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“NON HO SAPUTO COMUNICARE I RISULTATI DEL GOVERNO”: GIORGIA MELONI IN UNA INTERVISTA AL “FOGLIO” PENSA DI ESSERE BERLUSCONI E FRIGNA LAMENTANDOSI DI AVER DOVUTO SPESSO “NUOTARE NELLA COLLA” – "IL FATTO" LA INFILZA: “AVERE A DISPOSIZIONE TRE RETI RAI E ALMENO UNA RETE MEDIASET, POTER CONTARE SU QUATTRO GIORNALI DICHIARATAMENTE DI DESTRA OLTRE AL 'CORRIERE DELLA SERA', CHE LA GUARDA CON DOLCEZZA, EVIDENTEMENTE NON È ABBASTANZA…” - "ALLA FINE IL VERO VALORE CHE PUÒ VANTARE È ‘AVER RESO L’ITALIA, ANCHE CON LA STABILITÀ, PIÙ AFFIDABILE’. ECCO L’UNICO VERO SUCCESSO DA VANTARE: ESSERE DURATA..."

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Salvatore Cannavò per il Fatto Quotidiano - Estratti

 

giorgia meloni foto lapresse 8

Come un Berlusconi qualunque, Giorgia Meloni si lamenta di “non essere riuscita a comunicare meglio” i risultati del suo governo. Lo fa in una lunga intervista al Foglio e condotta dal direttore Claudio Cerasa. Intervista che avrebbe fatto impallidire il Secolo d’Italia, giornale del partito della presidente del Consiglio.

 

Ma, leggendo tra le righe del testo, si può percepire chiaramente la difficoltà di Giorgia Meloni, costretta a sciorinare una serie di misure e misurette senza poter vantare nessuna grande riforma. Persino Berlusconi, nella famosa gag di Adriano Celentano e Roberto Benigni, aveva in fondo realizzato l’abolizione del fumo nei locali pubblici. Ma anche lui si rese famoso per le lamentele contro chi non gli avrebbe consentito di governare, o per la mancanza di un “volante” a Palazzo Chigi.

 

Anche Meloni lamenta di aver dovuto spesso “nuotare nella colla”, in un Palazzo Chigi restio a rispondere pienamente ai suoi comandi. E forse non è un caso se proprio ieri si sia dimesso Tommaso Longobardi, coordinatore del settore web e social media della presidenza del Consiglio.

 

giorgia meloni

Interpretando magistralmente il ruolo di “cane da guardia” del potere, Cerasa ha l’ardire di chiedere a Meloni quale sia “il suo più grande rimpianto”. E lei: “Rimpianti veri e propri non ne ho. Mi pento forse di aver ritenuto sufficiente fare le cose, anche quando non riuscivo a raccontare tutto il lavoro. Sono convinta da sempre che i fatti siano molto più forti di qualsiasi narrazione”.

 

Meloni afferma che “mi sarebbe piaciuto riuscire ad aggiornare meglio gli italiani sul complesso di questo impegno”. Avere a disposizione tre reti Rai e almeno una rete Mediaset, poter contare su quattro giornali dichiaratamente di destra oltre al Corriere della Sera, che la guarda con dolcezza, evidentemente non è abbastanza.

 

Poi elenca, indisturbata, quei successi poco narrati agli italiani. Il primo, contenuto più nella mielosa domanda che nella risposta, è la “costante” Ucraina. Che lei difende perché ha sempre posto “la Patria e l’identità nazionale al centro del proprio agire”. Rivendica così le spese militari perché, riferendosi alla Russia, “è molto più saggio fare in modo di non essere facilmente attaccabili che non confidare sul fatto di non essere attaccati”.

 

GIORGIA MELONI

(…) fa finta di non vedere i dati drammatici sul fronte dell’energia, ripetendo la favola delle “concessioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi”. Alla fine il vero valore che può vantare è “aver reso l’Italia, anche con la stabilità, più affidabile e più attrattiva” e questo grazie “a una maggioranza politica compatta”. L’unico vero successo da vantare: essere durata.

giorgia meloni foto lapresse 2

 

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