DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI…
QUANDO SI TRATTA DI PRENDERE A SCHIAFFI I LAVORATORI, LA MELONI È IN PRIMA FILA – IL GOVERNO RILANCIA LO SCUDO PER GLI IMPRENDITORI CONDANNATI PER AVER SOTTOPAGATO I DIPENDENTI E INFILA LA NORMA NELL’ULTIMA BOZZA DEL PNRR CHE OGGI SARÀ SUL TAVOLO DEL CDM - IN PRATICA I DATORI DI LAVORO NON POTRANNO ESSERE CONDANNATI AL PAGAMENTO DI DIFFERENZE RETRIBUTIVE O CONTRIBUTIVE, SE HANNO APPLICATO “LO STANDARD RETRIBUTIVO PREVISTO DAL CONTRATTO COLLETTIVO” – OPPOSIZIONI E SINDACATI PROMETTONO BATTAGLIA. GIUSEPPE CONTE: “E' UNA MISURA INCOSTITUZIONALE, È UNA SCONCEZZA"
1. SCHIAFFO AI LAVORATORI SOTTOPAGATI TORNA LO SCUDO PER LE IMPRESE
Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
E tre. Dopo i tentativi andati a vuoto con il decreto ex Ilva e la manovra, il governo rilancia lo scudo agli imprenditori condannati per aver sottopagato i lavoratori. Lo fa con una norma inserita nell'ultima bozza del decreto Pnrr che oggi pomeriggio sarà sul tavolo della riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi.
La misura ripropone la tutela ai datori di lavoro che, sulla base di quanto accertato dai giudici, non pagano i propri dipendenti in conformità all'articolo 36 della Costituzione, quello che garantisce ai lavoratori il diritto a una retribuzione proporzionata.
salario medio vignetta by rolli per il giornalone la stampa
Ecco lo scudo: gli imprenditori non potranno essere condannati al pagamento di differenze retributive o contributive se – recita il testo – hanno applicato «lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo». Di conseguenza, il lavoratore che fa ricorso contro l'azienda per il salario troppo basso non potrà ottenere gli arretrati.
La penalizzazione fa infuriare opposizioni e sindacati. […]
Per una norma che entra nel decreto Pnrr, un'altra esce: nell'ultima versione non c'è più quella che prevedeva la costituzione di una società pubblica (Asset ferroviari italiani) per garantire la concorrenza nell'ambito delle gare per l'affidamento dei treni intercity e regionali.
SALARIO IMMAGINE CREATA CON MIDJOURNEY
Altro decreto, altro scudo. In questo caso a muoversi è la maggioranza. Vanno avanti gli emendamenti al Milleproroghe con cui Forza Italia, Lega e Noi Moderati puntano a incassare la proroga dello scudo erariale per gli amministratori pubblici.
Un anno in più, fino al 31 dicembre 2026, per la misura che limita la responsabilità per danno erariale alle condotte dolose, escludendo quindi la colpa grave. Il blitz apre un nuovo scontro con l'associazione magistrati della Corte dei conti: «Un'ulteriore proroga dello scudo – si legge in una nota – indebolirebbe in modo significativo il sistema delle responsabilità e la tutela delle risorse pubbliche, risultando incoerente con la scelta, recentemente compiuta dal legislatore, di disciplinare a regime la materia».
giorgia meloni aspetta friedrich merz foto lapresse
2. RISPUNTA LO SCUDO SALVA-IMPRENDITORI LE OPPOSIZIONI: “È INCOSTITUZIONALE”
Estratto dell’articolo di Paolo Baroni per “la Stampa”
Rispunta lo scudo a favore delle imprese nelle cause relative ai lavoratori sottopagati. Questa volta la norma, già proposta a più riprese dai parlamentari di Fratelli d'Italia prima sotto forma di emendamento al decreto Ilva della scorsa estate e poi tra le modifiche da apportare alla legge di Bilancio e poi sempre ritirata, stando alle bozze circolate ieri finisce tra gli articoli del nuovo decreto Pnrr che oggi va all'esame del Consiglio dei ministri. Questa volta a proporla è però lo stesso governo scatenando di nuovo le proteste dell'opposizione e dei sindacati che ne denunciano la palese incostituzionalità di questo provvedimento.
[…]
«E' una misura incostituzionale, è una sconcezza, daremo battaglia: non permetteremo al governo di sfregiare in questo modo i diritti dei più deboli» attacca il leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte. «È la quarta volta che ci provano» protesta la responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra che definisce «truffaldina» una norma che «vuole limitare la possibilità dei giudici di valutare la congruità del salario corrisposto ai lavoratori con i dettati dell'articolo 36 della Costituzione». Per Nicola Fratoianni di Avs è «un regalo a chi sfrutta, un'ingiustizia sulla pelle di chi lavora: li abbiamo sempre fermati grazie alla sollevazione popolare e lo faremo ancora».
Dura anche la protesta della Cgil che parla di «vera e propria ossessione» del governo nel voler ridurre i diritti dei lavoratori. […] Il rischio secondo Vera Buonomo e Ivana Veronese della Uil è «di legittimare livelli retributivi insufficienti, soprattutto in presenza di contratti non rappresentativi e e crea un precedente pericoloso, che può incentivare comportamenti elusivi in un Paese già segnato da lavoro povero e dall'aumento dei contratti pirata». Vedremo oggi fino a che punto il governo vorrà insomma forzare la mano.
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