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"QUANDO LA SMETTERÀ ELLY SCHLEIN DI CHIEDERE A GIORGIA MELONI DI DISSOCIARSI DAI SUOI FEDELI ESECUTORI?" – PINO CORRIAS SULLE PAROLE DI NORDIO E LE CORRENTI DELLA MAGISTRATURA CHE SI MUOVONO IN “MODALITÀ PARAMAFIOSA”: "INVECE DI CRITICARE LA SCEMPIAGGINE DEL MINISTRO, ELLY INVOCA LA SOLITA RICHIESTA INFANTILE: 'GIORGIA DISSOCIATI!', LASCIANDO INTENDERE CHE ESISTA UNA MELONI MIGLIORE DI QUELLA CHE IN QUATTRO ANNI DI GOVERNO HA IDEATO LA RIFORMA, L’HA IMPOSTA CON IL VOTO DI FIDUCIA, E OGGI NE PRETENDE LA RATIFICA REFERENDARIA..."
Pino Corrias per il Fatto Quotidiano - Estratti
Ma quando la smetterà Elly Schlein di chiedere a Giorgia Meloni di dissociarsi dai suoi fedeli esecutori? Davvero crede che Carlo Nordio, ministro giustiziere della Giustizia, parli per sé e non a nome della sua mandante, la signora-in-capo del governo, nonché ponte dei sospiri tra la bella nazione che fu l’Italietta delle trame e i furori trumpiani della peggiore America di sempre?
Disse l’altro giorno Nordio, con ghiaccio o senza, che i magistrati navigatori di correnti si muovono in “modalità paramafiosa”, enormità che ha provato a ridimensionare attribuendo il sanguinoso giudizio a un pubblico ministero – Nino Di Matteo, palermitano – che in tutt’altro contesto e con altri intenti, disse nel 2020. (...)
Invece di criticare la scempiaggine del ministro, sventatamente offensiva per il ruolo istituzionale che ricopre e per i molti magistrati che in modalità assai mafiosa furono fucilati sulle strade della nostra storia, Elly invoca la solita richiesta infantile: “Giorgia dissociati!”, attribuendole una superiorità ideologica, una distanza morale, che le consentirebbe di correggere l’insulto e ripulire il latte versato.
Di più: lasciando intendere che esista una Meloni migliore di quella che in quattro anni di governo ha ideato la riforma, l’ha fatta correre a testa bassa, l’ha imposta con il voto di fiducia, e oggi ne pretende la ratifica referendaria: una Meloni timida, moderata, pronta a dire: no, non era questo il senso.
Ma Nordio non è l’errore della frase. È l’esecutore della frase. Non è un lapsus del potere, ma la sua grammatica. Chiederne la dissociazione è patetico. Peggio ancora: ingenuo. Come se il potere fosse un malinteso linguistico da aggiustare. E non invece un progetto.
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