ALTRO CHE DATAGATE, LA NOTIZIA DELLE INTERCETTAZIONI DI AL QAEDA È STATA MOLTO PIÙ DANNOSA PER L’INTELLIGENCE USA

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Da "La Stampa"

Ha fatto più danni all'intelligence Usa la soffiata dello scorso agosto riguardo a un imminente attacco di Al Qaeda, che l'intera mole di documenti sulle attività della National Security Agency svelati da Edward Snowden, il cosiddetto Datagate.

All'inizio di agosto, la stampa americana rivelò che le agenzie di intelligence avevano intercettato una serie di conversazioni tra Ayman al Zawahiri, numero uno di Al Qaeda, e Nasser al Wuhayshi, il capo di Al Qaeda nella Penisola Arabica, che preannunciavano un imminente attacco terroristico «il più devastante» dai tempi degli attentati dell'11 settembre 2001.

L'allarme spinse le autorità statunitensi a chiudere per una settimana 19 sedi diplomatiche, tra ambasciate e consolati, in gran parte del Medio Oriente e dei Paesi islamici. L'attacco sarebbe dovuto avvenire contro l'ambasciata Usa nello Yemen.

Secondo il «New York Times», dopo che quelle notizie top secret fecero la loro comparsa sui giornali, gli analisti dell'intelligence hanno registrato un drastico calo nell'uso del principale canale di comunicazione impiegato dai terroristi e monitorato dagli 007 Usa.

 

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