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PUTIN SA COME METTERE ALLE STRETTE TRUMP E ALZA IL PREZZO DELLA PACE – PERCHÉ PROPRIO ORA IL MINISTRO DEGLI ESTERI RUSSO LAVROV HA ACCUSATO “THE DONALD” DI AVERE TRADITO GLI ACCORDI DEL VERTICE IN ALASKA? – L’AMBASCIATORE SEQUI: “IL CREMLINO TEME LE NUONE MOSSE AMERICANE. LA CASA BIANCA VUOLE CHIUDERE LA GUERRA IN UCRAINA ENTRO L'ESTATE, MENTRE SUL CAMPO E SUL PIANO ECONOMICO SI STRINGONO NUOVE LEVE COERCITIVE CONTRO MOSCA. IL MESSAGGIO DI PUTIN È BRUTALE: SE LA PACE DEVE ARRIVARE IN FRETTA, NON SARÀ PUNITIVA PER LA RUSSIA, MA PER L'UCRAINA. IN CASO CONTRARIO, LA GUERRA CONTINUERÀ. UN RICATTO NEGOZIALE TRAVESTITO DA DIPLOMAZIA”
Estratto dell’articolo di Ettore Sequi per “la Stampa”
DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA MOSTRA LA SUA FOTO CON VLADIMIR PUTIN - FOTO LAPRESSE
Le critiche di ieri del Ministro degli Esteri russo Lavrov verso gli Usa non sono un semplice "fallo di frustrazione". Lavrov è troppo esperto per affidarsi all'emotività. Si tratta di una scelta politica deliberata per mettere sotto pressione Washington mentre Trump cerca una soluzione rapida alla guerra in Ucraina, anche per ragioni di calendario politico interno. Questo spiega il "perché ora".
La Casa Bianca vuole chiudere entro l'estate, mentre sul campo e sul piano economico si stringono nuove leve coercitive contro Mosca. È questa simultaneità a innescare la contro-pressione russa.
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ettore francesco sequi foto di bacco (1)
Lavrov articola quattro messaggi. Primo: gli Usa non cercano una pace, ma una dominazione economica. Sanzioni, pressioni su India e altri partner per interrompere gli acquisti di petrolio russo, leva energetica contro Cuba, azione sul Venezuela: tutto viene ricondotto a un disegno unitario. La pace, in questa lettura russa, è solo una pausa dentro una strategia egemonica più ampia.
Secondo: le architetture occidentali sono dichiarate obsolete. Nato, Ue e Osce vengono delegittimate per spostare il confronto fuori dal perimetro di regole, consenso e multilateralismo, verso formati alternativi - Brics, Sud globale - dove Mosca non è imputata ma si propone come co-architetto. È una rottura concettuale prima ancora che diplomatica.
vladimir putin donald trump anchorage, alaska. foto lapresse
Terzo: gli Usa sono descritti in declino, mentre il Sud globale cresce. Questa narrazione serve anche a giustificare internamente la resistenza russa alla pressione occidentale e a rassicurare i partner non occidentali [...]
Quarto: secondo Lavrov gli Usa non garantiranno copertura militare a truppe europee in Ucraina, lasciando agli alleati il rischio politico e strategico. Il messaggio a Kiev e alle capitali europee è secco: senza ombrello americano, ogni "coalizione dei volenterosi" nasce fragile.
Queste quattro cornici spiegano perché Mosca si irrigidisce proprio mentre si parla di negoziati. Non è un rifiuto della pace, ma il modo russo di condizionarla. L'obiettivo è ottenere una chiusura rapida che cristallizzi sul terreno il massimo possibile per Mosca, trasferendo su Kiev il costo politico della pace.
NARENDRA MODI E DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA - FOTO LAPRESSE
Le cause della frustrazione russa sono concrete. La decisione di Musk di restringere l'uso di Starlink su richiesta ucraina è vista a Mosca come la prova che un'infrastruttura privata americana può diventare leva di guerra, alimentando il sospetto di un doppio binario da parte di Washington: negoziato da una parte, pressione tecnologica ed economica dall'altra.
Ancora più grave, dal punto di vista russo, è l'accordo tra Usa e India che prevede una riduzione dei dazi a New Delhi in cambio dell'interruzione degli acquisti indiani di petrolio russo. Qui la frustrazione diventa materiale poiché colpisce direttamente il flusso di entrate che sostiene la resilienza di Mosca.
elon musk e donald trump nello studio ovale
A ciò si aggiunge l'imminente Conferenza di Monaco sulla sicurezza, che fungerà da teatro di ricompattamento occidentale e di sostegno a favore di Kiev. Tutto questo, per il Cremlino, compone un quadro coerente. Gli Usa non cercano un equilibrio negoziale, ma puntano a forzare l'esito della guerra accumulando pressioni economiche, tecnologiche e diplomatiche.
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Infine, lo spirito di Anchorage, richiamato da Lavrov. Nella narrazione russa, l'incontro in Alaska tra Trump e Putin rappresenta il credito politico di una cornice di pace accettata da Mosca e poi disattesa da Washington. Questo riferimento è un'arma negoziale e serve a dire agli americani che la via d'uscita esiste già, e che se oggi essa viene rifiutata, la responsabilità del fallimento non è russa.
la mappa del mondo diviso tra vladimir putin donald trump e xi jinping di Kirill Dmitriev
Le parole di Lavrov non sono una escalation verbale fine a sé stessa. Sono una pressione strategica sugli Usa, nel momento in cui Trump vuole chiudere la partita ucraina prima dell'estate. Mosca alza il prezzo della pace per indirizzarla, mentre sul terreno continua la campagna del gelo e del buio contro l'Ucraina.
Il messaggio è brutale: se la pace deve arrivare in fretta, non sarà punitiva per la Russia, ma per l'Ucraina. In caso contrario, la guerra continuerà. Un ricatto negoziale travestito da diplomazia.
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