1. PROVATE A FLASHARE DAVANTI ALL’ULTIMA CENA DI LEONARDO, RISCHIATE L’ARRESTO 2. MA NON PER GEORGE CLOONEY E IL CAST DEL SUO FILM “MONUMENTS MEN”, CHE RACCONTA - IRONIA DELLA SORTE - DEL SALVATAGGIO DELLE OPERE D'ARTE MINACCIATE DA HITLER 2. PER SCATTARE UNA FOTO DAVANTI ALL'AFFRESCO PIU’ CELEBRE DEL MONDO OCCORRE UN'AUTORIZZAZIONE STRAORDINARIA DEL SOPRINTENDENTE PER I BENI ARCHITETTONICI, COME ACCADDE, A LUGLIO 2010, PER L'ALLORA PREMIER SILVIO BERLUSCONI, CHE SI FECE FOTOGRAFARE INSIEME CON IL PRESIDENTE RUSSO DMITRIJ MEDVEDEV

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Corriere.it

È diventata un «caso» la foto ricordo scattata da George Clooney e buona parte del cast del suo film «Monuments Men» davanti al Cenacolo di Leonardo, a Santa Maria delle grazie. L'attore e regista è venuto in Italia per presentare, all'Uci Cinemas di Pioltello, la pellicola da lui diretta, che racconta del salvataggio delle opere d'arte minacciate da Hitler. In arrivo dalla Berlinale, dove il film - interpretato, tra gli altri, da Matt Damon, Bill Murray, Jean Dujardin e John Goodman, oltre che dallo stesso Clooney - è stato presentato, il cast ne ha approfittato anche per una visita al Cenacolo di Leonardo. E per farsi scattare una foto in posa.

AUTORIZZAZIONE - Foto normalmente vietata ai turisti, perché i flash potrebbero rovinare il dipinto. Per scattare una foto davanti all'affresco occorre un'autorizzazione straordinaria del soprintendente per i Beni Architettonici, come accadde, a luglio 2010, per l'allora premier Silvio Berlusconi, che si fece fotografare insieme con il presidente russo Dmitrij Medvedev.

RIFLESSIONI - Il film di Clooney parla proprio dell'importanza della conservazione delle opere d'arte. «Davanti all'affresco ho pensato alla scena del film nella quale i milanesi rischiano la propria vita per salvare il Cenacolo e ho pensato a quanto è valso questo sacrificio», ha osservato Matt Damon, amico fraterno di Clooney.

«L'arte va protetta a tutti i costi perché rappresenta la nostra storia», ha aggiunto Clooney, «Hitler non solo rubava arte, ma la voleva distruggere per cancellare la cultura delle persone. Abbiamo imparato da dove veniamo dalle incisioni dei muri, questo dobbiamo ricordarlo nei momenti di difficoltà».

 

 

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