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“VORREI CHE LA CINA SVOLGESSE IL RUOLO DI MEDIATORE SULLE QUESTIONI DELLA PENISOLA COREANA, INCLUSA QUELLA SUL NUCLEARE NORDCOREANO” – IL PRESIDENTE DELLA COREA DEL SUD, LEE JAE-MYUNG, CHIEDE A XI JINPING, E NON A TRUMP, DI FARE DA MEDIATORE CON IL REGIME DI KIM JONG UN: “I CANALI DI COMUNICAZIONE SONO BLOCCATI, C’E’ ZERO FIDUCIA E SOLO OSTILITA’. PER MOLTO TEMPO ABBIAMO INTRAPRESO AZIONI MILITARI OFFENSIVE CONTRO LA COREA DEL NORD CHE ERA PROBABILMENTE ESTREMAMENTE NERVOSA. PER DIALOGARE CON UNA CONTROPARTE, DOBBIAMO COMPRENDERE LA POSIZIONE DELL'ALTRA PARTE…”
(ANSA) - PECHINO, 07 GEN - Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha affermato di aver chiesto a Pechino di svolgere un ruolo di mediazione sulle delicate questioni legate alla penisola coreana, inclusa quella più delicata sulle armi nucleari della Corea del Nord. Lee, parlando a Shanghai durante un pranzo con i giornalisti che lo accompagnano nella visita di Stato di quattro giorni in Cina, ha fornito alcuni dettagli del bilaterale avuto lunedì a Pechino con il suo omologo Xi Jinping. L'agenzia Yonhap, in particolare, ha riferito che Xi ha sollecitato sul dossier Pyongyang la necessità di avere "pazienza".
"C'è una cosa che ho chiesto alla parte cinese - ha raccontato Lee -. Vorrei che la Cina svolgesse il ruolo di mediatore sulle questioni della penisola coreana, inclusa quella sul nucleare nordcoreano". Il presidente sudcoreano ha spiegato poi che tutti i canali tra le due Coree sono stati bloccati, con "zero fiducia" e solo ostilità tra le parti. "Il presidente Xi ha preso atto degli sforzi compiuti finora e ha affermato che è necessaria pazienza", ha aggiunto ancora Lee, secondo la Yonhap, esprimendo il suo accordo con l'idea.
"Per molto tempo abbiamo intrapreso azioni militari offensive contro la Corea del Nord che era probabilmente estremamente nervosa. Per dialogare con una controparte, dobbiamo comprendere la posizione dell'altra parte", ha rilevato il presidente, secondo cui, in risposta alla sua richiesta, la parte cinese ha detto che si sarebbe adoperata per svolgere il ruolo di mediatore.
Lee ha anche delineato un piano in base al quale Pyongyang avrebbe congelato il suo programma nucleare in cambio di una "compensazione" perché "fermarsi al livello attuale - nessuna produzione aggiuntiva di armi nucleari, nessun trasferimento di materiali nucleari all'estero e nessun ulteriore sviluppo di missili balistici intercontinentali - sarebbe già un vantaggio".
Tuttavia, "sul lungo termine non dobbiamo rinunciare all'obiettivo della penisola coreana libera dal nucleare", ha aggiunto Lee, precisando di aver chiesto a Pechino di trasmettere questi messaggi a Pyongyang e che "c'è consenso su questi punti dalla parte cinese".
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