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PER INSEGUIRE VANNACCI, MELONI FA PROPAGANDA SULLA PELLE DEGLI STUDENTI - LA DUCETTA HA ANNUNCIATO IN POMPA MAGNA UN TETTO DEL 30% DI ALUNNI STRANIERI PER CLASSE IGNORANDO PERO’ LA REALTA’: GLI STUDENTI NON ITALIANI SONO CIRCA 950 MILA SU UNA POPOLAZIONE SCOLASTICA DI OTTO MILIONI - IL 65% DEI RAGAZZI STRANIERI SI TROVA NEGLI ISTITUTI DEL NORD ITALIA - IL DECRETO SULLA SCUOLA CHE STRIZZA L’OCCHIO A VANNACCI RISCHIA DI AVERE VITA BREVE. IL COSTITUZIONALISTA AZZARITI: “UNA FOLLIA, E’ UNA VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE” - VIDEO 

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1 - TETTO AGLI ALUNNI STRANIERI, AIUTI AI GENITORI L’ALT DEI PRESIDI AL PIANO DI VALDITARA 

Estratto dall’articolo di Flavia Amabile per “la Stampa” 

 

studenti stranieri a scuola

È quasi l'ora di pranzo quando Giorgia Meloni annuncia le prossime mosse del suo governo sulla scuola. Dal palco di Fenix, la festa dei giovani di FdI, il suo partito, parla di tetto agli stranieri, di divieto di indossare burqa e niqab e dell'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano. [...]

 

E quindi Giorgia Meloni decide di procedere con un annuncio che, però, nasconde un dettaglio non irrilevante nelle polemiche che si scatenano subito dopo È vero che nel decreto legge sarà inserito anche il tetto del 30% degli stranieri, ma riguarderà solo coloro che non conoscono adeguatamente l'italiano. 

 

Anche l'obbligo di imparare l'italiano per i genitori stranieri sarà rivolto solo a chi ha figli con difficoltà di apprendimento. I corsi saranno gratuiti, e potranno essere realizzati solo dai Cpia, i centri provinciali per l'istruzione degli adulti, che avranno fondi a sufficienza per organizzarli. 

GIORGIA MELONI FENIX - 3

 

E poi nel decreto ci saranno i il divieto di indossare burqa e niqab e risorse per molti milioni di euro per potenziare la conoscenza della lingua italiana da parte degli studenti che a scuola hanno problemi.

 

I principi che sono alla base di queste misure sono contenuti in un intervento del ministro Valditara pubblicato sul numero di settembre della rivista "La nuova secondaria", «l'obiettivo deve essere la costruzione di contesti nei quali tutti gli studenti possano beneficiare delle interazioni con i pari e nei quali le fragilità non si concentrino fino a ridurre le opportunità di apprendimento dell'intera classe», afferma il ministro. 

 

Un tetto del 30% degli studenti stranieri nelle classi era già stato previsto oltre quindici anni fa dalla legge Gelmini ma non è mai stato rispettato davvero perché si trattava di una circolare.

Studenti scuola

 

Il governo Meloni, consapevole di questo limite, interverrà con un decreto legge che prevederà che, in caso di difficoltà nella redistribuzione, l'Ufficio scolastico regionale invierà nelle scuole vicine gli studenti che eccedono il tetto. 

 

[...] La questione è «condivisibile» ma «è difficile trovare una soluzione tecnica», commenta Antonello Giannelli, presidente dell'Anp, l'Associazione nazionale presidi. Giannelli avverte che «la scuola deve prendere le iscrizioni dei ragazzi del quartiere» e, quindi, «se in quella zona è maggioritaria la presenza di stranieri, che facciamo? Li mandiamo via?». 

 

Ancora più netto il costituzionalista Gaetano Azzariti: «Mi sembra una follia, è una violazione del diritto all'istruzione. Il decreto verrà esaminato dalla Corte Costituzionale e avrà vita breve, se sarà formulato in questi termini». [...]

 

2 - I NUMERI DEGLI STRANIERI IN AULA 

Estratto dall’articolo di Gianna Fregonara per il “Corriere della Sera” 

 

Le nuove proposte sulla distribuzione degli alunni stranieri e il tetto del 30 per cento per classe potrebbero arrivare in Consiglio dei ministri già tra giovedì e venerdì: il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ci sta lavorando da più di un mese e incassa ora la «benedizione» della premier. 

 

studenti stranieri a scuola

La misura non riguarderà tutti gli alunni classificati come studenti con «background migratorio», che oggi sono circa 950 mila su una popolazione scolastica di otto milioni: non quelli che hanno il passaporto di un Paese dell’Unione Europea (sono il 44,4 per cento) che sono equiparati ai cittadini italiani dalle regole comunitarie; non tutti quelli di seconda generazione, perché non verranno considerati della categoria «stranieri» se hanno buone conoscenze di italiano. 

 

Secondo i dati sugli studenti con «background migratorio», che sono stati pubblicati dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla mobilità umana) a inizio settembre, nell’anno scolastico 2024/25 gli alunni stranieri sono stati 931.323: l’11,6 per cento del totale.

 

Studenti scuola

La quota maggiore, il 13,7 per cento, è stata registrata nella scuola primaria, il 12,7 nella scuola dell’infanzia, il 12,6 per cento nelle medie e l’8,6 alle superiori (concentrati soprattutto negli istituti tecnici). 

 

I due terzi sono bambini e ragazzi di seconda generazione, cioè sono nati in Italia e hanno frequentato la scuola dell’infanzia: dieci anni fa gli alunni di famiglia straniera nati in Italia erano soltanto il 51,7 per cento della popolazione immigrata.

 

Poco meno della metà degli alunni stranieri arriva da altri Stati dell’Unione Europea: la Romania detiene il record. Rumeni, insieme con albanesi, marocchini ed egiziani sono oltre il 40 per cento della popolazione scolastica non italiana. 

 

Il numero degli studenti non italiani che non parlano la nostra lingua non è dunque così alto da rappresentare un’emergenza per l’intero sistema scolastico: è in crescita costante ma sono state nel tempo attivate politiche di accoglienza nelle scuole e di rafforzamento dell’insegnamento dell’italiano.

Studenti scuola

 

Finora sono state individuate circa mille classi — sulle oltre 300 mila che compongono la scuola italiana — con una concentrazione sopra il 20 per cento di studenti di prima generazione, 750 circa alle elementari e il resto alle medie e superiori. 

 

[...] In generale il 65 per cento degli studenti non italiani si trova nelle regioni del Nord, in primis in Lombardia dove risiede un quarto degli oltre 900 mila bambini e ragazzi, seguita dall’Emilia-Romagna (12,2 per cento) e dal Veneto (10,8).

 

Niente a che vedere con la presenza nel Sud che non sfiora neppure il cinque per cento. Milano ha il maggior numero di studenti stranieri (poco meno di 80 mila), a Roma sono 63 mila. Perlopiù vivono nelle periferie. 

 

Per quanto riguarda i loro risultati scolastici, l’Invalsi ha certificato che faticano in italiano, sono mediamente più bravi in inglese e in matematica il divario diminuisce più si accumulano gli anni di studio. [...]

 

STUDENTI MUSULMANI

[...] Le norme europee vietano di applicare i limiti a chi ha il passaporto Ue. Non rientrano nella definizione di stranieri neppure quei bambini nati in Italia che hanno già frequentato qualche classe e parlano italiano. 

 

Come appurare le loro conoscenze resta uno dei nodi da sciogliere. Per potenziare lo studio dell’italiano verranno stanziati altri fondi e verrà introdotto l’obbligo per i genitori che non lo parlano di studiarlo, una norma mutuata dalla Germania. 

GIUSEPPE VALDITARA GIORGIA MELONI Studenti scuola