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IL PD STA PER ESPLODERE: LA DIREZIONE DEM APPROVA LA RELAZIONE DI SCHLEIN MA LA MINORANZA RIFORMISTA NON PARTECIPA AL VOTO. GUERINI: "CI SONO PUNTI NON CHIARITI" - ELLY NON HA PROFERITO PAROLA SULLA PROPOSTA DEI RIFORMISTI DI UN VOTO A DOPPIO TURNO NELLE PRIMARIE E SULLA POSSIBILE CANDIDATURA DELL'EX SINDACO DI BERGAMO GIORGIO GORI - TUTTO SARÀ DISCUSSO ALL’ASSEMBLEA DEL PROSSIMO 18 OTTOBRE, QUANDO LA SEGRETERIA DI SCHLEIN SARÀ UFFICIALMENTE PROROGATA. GORI, NEL SUO DISCORSO, HA GIUDICATO LA SCELTA “POLITICA” DI UNA SOLA CANDIDATURA ALLE PRIMARIE COME “UN ERRORE PER TUTTO IL PARTITO” – LA PRODIANA SANDRA ZAMPA: “IL PARTITO DEMOCRATICO OGGI TORNA A CHIUDERSI IN UN CONFINE MOLTO RISTRETTO…”
Direzione Pd approva la relazione di Schlein, riformisti non partecipano al voto
(ANSA) La direzione del Pd ha approvato all'unanimità la relazione della segretaria Elly Schlein. L'ala riformista, minoranza del partito, non ha partecipato al voto. E' quanto si apprende da alcuni partecipanti alla riunione. Il voto è stato accolto con un applauso.
(Adnkronos) - "Abbiamo apprezzato lo scatto di orgoglio della segretaria nei confronti dei Cinque Stelle e il fatto che si sia ribadito con chiarezza il sostegno del Partito Democratico all'Ucraina. Tuttavia sulla costruzione del programma e sulla individuazione del percorso che ci porterà alle primarie ci sono punti che abbiamo posto e devono essere ancora chiariti.
Per questo abbaiamo deciso di non partecipare al voto. Continueremo a lavorare affinché i nodi che abbiamo evidenziato vengano affrontati efficacemente insieme". Lo dice Lorenzo Guerini dopo che l'area riformista dem ha deciso di non partecipare oggi al voto sulla relazione della segretaria Elly Schlein in Direzione.
DIREZIONE PD
Nicolò Zambelli per ilfoglio.it - Estratti
(…) al centro della riunione del partito di oggi c’era anche un altro tema, che Schlein, nel suo discorso fiume, ha scelto di non toccare: le primarie, le modalità del loro svolgimento e l’ipotesi di una candidatura doppia che esprima anche l’area riformista. Giorgio Gori era pronto, pronto per sentirsi dire “sì” o “no”, ma alla fine la scelta presa dalla dirigenza è stata quella di non affrontare il tema.
Primarie a doppio turno? Primarie secche? Una sola candidatura a partito? Tutto sarà discusso all’assemblea del prossimo 18 ottobre, quando la segreteria di Elly sarà ufficialmente prorogata. Sulla questione, come spiegato da Igor Taruffi, decide per regolamento l’assemblea. Lo stesso europarlamentare del Pd, nel suo discorso, ha giudicato questa scelta “politica” come “un errore”
elly schlein direzione nazionale pd 4
“Per vincerle, e guadagnare da lì lo slancio per vincere le elezioni politiche, è necessario allargare il più possibile la partecipazione, e per farlo è importante che il Pd sfrutti fino in fondo il suo pluralismo”, ha detto Gori. Per lui “un Pd monocolore, che rinuncia a valorizzare quel pluralismo, sacrifica una parte della sua forza”. Da qui la sua proposta a candidarsi, nel corso delle ultime settimane. “Questa la nostra proposta e la risposta è arrivata non dalla segreteria di ieri, ma a mezzo stampa”, dice rivolgendosi a Schlein. E spiega: “La sintesi sta in quattro parole: non se ne parla.
Non nascondiamoci: la scelta è politica”, asserisce. E non usa mezzo termini: “Questa scelta è un errore. Ma non per me, ma per il Pd tutto”. E continua: “Io sono per allargare il più possibile il perimetro della coalizione, ci mancherebbe. Fosse per me proverei a includere anche Calenda. Ma contesto in radice l’idea che questo lavoro, il dialogo con le componenti centrali della società italiana, il Pd lo debba esternalizzare, subappaltare, dare in outsourcing. Contesto l’idea che si debbano regalare voti decisivi ad altre forze politiche” (il riferimento è a Franco Gabrielli).
GIORGIO GORI - FIN CHE LA BARCA VA
Anche la senatrice Simona Malpezzi condivide l’idea dell’europarlamentare. “Non ho paura delle primarie, sono lo strumento che il Pd ha costruito e mi dispiace del dibattito stucchevole sulle primarie. Non nascono per una resa dei conti, non sono una competizione fra segretari".
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Sul tema ha parlato anche la senatrice Sandra Zampa. Dopo essersi scagliata contro l’ipotesi di votare online alle primarie, ha attaccato le scelte della leadership, sulla scia di Gori. “Il Partito Democratico oggi torna a chiudersi in un confine molto ristretto negando la possibilità di altre candidature, perché abbiamo sentito, e mi pare che l'intervento del segretario lo abbia chiarito più di qualunque altro, che oggi il Partito Democratico appalta all'esterno un compito, un ruolo, una cultura che un tempo aveva”
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