DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE…
“QUALCUNO SI VERGOGNA DI AIUTARE KIEV, IO NE SONO FIERO” – GUIDO CROSETTO, NELL’INFORMATIVA ALLA CAMERA SULL’UCRAINA, LANCIA UN MESSAGGIO CHIARO A QUEL “PACIFINTO” DI SALVINI: “INTERROMPERE L'AIUTO ALL'UCRAINA SIGNIFICHEREBBE RINUNCIARE ALLA PACE PRIMA DI AVERLA COSTRUITA” – LA LEGA FA SAPERE CHE VOTERÀ IL DECRETO (“ABBIAMO TROVATO NELLA RISOLUZIONE ELEMENTI DI GARANZIA”) MA IN AULA I BANCHI DEL CARROCCIO SONO SEMIVUOTI – DIETRO ALLA TREGUA ARMATA NELLA MAGGIORANZA C’È UN PRANZO TRA MELONI E SALVINI, NEL QUALE LA DUCETTA HA CHIESTO AL LEADER DELLA LEGA DI NON FARE SCHERZI – MA C’È LA VARIABILE VANNACCI: MENTRE CROSETTO PARLAVA, DAVANTI A MONTECITORIO È ANDATA IN SCENA LA PROTESTA DEL “TEAM” DEL GENERALE…
CROSETTO, 'QUALCUNO SI VERGOGNA DI AIUTARE KIEV, IO NE SONO FIERO'
guido crosetto informativa alla camera sugli aiuti all’ucraina
(ANSA) - ROMA, 15 GEN - "Non esistono mezzi buoni e cattivi ma esistono mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo. Un'arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un'arma impedisce a un'altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa.
Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, nell'informativa alla Camera sugli aiuti all'Ucraina.
UCRAINA: CROSETTO, INVIO ARMI? IL GOVERNO SI ESPRIME CON ATTI E C'È DECRETO
guido crosetto informativa alla camera sugli aiuti all’ucraina
(ANSA) - ROMA, 15 GEN - "Il governo si esprime con atti. L'invio di armi? C'è un decreto". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto interpellato dai cronisti sul dl Ucraina a margine della seduta della Camera.
CROSETTO, 'FERMARE L'AIUTO A KIEV SIGNIFICA RINUNCIARE ALLA PACE GIUSTA'
(ANSA) - ROMA, 15 GEN - "Sostenere l'Ucraina non significa voler prolungare il conflitto, significa evitare che la fine dell'ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull'ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente. Interrompere oggi il sostegno, l'aiuto all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita".
Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, nella sua informativa alla Camera in merito agli aiuti all'Ucraina. Per Crosetto "l'Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione" e "un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace, al contrario favorirebbe un'ulteriore escalation dell'aggressione".
UCRAINA: LEGA, ELEMENTI DI GARANZIA NELLA RISOLUZIONE, DAREMO SUPPORTO
guido crosetto matteo salvini - foto lapresse
(ANSA) - ROMA, 15 GEN - "Noi abbiamo sempre dato il supporto e continueremo a farlo, avendo trovato nella risoluzione elementi di garanzia". Lo ha detto il deputato della Lega Stefano Candiani durante la discussione in Aula dopo le comunicazioni del ministro Guido Crosetto sull'Ucraina. "Noi dobbiamo aiutare il tavolo delle trattative", ha aggiunto.
TEAM VANNACCI A PIAZZA MONTECITORIO, 'STOP FINANZIAMENTI PER LE ARMI A KIEV'
(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Flashmob del 'Team Vannacci' in piazza Montecitorio, mentre in Aula alla Camera è in corso la discussione generale sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sull'Ucraina. Una decina di militanti dell'associazione 'Mondo al Contrario - Team Vannacci Roma Caput Mundi' dispiega uno striscione che recita: "Basta finanziamenti a Kiev per le armi.
MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI - PONTIDA 2025
Le risorse per i cittadini italiani". "Tendiamo a seguire la coerenza del generale Vannacci sul principio, dobbiamo essere chiari. Parte dei fondi per le armi a Kiev sono andati per l'acquisto di cessi d'oro e per il cerchio magico di chi governa l'Ucraina", dichiara Marco Pomarici, responsabile del team di Roma.
"Questa è la linea del generale, è la linea del Mondo al Contrario che è accanto al suo progetto politico", aggiunge. A chi chiede se alcuni deputati voteranno no alla risoluzione di maggioranza, Pomarici risponde: "Sicuramente sì, poi si vedrà chi si sarà distinto". A chi chiede se Vannacci dovrebbe uscire dalla Lega, risponde: "Allo stato attuale il generale è all'interno della Lega, da qui in avanti si vedrà". Tra i militanti in piazza, anche il presidente dell'associazione 'Mondo al Contrario' Guido Giacometti mentre Vannacci è assente.
PRANZO MELONI-SALVINI VIA LIBERA LEGHISTA AL DECRETO PER KIEV
Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”
matteo salvini giorgia meloni foto lapresse.
Un pranzo a Palazzo Chigi. Nel menu, la svolta securitaria su cui preme la Lega e il decreto Ucraina, per cui Meloni pretende un passaggio senza bizze in Parlamento. Ieri l'altro, prima che la premier partisse per la trasferta in Asia, Giorgia Meloni e Matteo Salvini si sono incontrati. «Colazione di lavoro», trapela dagli staff.
Non c'era l'altro vicepremier, Antonio Tajani. Dunque il focus era tutto sul Carroccio, che ha avviato l'anno come aveva terminato il 2025: con fare tambureggiante, a tutto campo, e pazienza se i Fratelli storcono il naso.
[...] Il decreto sicurezza alle viste, a cui ha lavorato per conto di via Bellerio il sottosegretario Nicola Molteni, è un testo che «soddisfa» il Carroccio. Ma Salvini ha tutto l'interesse a tenere accesi i riflettori sul tema. Dunque non solo va confermata l'operazione Strade sicure, che permette ai militari di presidiare grandi scali e piazze delicate, quei soldati, per il vicepremier, «vanno aumentati». [...]
guido crosetto informativa alla camera sugli aiuti all’ucraina
Davanti allo stato maggiore leghista, Salvini fa capire che il 2026 sarà un anno chiave, è l'allenamento per le Politiche. Dunque bisogna stare «tra la gente, nelle piazze, tutte le settimane». E a proposito: il leader annuncia una manifestazione dei Patrioti (saranno invitati Viktor Orbàn e Marine Le Pen) il 18 aprile.
Location: piazza del Duomo, a Milano, è il tentativo di tenere insieme le due anime della Lega, quella vecchia «nordista» che sta rialzando la testa, e il progetto nazional — sovranista lanciato da Salvini dieci anni fa.
matteo salvini giorgia meloni foto lapresse
«Alle Politiche rivoglio la Lega a due cifre», è il dispaccio del segretario ai fedelissimi in riunione. Il progetto, ormai scoperto, è di tornare al Viminale dopo le elezioni. Ma per chiedere quella poltrona, c'è bisogno di uscire dalle urne con una Lega in salute. [...]
Ed eccoci all'Ucraina. Dopo la crociata per cambiare il decreto che ha rinnovato, il 29 dicembre, il supporto militare a Kiev, Salvini ora non vuole fronde. Oggi il ministro Guido Crosetto parlerà alle Camere e si dovrà votare una risoluzione.
Dopo trattative tribolate, perfino Claudio Borghi, che il decreto non lo voterà, dice che la risoluzione «va benissimo». Nella bozza — esattamente come era capitato al dl — è sparita la parola «militari» dal titolo, si parla di «equipaggiamenti».
ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI
«Stavolta niente scherzetti», avverte Borghi. Nel testo di armi si parla, ma nelle premesse. L'impegno per il governo è più sfumato: si chiede di «continuare a sostenere l'Ucraina attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione». Salvini applaude: «È quello che avevo chiesto, si parla di difesa e non di attacco».
FdI teme comunque una decina di astensioni o assenze tattiche. Secondo alcune fonti, Meloni avrebbe chiesto rassicurazioni al capo del Carroccio anche a pranzo. Risposta: «La Lega è compatta». Sarebbe così, se non ci fosse Roberto Vannacci, che il decreto Kiev vuole affossarlo e che del partito è il vicecapo. Il generale è a Bruxelles, ma i suoi "team" stamattina protesteranno contro il provvedimento davanti Montecitorio. Mentre Salvini, riunendo gli eletti, dirà il contrario: «Va sostenuto».
GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI - CAMERA DEI DEPUTATI - FOTO LAPRESSE
Guido Crosetto con i militari italiani della missione unifil in libano
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