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REPULISTI AL BECCAFICO: LA CRISI DELLA MAGGIORANZA SI SPOSTA IN SICILIA! - DOPO DELMASTRO, BARTOLOZZI E SANTANCHÉ, GIORGIA MELONI POTREBBE CHIEDERE LA TESTA DEL PRESIDENTE DELL’ARS, GAETANO GALVAGNO (VICINO A IGNAZIO LA RUSSA), E DELL’ASSESSORA AL TURISMO, ELVIRA AMATA – SCOSSONI ANCHE IN FORZA ITALIA: NEL MIRINO E’ FINITO IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PARTITO, MARCELLO CARUSO, VICINO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE, RENATO SCHIFANI…
Estratto dell’articolo di Gioacchino Amato per www.repubblica.it
Dopo Delmastro, Bartolozzi e Santanché sul tavolo della premier, Giorgia Meloni, c’è già il dossier Sicilia con i nomi del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, e dell’assessora al Turismo, Elvira Amata. Mentre lo tsunami della sconfitta al referendum travolge anche Forza Italia con una nuova richiesta di rinnovamento partita direttamente da Marina Berlusconi che dopo avere travolto Maurizio Gasparri sembra puntare anche verso l’Isola.
In Fratelli d’Italia, dopo giorni di silenzio, torna a parlare il commissario del partito in Sicilia, Luca Sbardella: «Sulle questioni giudiziarie in Sicilia applicheremo lo stesso criterio che ci verrà indicato dal partito nazionale». Ma poi esclude decisioni immediate: «Chiaro che la stretta decisa a Roma arriverà anche qui ma al momento Amata, anche se pare difficile, potrebbe essere assolta e Galvagno attende il giudizio immediato, credo che si aspetterà». Poi aggiunge una postilla: «Sempre che da Roma non arrivino indicazioni diverse».
Indicazioni che, malgrado la prudenza di Sbardella, sembrano imminenti perché a chi le sta accanto non è passata inosservata la crescente irritazione di Meloni sui casi di Amata e Galvagno che il leader Cinque Stelle, Giuseppe Conte, gli aveva rinfacciato direttamente in aula. Così, dopo il braccio di ferro con la ministra Santanché, Giorgia Meloni ha preso direttamente in mano i fascicoli più caldi, anche quelli che gli stessi probiviri del partito avevano messo in congelatore, Amata e Galvagno compresi.
La richiesta di fare un passo indietro potrebbe arrivare dalla premier fra pochi giorni e metterebbe anche alla prova la poltrona di commissario dello stesso Sbardella che dovrà superare la storica vicinanza con il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e mettere in pratica la stretta meloniana senza tentennamenti. […]
A Roma, però, non sembra solo Meloni a guardare verso la Sicilia. Dopo la sfiducia dei senatori di Forza Italia che ha portato Gasparri alle dimissioni, anche fra gli azzurri si apre un dossier Sicilia portato avanti dagli avversari del presidente della Regione, Renato Schifani, e del segretario regionale, Marcello Caruso.
Dopo l’intervista a Repubblica dove chiedeva ancora una volta il passo indietro di Caruso, l’eurodeputato Marco Falcone ha incontrato il governatore «per un confronto approfondito su un cambio di passo nella gestione di Forza Italia in Sicilia». Ma più che un dialogo sembra sia stato un muro contro muro […]
Schifani, infatti, tira dritto tanto che sarà a Mussomeli per l’assemblea di FI organizzata da Salvatore Cardinale e dove sarà confermata la fiducia a Caruso. Per gli avversari di Schifani, una mossa che ha lasciato perplesso lo stesso Antonio Tajani e che potrebbe portare in breve tempo a un commissariamento del partito in Sicilia. […] La battaglia è all’inizio e il governatore gode sempre di un asse diretto con Tajani e Meloni mentre la coalizione cerca di ritrovare, almeno all’esterno, la sua compattezza. […]
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