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VEDIAMO A CHI SYRIZA! RENZI NON VEDE L’ORA DI VENDICARSI CON I RADICAL MUFFI DI SINISTRA CHE LO SPERNACCHIANO MENTRE ELOGIANO TSIPRAS: “VEDIAMO COSA DIRANNO FRA TRE MESI QUANDO I GRECI DOVRANNO SCONTARE LE CONSEGUENZE DEL REFERENDUM”

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Ugo Magri per “la Stampa”

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Renzi è tornato dai vertici europei con l’intima convinzione che l’accordo con la Grecia, in un modo o nell’altro, si farà. Ne ha colto i segni premonitori: la chiara determinazione di Draghi, l’impegno di Juncker, la propensione al dialogo di Hollande... Pure il nostro premier ha dato il suo contributo attraverso i mille contatti di questi giorni.

 

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Per cui nulla brucia a Renzi più dell’accusa di «aver fatto da tappezzeria» che gli piove da Brunetta (e si può capire) ma pure da certi ambienti della sinistra che Matteo considera la «gauche caviar», i cosiddetti radical-chic su cui privatamente si lascia andare con giudizi sprezzanti: «In questi giorni sono tutti in festa per il referendum di Tsipras, ma li voglio vedere tra 3 mesi quando il popolo greco dovrà scontare le conseguenze del no di domenica scorsa...».

 

Il premier pregusta il momento in cui prenderà la parola davanti al Parlamento (dopo la conclusione della trattativa Ue-Grecia) per attaccare i critici e rivendicare a sé una missione più alta e impegnativa, che consiste nel cambiare l’asse della politica europea.

 

RISSA A DESTRA

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È motivo di consolazione per Renzi che la Grecia abbia fatto deflagrare le contraddizioni del fronte avverso. Sel si dissocia dai Cinque stelle che vorrebbero calendarizzare alla Camera il ritorno alla lira. Per colpa di Tsipras litigano Salvini e Forza Italia, vanificando i tentativi berlusconiani di convincere la Lega che, in fondo, sull’Europa la pensano più o meno uguale.

 

È bastato che nel Parlamento di Strasburgo la Gardini, europarlamentare «azzurra», rivolgesse critiche al leader greco per scatenare la reazione di Salvini: «Oggi gli interventi più vergognosi, più insultanti, più squallidi sono stati quelli del Ppe, Forza Italia compresa. Se dovessi decidere oggi, è chiaro che con loro non si farebbe alcun accordo elettorale perché non possono pensare di accordarsi in Italia con la Lega e a Bruxelles con la Merkel».

 

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«Dico a Salvini che siamo orgogliosamente nel Partito popolare europeo, fieri della nostra storia e della nostra identità», gli ha risposto a tono il vicepresidente del Parlamento europeo Tajani, laddove il capogruppo alla Camera Brunetta si sta battendo in sintonia con la Lega per introdurre anche in Italia i referendum sull’Europa, oggi impediti dalla Costituzione. E l’ex Cavaliere? Ha fatto smentire dalla portavoce Bergamini di aver mai espresso giudizi lusinghieri su Tsipras. Ma ieri era un brutto giorno per lui, e aveva tutt’altre cui pensare...

 

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