caro carburanti

POMPE AMARE! -  I SEI PAESI EUROPEI CHE HANNO CHIESTO A BRUXELLES DI INTRODURRE GLI EXTRAPROFITTI ALLE COMPAGNIE PETROLIFERE VOGLIONO CONVINCERE I GOVERNI RIOTTOSI AL PROSSIMO ECOFIN, PREVISTO IL 18-19 SETTEMBRE A DUBLINO.  L’INIZIATIVA CONTRO IL CARO CARBURANTI  E’ PARTITA DALLA GERMANIA ED È SOSTENUTA DA ITALIA, AUSTRIA, POLONIA, PORTOGALLO E SPAGNA - LE MISURE DI NATURA FISCALE SONO DIFFICILI DA ADOTTARE A LIVELLO COMUNITARIO PERCHE’ RICHIEDONO L’UNANIMITA’ DEGLI STATI MEMBRI -  L’ITALIA A PAROLE APPOGGIA L’INIZIATIVA MA L’ARMATA BRANCA-MELONI E’ DIVISA SUGLI EXTRAPROFITTI…

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Estratto dall’articolo di Marco Bresolin e Arcangelo Rociola per “La Stampa”

 

A sei mesi di distanza dall'inizio del conflitto in Iran e della conseguente crisi di Hormuz, con i prezzi dei carburanti che restano elevati, in Europa si ritorna a parlare di un'imposta sugli extraprofitti realizzati dalle società energetiche e in particolare da quelle petrolifere.

caro carburanti - benzina

 

A rilanciare l'idea è un'iniziativa guidata dal ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil, che ha deciso di riportare sui tavoli Ue la proposta già avanzata lo scorso aprile con l'italiano Giancarlo Giorgetti e i colleghi di Spagna, Portogallo e Austria.

 

Ora si è aggiunta anche la Polonia e l'obiettivo dichiarato è riaccendere la discussione in occasione dell'Ecofin informale che si terrà il 18-19 settembre a Dublino per superare le resistenze emerse durante la scorsa primavera, anche se all'interno dello stesso governo italiano sembrano emergere dubbi, a partire dal vicepremier Antonio Tajani. [...]

 

caro carburanti - benzina

I promotori dell'iniziativa non hanno abbandonato le speranze e sperano di convincere i governi più riluttanti a intervenire, concentrandosi in particolare sulle società petrolifere. Per questo hanno deciso di scrivere al ministro delle Finanze irlandese, che guida la presidenza di turno Ue. «Stiamo vivendo uno dei più gravi choc di approvvigionamento degli ultimi decenni e in tutto il mondo cresce il malcontento per l'aumento del costo della vita – si legge nel documento visionato da La Stampa –, abbiamo bisogno di un'azione comune che garantisca che coloro che traggono profitto dalla crisi contribuiscano a ridurre l'onere che grava sulla popolazione in generale». 

 

La lettera è sottoscritta dai sei ministri e chiede inoltre di rendere noti «al più presto» i risultati dell'indagine europea sui margini di profitto realizzati dalle raffinerie. Le misure di natura fiscale sono sempre difficili da adottare a livello europeo perché si tratta di una materia che richiede l'unanimità.

 

proteste contro il caro carburanti in irlanda

Ma l'intenzione è di aggirare ancora una volta l'ostacolo come nel 2022, quando l'Unione europea introdusse un prelievo straordinario sulle società energetiche in seguito alla guerra in Ucraina attraverso l'articolo 122 del Trattato, che permette di bypassare il voto del Parlamento europeo e il veto dei singoli Paesi.

 

Quel "contributo" permise di raccogliere un gettito di circa 28 miliardi di euro (di cui 3 per l'Italia), ma scatenò una serie di contenziosi giuridici sia a livello europeo che nazionale. Ma la tassazione degli extraprofitti è fonte di tensioni anche a livello nazionale. In Germania, dove la proposta è tornata attuale dopo un accordo tra le forze di governo, con la Cdu che ora sembra aprire alla proposta dei socialdemocratici di Klingbeil. 

 

E in Italia, dove i partiti di maggioranza da sempre hanno posizioni assai diverse sul tema. «Sono favorevole a valutare una maggiore contribuzione da parte delle aziende che hanno beneficiato di più in questo periodo», dice a La Stampa Marco Osnato, deputato di FdI. «È giusto discuterne almeno.

 

caro carburanti in italia

Una maggiore contribuzione da parte delle aziende che hanno preso di più» dall'aumento del prezzo del carburante «è comunque una cosa giusta». Però è qualcosa che deve essere fatto, precisa Osnato, «senza sventolare la teoria degli extraprofitti», ma attraverso «un confronto tra aziende e governo». 

 

Una volta soddisfatta questa condizione, tassare le aziende petrolifere è una misura positiva, perché «è giusto che contribuiscano in modo maggiore alle casse dello Stato in questo periodo di forti rincari», aggiunge.

 

Il modello sono le banche: «Se si fa come si è fatto con le banche, quindi un'azione concordata per recuperare più risorse su aziende che hanno avuto maggiori entrate dalla loro attività, sono favorevole. Vuol dire che lo Stato avrà più soldi», aggiunge. [...]

 

caro carburanti in italiaproteste contro il caro carburanti in irlanda