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Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"
«Vero conservatore tu che ti sei battuto per un costosissimo sistema Medicare (la sanità pubblica per gli anziani, ndr) e che hai preso milioni di dollari da Freddie Mac», la finanziaria semipubblica dei mutui subprime? L'affondo di Mitt Romney è seguito dall'immediata replica di Newt Gingrich: «E tu allora? Prima di parlare restituisci i soldi che hai accumulato per anni da capo di Bain Capital, tra una bancarotta e un licenziamento di massa».
Avevano promesso di condurre una campagna elettorale senza attacchi personali: niente lotte fratricide tra candidati repubblicani. Ma l'improvviso boom dei consensi conservatori per Gingrich che ha superato di slancio, nei sondaggi, il battistrada Romney, ha spinto l'ex governatore del Massachusetts a tirare fuori le unghie.
Accusato di essere inaffidabile per i suoi frequenti cambi di posizione e per una storia politica più da liberal che da arciconservatore «reaganiano» come oggi pretende di essere, Romney ha reagito sostenendo che l'ex speaker della Camera è quanto di più lontano ci possa essere da un vero conservatore rigorista su temi cruciali come la sanità , la finanza, i mutui-casa.
Ieri è partito un altro fronte d'attacco sulle politiche per l'ambiente: il «cap & trade», il sistema di compravendita dei diritti a emettere anidride carbonica previsto dal protocollo di Kyoto e adottato dall'Europa, ma mai condiviso dagli Usa, è una delle bestie nere dei conservatori. Da ieri la campagna di Romney ha messo in Rete un video intitolato «Newt and Nancy» nel quale si vede Gingrich flirtare nel 2008 con Nancy Pelosi (un personaggio detestato dalla destra) a sostegno dell'iniziativa anti gas serra (e pro «cap & trade») di Al Gore, un altro leader democratico. Commento di una voce fuori campo: «Con amici come Newt che bisogno c'è di una Sinistra?».
A tre settimane dall'inizio della stagione delle primarie, i candidati alla nomination repubblicana hanno cominciato a combattere a mani nude, senza più preoccuparsi delle conseguenze. L'unico a sorridere è Barack Obama: si era rassegnato al confronto con un Romney che volava alto tra i contendenti della destra e che, per la sua storia politica di moderato, rischiava di mangiare consensi al centro a un presidente democratico assai logorato dalla crisi economica.
L'improvviso riemergere di un vecchio conservatore che appariva irrimediabilmente logorato dalle sue vicende personali (ripetuti casi di adulterio) e dalle attività paralobbistiche svolte una volta lasciata la politica, ha sorpreso anche gli strateghi del presidente che ora si godono lo spettacolo delle lotte fratricide nel campo avverso.
Dove, anche se l'establishment repubblicano si fida più del professionista Romney che della «testa calda» Gingrich, la «pancia» del fronte conservatore mostra chiaramente di non volerne sapere del manager mormone. Un fronte che, dopo aver puntato su tre candidati che gli si sono disintegrati tra le mani (la Bachmann, Rick Perry ed Herman Cain), alla fine si è rifugiata tra le braccia del vecchio Newt.
Una scelta fatta quasi per disperazione che delinea una situazione dagli aspetti grotteschi: proprio uno scandaletto a sfondo sessuale ha fatto cadere Cain aprendo la strada al «grande adultero» Gingrich. Che, consapevole della sua vulnerabilità , finisce per firmare una curiosa lettera a Family Leader, un gruppo conservatore che tutela i valori della famiglia, nella quale si dichiara pentito per i suoi errori e promette di essere, d'ora in poi il fedele marito di Callista, la sua terza moglie. Che, così, diventa un personaggio-chiave della sua campagna anche perché si scopre che è stata lei a spingerlo ad andare avanti quando, qualche mese fa, relegato nelle retrovie, aveva deciso di ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca.
Grottesco anche l'attacco «da sinistra» nel quale Gingrich rimprovera a Romney ristrutturazioni aziendali e licenziamenti. Lo accusa, cioè, di essere stato un duro capitalista: proprio quello che i radicali dei Tea Party vogliono dai loro candidati. Nonostante ciò Mitt, vissuto dal popolo di destra come un politico-robot, continua a sprofondare nei sondaggi. Il distacco da Gingrich è giunto a un abissale 17%.
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