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“NAPOLITANO? E’ STATO UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA INTRUSIVO” – RINO FORMICA: “MA HA FATTO BENE, LA CARICA VA RESA VIVA. LE ISTITUZIONI HANNO BISOGNO DI UNA GUIDA SALDA, SICURA E PREVEDIBILE NEI MOMENTI DI CRISI. LA PASSIVITÀ È UN ELEMENTO DI IMPREVEDIBILITÀ - LA NOMINA DI MONTI NASCE DAL TIMORE DELLO SBANDAMENTO CHE POTESSE NASCERE IN SEGUITO ALLO SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE. L’AUSTERITÀ CHE NE È SEGUITA GENERO’ IL POPULISMO GRILLINO? MANCA LA CONTROPROVA CHE..."
Estratto dell’articolo di Concetto Vecchio per "la Repubblica"
Rino Formica, che presidente è stato Giorgio Napolitano? […] È stato un buon presidente della Repubblica?
«È stato rispettoso della Costituzione, ma ha avuto la tendenza ad intervenire. In questo è stato un liberale intrusivo».
È giusto che sia così un Capo dello Stato?
«Sì, ha fatto bene, la carica va resa viva. La vitalità va trasmessa al corpo vivo dell’istituzione».
Cosa intende?
«Le istituzioni hanno bisogno di una guida salda, sicura e prevedibile nei momenti di crisi. La passività è un elemento di imprevedibilità».
Scegliere Monti non è stato un errore?
«La nomina di Monti nasce dal timore dello sbandamento che potesse nascere in seguito allo scioglimento delle Camere. Ha preferito un periodo di transizione prima di andare al voto, visto che lo spread era arrivato a 550».
L’austerità che ne è seguita non è stata all’origine del successo del populismo grillino?
«Manca la controprova che le cose sarebbe andate diversamente senza quella nomina».
A destra gli hanno rinfacciato di essersi schierato con i carri armati sovietici nell’Ungheria del ’56.
«In quel preciso momento storico prevalse in lui la necessità di difendere il sogno di una grande forza popolare comunista nutrita di valori liberali».
silvio berlusconi e giorgio napolitano
Prevalse la ragion di partito?
«La ragione di non ostacolare un atto del socialismo reale armato e contraddittorio».
[…] Fu popolare?
«Non era un cerca applausi. Se doveva difendere qualcuno lo faceva senza puntare all’approvazione. Dopo la seconda elezione attaccò duramente il Parlamento per l’incapacità a uscire dallo stallo». […]
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