FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA…
CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE IL CENTROSINISTRA E’ FREGATO: E’ PREVISTO L’OBBLIGO PER CIASCUNA COALIZIONE DI INDICARE, ALLA VIGILIA DEL VOTO, UN PROGRAMMA CONDIVISO E UN CANDIDATO PREMIER – IL “CAMPO LARGO” NON HA NÉ L’UNO NÉ L’ALTRO E TROVARLI NON SARA’ FACILE – RONCONE: “SULL’UCRAINA QUALE SARÀ LA POSIZIONE DEL CAMPO LARGO? E SULLA SICUREZZA? E SULL'IMMIGRAZIONE? LA QUESTIONE CHE PRESENTA INVECE GIGANTESCHE DIFFICOLTÀ È QUELLA DEL CANDIDATO PREMIER. O CI SI SIEDE INTORNO A UN TAVOLO E SI TROVA UN ACCORDO O SI PROCEDE CON LE PRIMARIE. MA ELLY SCHLEIN, AL TAVOLO, SI SIEDE SOLO SE QUALCUNO RIESCE A LEGARLA..."
Estratto dell’articolo di Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”
Parliamo del Campo Largo (cosiddetto). Senza troppi ghirigori: c’è da raccontare una scena che, di colpo, appare profondamente cambiata (e le recenti elezioni amministrative c’entrano poco, o niente).
Per cominciare a inquadrarla: capi e capetti e aspiranti qualcosa (tipo quelli che s’immaginano seduti sulla poltrona di premier a Palazzo Chigi), più i soliti magnifici burattinai e qualche fanatico dell’intrallazzo, stavano lì tutti a cincischiare. Un po’ gongolanti per il vittorioso esito del referendum sulla Giustizia, un po’ inclini al gin tonic per via di certi sondaggi che annunciavano […] un sostanziale equilibrio con il centrodestra, […]
Insomma c’era un brigare diffuso, eccitato […] Nell’ex convento del Nazareno, sede del Pd, croccanti retroscena spiegano che è addirittura partito un toto-ministri («Marta Bonafoni? Alle Pari Opportunità. Marco Furfaro lo mettiamo invece al Welfare, ci tiene tanto, e Marco è dei nostri. Tra l’altro: non dimentichiamoci di Sandro. Come Sandro chi? Sandro Ruotolo, no? Anche se a Sandro possiamo pensarci magari alla fine, un posto da sottosegretario alla Cultura riusciamo comunque a trovarglielo, e lui è contento»).
Poi, l’imprevisto. Perché succede che Giorgia Meloni, per uscire dall’angolo in cui è finita dopo la sconfitta referendaria […], ritira fuori la storia della riforma elettorale. «La facciamo». Per il Campo Largo, un inatteso, gigantesco problema a miccia lenta.
Con interrogativi tremendi.
Il primo: la riforma, quasi certamente, prevederà l’obbligo per ciascuna coalizione di indicare, alla vigilia del voto, un programma condiviso e un candidato premier. «Abbiamo un programma? No». «Abbiamo un candidato premier? No».
schlein fratoianni bonelli conte
Secondo: le tempistiche. «La riforma si farà?». «Sì, no, probabilmente sì». «Quando?». «Boh. Nell’incertezza, però, dobbiamo farci trovare pronti». Angelo Bonelli, che respira politica da sempre, è sicuro: «Per me, lei vuole varare subito la nuova legge. E poi portarci al voto anticipato». Insomma: ecco la clamorosa urgenza di trovare un programma comune e un candidato ufficiale. Un casino.
[…] È un fatto che la stesura d’un programma concordato, a lungo derubricato come un passaggio quasi naturale, rappresenti invece una faccenda tremendamente complessa. Esempio concreto: Giuseppe Conte si ostina a essere filo putiniano e, di recente, in alcune dichiarazioni, è tornato persino a braccetto con Matteo Salvini (con Salvini, capito Fratoianni?).
fratoianni schlein conte bonelli al monk
Domanda: sull’Ucraina quale sarà la posizione del Campo Largo? E sul tema della sicurezza? Sul fronte immigrazione? Il M5S, oltretutto, finirà la sua campagna di «ascolto» nel Paese a metà luglio. Il rischio è che con i grillini non si possa perciò iniziare a ragionare prima dell’autunno, quando l’eventuale legge potrebbe già essere entrata in vigore (ancora Bonelli, più preciso: «Il mese scelto dalla Meloni per le urne è novembre»).
Non sfugge che, alle brutte, uno straccio di programma riuscirebbero comunque ad accroccarlo. La questione che presenta invece gigantesche difficoltà, sempre finora rimandata, sempre spostata in avanti, immaginando, sperando che si potesse affrontare dopo le elezioni, a elezioni vinte, s’intende, è quella del candidato premier.
Per deciderne l’identità, le possibilità sono due: 1) ci si siede intorno a un tavolo e si trova un accordo 2) si procede con le primarie. […] Elly Schlein, al tavolo, si siede solo se qualcuno riesce a legarla a una sedia. Sa che quasi tutti i capi storici dem non l’appoggiano e conosce perfettamente quale sarebbe la trappola di Conte.
«Tu guidi il partito con più voti, ma io a Palazzo Chigi ci sono stato già due volte.
Quindi, se non ci torno io, è chiaro che non ci vai nemmeno tu». Annullati i due principali candidati, il ricorso a una terza figura sarebbe inevitabile. Qui entrerebbero in gioco un sacco di nomi: dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, al nome più caldo dal punto di vista mediatico, che era e resta quello della sindaca di Genova, Silvia Salis. […]
Conte, ufficialmente, dice di volere le primarie. Ma, secondo alcuni osservatori, non disdegnerebbe nemmeno lui l’idea di un tavolo, da cui magari alzarsi con la promessa di essere il candidato della coalizione per il Quirinale. Elly, no: per lei ci sono solo le primarie (è sicura di vincerle). E vuole arrivarci con il suo stile.
elly schlein goffredo bettini foto lapresse
[…] Primarie. Ma come? […] Aperte a tutti o solo ai rappresentanti dei partiti? Marione Adinolfi, per capirci, potrebbe candidarsi? Vince subito chi prende più voti o i primi due vanno poi al ballottaggio? Si vota solo nei gazebo o anche online (come vorrebbero i grillini)? In questa situazione — un bel casino, no? — sono tre le personalità che possono provare a mettere, per rango, mestiere e astuzia, un po’ d’ordine: Dario Franceschini, Matteo Renzi e Goffredo Bettini. […]
goffredo bettini andrea orlando foto lapresse
gaetano manfredi alla presentazione di progetto civico italia a napoli
MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE - FOTO LAPRESSE
SILVIA SALIS REPUBBLICA
ANGELO BONELLI - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - GIUSEPPE CONTE - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE
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