, come quando, dopo il 7 ottobre, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky fu il primo leader mondiale a dire che sarebbe andato in Israele per manifestare la sua solidarietà. Il viaggio però non avvenne e non per un passo indietro ucraino.
Negli ultimi mesi, Zelensky ha viaggiato spesso in medio oriente, ma non ha mai messo piede in Israele, pur cercando di mandare al primo ministro israeliano un messaggio chiaro: noi abbiamo quello che serve a voi e voi avete quello che serve a noi, aiutiamoci. Non risultano, fino a questo momento, risposte da parte del primo ministro Benjamin Netanyahu, che invece continua a sentire al telefono il capo del Cremlino, Vladimir Putin, nonostante le prove del sostegno russo al regime iraniano.[…]
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