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Alessandro Speciale per "la Stampa"
«Ai nostri tempi il bene comune è sempre più minacciato dalla criminalità transnazionale e organizzata, dall'uso improprio del mercato e dell'economia, nonché dal terrorismo». Lo denuncia Papa Francesco nel Motu Proprio di riforma del sistema penale in Vaticano, pubblicato oggi. Per il Papa «è quindi necessario che la comunità internazionale adotti idonei strumenti giuridici i quali permettano di prevenire e contrastare la criminalità , favorendo la cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale».
Nel testo, il Pontefice spiega che «la presente Lettera Apostolica in forma di Motu Propri» vuole ora «ribadire l'impegno della Sede Apostolica a cooperare con questi fini».
La legislazione fino ad oggi era ferma - per molti aspetti - al Codice Zanardelli, adottato nel 1929 all'indomani dei Patti Lateranensi che istituirono la Città del Vaticano. Per questo, ad esempio, Paolo Gabriele, il maggiordomo infedele di Papa Ratzinger, fu giudicato solo per il reato di furto, l'unico applicabile al suo caso nelle norme in vigore che non prevedevano l'attentato alla sicurezza dello Stato.
Nelle norme penali varate oggi da Papa Francesco è compresa una ridefinizione della categoria dei delitti contro i minori tra i quali sono da segnalare: la vendita, la prostituzione, l'arruolamento e la violenza sessuale in loro danno; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori.
Si tratta dunque di un importante passo in avanti anche nella lotta contro gli abusi sessuali - fortemente perseguita da Benedetto XVI nel suo Pontificato e che Francesco intende portare avanti - dal momento che sono sottoposti alle nuove norme non solo tutti gli officiali e dipendenti della Curia Romana ma anche i nunzi apostolici ed il personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonché i dipendenti di organismi e istituzioni collegati alla Santa Sede indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Città del Vaticano.
Inoltre sono state introdotte anche figure criminose relative ai delitti contro l'umanità , cui è stato dedicato un titolo a parte: si sono previste, tra l'altro, la specifica punizione di delitti come il genocidio e l'apartheid, sulla falsariga delle disposizioni dello Statuto della Corte penale internazionale del 1998.
JORGE BERGOGLIO
IL PAPA BERGOGLIO IN PULLMAN CON I CARDINALI
PAPA FRANCESCO JORGE BERGOGLIO
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