SPAVENTI GIUDIZIARI – MARONI RISCHIA UN PROCESSO PER CONCUSSIONE PER INDUZIONE PER UN VIAGGIO DELL’EXPO A CUI POI NON ANDÒ – IN CASO DI CONDANNA SCATTEREBBE LA SOSPENSIONE

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Da “il Giornale

 

eugenio fuscoeugenio fusco

«Bobo» Maroni fuori per via giudiziaria dal Pirellone, esattamente come Luigi de Magistris è stato sloggiato dal Comune di Napoli in seguito alla condanna per abuso d'ufficio: è questo lo scenario che nel giro di pochi mesi potrebbe trasformare in un cataclisma politico l'indagine sul presidente della Regione Lombardia. Una indagine che finora sembrava lasciare Maroni abbastanza tranquillo, anche perché - confrontate ad altre malefatte emerse recentemente qua e là per l'Italia - quelle attribuite a Maroni non apparivano particolarmente eclatanti.

 

Ma una attenta analisi degli atti e una brusca accelerazione delle indagini stanno portando in questi giorni amici ed avversari del governatore a prendere atto che nel giro di qualche mese, diciamo da qui alla prossima estate, Maroni potrebbe ritrovarsi sfrattato per via giudiziaria, i suoi poteri passerebbero al «vice», il forzista Mantovani, e a quel punto il caos sarebbe inevitabile.

maroni maroni


Le insidie per Maroni nascono da uno solo dei due capi d'accusa che gli vengono mossi dal pubblico ministero Eugenio Fusco. Per l'assunzione con contratto a termine di una componente del suo staff nella società Eupolis, al presidente della Regione viene contestato il reato di «turbata libertà nel procedimento». Se anche Maroni venisse condannato in primo grado per questo reato resterebbe al suo posto, perché non si tratta di uno dei delitti per cui la legge Severino prevede la sospensione automatica dopo la prima condanna.

 

I problemi per Maroni rischiano invece di arrivare dall'altro capo d'accusa, relativo al viaggio che nell'ambito di Tour Expo avrebbe dovuto effettuare in Giappone nel giugno scorso per propagandare l'esposizione universale. Maroni avrebbe premuto su Christian Malangone, il direttore generale di Expo, perché inserisse nel gruppo in partenza per Tokio anche Maria Grazia Paturzo, un'altra collaboratrice di fiducia di Maroni.
Alla fine non partirono né Maroni né la Paturzo.

REGIONE LOMBARDIA - IL PIRELLONEREGIONE LOMBARDIA - IL PIRELLONE

 

Mario Mantovani Mario Mantovani

Ma per la procura il reato si era già perfezionato con le pressioni su Malangone. E si tratterebbe del reato di concussione per induzione, che rientra invece nell'elenco dei reati per cui la Severino impone lo sfratto dalla carica. Certo, prima serve una sentenza di condanna, ma il cronoprogramma della procura di Milano è decisamente serrato. Il pm Fusco ha tempo fino al 28 ottobre per chiedere di portare Maroni a giudizio immediato, saltando l'udienza preliminare, e non sta cincischiando.

 

Venerdì ha interrogato per tutto il giorno Malangone, analizzando in particolare i giorni tra il 28 e il 29 giugno, quando prese forma la rinuncia di Maroni al viaggio: sullo stesso tema è stato interrogato il capo dalla comunicazione di Maroni, Roberto Arditti. Finora nell'inchiesta sembrava che lo stop fosse stato causato dal veto di Giuseppe Sala, commissario di Expo. Una serie di elementi acquisiti negli ultimi tempi potrebbe modificare lievemente il capo d'accusa, ma la sostanza rimarrebbe immutata. E nel giro di qualche mese potrebbe deflagrare.

luigi de magistrisluigi de magistris