DAGOREPORT – ALBERTO DA GIUSSANO ALLE CIME DI RAPA: LA LEGA HA SBIANCHETTATO IL “SALVINI PREMIER”…
SALVINI NON NE PUO’ PIU’ DI GIORGETTI: PER TOGLIERSELO DALLE PALLE, VUOLE CANDIDARLO GOVERNATORE IN LOMBARDIA, VISTO CHE ATTILIO FONTANA NON PUO’ CORRERE PER IL TERZO MANDATO – “IL FOGLIO”: “LA LOMBARDIA È LEGHISTA PER NATURA. E GIORGETTI GARANTIREBBE LA CONTINUITÀ DEL PARTITO IN REGIONE MA PIACEREBBE PERSINO A MELONI: MEGLIO DI COSÌ? LA VECCHIA GUARDIA DELLA LEGA, FEDELE AL SEGRETARIO, ACCUSA INTANTO IL MEF DI TUTTO. “GIANCARLO È UN FRATELLO D’ITALIA”, DICE UN ALTRO CONSIGLIERE. “E’ UN INFILTRATO”. LA SUA PERMANENZA IN LEGA, PER I SALVINIANI, È DETTATA SOLO DA DUE FATTORI: L’ANTICA AFFEZIONE A BOSSI E LA NUOVA UTILITÀ PER MELONI…”
Estratto dell’articolo di Ginevra Leganza per “il Foglio”
MATTEO SALVINI - GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Ormai è chiaro. Per il vicepremier Salvini, Giorgetti è anzitutto un diminutivo di Giorgia. Il ministro dell’Economia è un uomo di Meloni tanto che l’idea, adesso, è quella di promuoverlo per rimuoverlo. Di toglierselo di torno, insomma, ma in cambio di un dono. L’idea […] è quella che il vicepremier ha in mente ed è forse l’unica, condivisa coi fedelissimi e col senatore Claudio Borghi, per togliergli le mani dalla città. Via da Roma, dunque. Ma come?
Il segretario della Lega – ecco l’intuizione – vuol fare di Giorgetti il governatore della Lombardia. Vuole farne il successore di Attilio Fontana cui il terzo mandato è precluso. Un’offerta che il ministro, già vicesegretario federale del Carroccio, ha in passato rifiutato ma che adesso, secondo il capo, potrebbe non declinare.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
La Lombardia, ci spiegano i salviniani, è leghista per natura. E Giorgetti, essendo bifronte, non solo garantirebbe la continuità del partito in regione ma piacerebbe persino a Meloni: meglio di così? (Piccola obiezione: proprio perché il ministro piace tanto a Meloni, non è forse plausibile che risponderebbe a lei e non a lui? E non è forse probabile che magari lei lo rivorrebbe al Mef anziché in regione? Chissà). Fatto sta, però, che le sue forbici incidono parecchio sull’umore del capo. In tempo di guerra, si diceva – e di manovra – Giorgetti è il disertore.
matteo salvini giancarlo giorgetti - foto lapresse
“Non si vincono le elezioni coi conti in ordine”, ripete Salvini nelle stesse ore in cui invoca pensioni, disdegna la ragioneria dello stato, presta il suo consigliere Gusmeroli al Bilancio e congettura sul futuro di un uomo sleale. La vecchia guardia, fedele al segretario, accusa intanto il Mef di tutto. “Giancarlo è un fratello d’Italia”, dice un altro consigliere. “E’ un infiltrato”. La sua permanenza in Lega, per i salviniani, è dettata solo da due fattori. Quali? L’antica affezione a Bossi e la nuova utilità per Meloni.
Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti
[…] E se dunque la manovra è nei fatti targata Meloni, Salvini chiede ora il passo indietro di Daria Perrotta. Il cigno di stato che già a settembre aveva presentato il conto delle misure di pensionamento anticipato a partire da Quota 100. 41,3 miliardi di euro in sei anni – aveva calcolato la ragioneria – presentando il conto al vicepremier con la controfirma, ovviamente, del ministero. […]
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