romano prodi elly schlein

ROMANO PRODI È RIMASTO L’UNICO A SINISTRA A CAPIRE QUALCOSA DI POLITICA. E INFATTI FA DI TUTTO PER STRONCARE I SOGNI DI GLORIA DI ELLY SCHLEIN – MARCELLO SORGI: “NON LE RICONOSCE LE CAPACITÀ NECESSARIE PER GUIDARE IL PAESE, ADESSO CHE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA È TORNATA AD ESSERE POSSIBILE. E NON GLIELE RICONOSCE PERCHÉ RITIENE CHE LA RIMONTA SIA STATA COSTRUITA TUTTA ALLA RICERCA DI UN ELETTORATO ESTREMISTA CHE, SE ANCHE VINCESSE, NON POTREBBE FAR FRONTE COME GOVERNO AI VERI PROBLEMI DELL'ITALIA. PER QUESTO PRODI LANCIA L'APPELLO: ‘RIFORMISTI UNITEVI!’”

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Estratto dell'articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

romano prodi interviene al convegno della comunita democratica di delrio

La presenza di Prodi al convegno romano dei cattolici che da tempo rivendicano maggior ascolto e presenza nel Pd schleiniano ha dato indubbiamente all'iniziativa un peso diverso. [...] perché il Professore [...] ha un peso completamente diverso a quello degli altri. Ed è, inutile nasconderlo, il leader della coalizione avversaria di Meloni e del centrodestra, a nutrire esplicitamente più riserve sulla leadership di Schlein e sulla sua eventuale corsa per Palazzo Chigi.

 

Sarebbe anche eccessivo mettere in fila tutte le volte che Prodi lo ha lasciato intendere in interviste e uscite pubbliche. [...] Si capisce benissimo che, anche se è consapevole che in questi tre anni la leader del Pd è riuscita a risollevare la condizione del partito e  [...] della coalizione presentatasi a pezzi alle elezioni del 2022 che videro il trionfo della destra, non le riconosce le capacità necessarie per guidare il Paese, adesso che la vittoria del centrosinistra è tornata ad essere possibile.

 

prodi schlein

E non gliele riconosce perché ritiene che la rimonta sia stata costruita tutta alla ricerca di un elettorato estremista che, se anche vincesse, non potrebbe far fronte come governo ai veri problemi dell'Italia. Per questo Prodi lancia l'appello: "Riformisti unitevi!".

 

Va detto che nell'intervento di ieri di Prodi non s'è capito chiaramente se immagini l'alleanza dei riformisti dentro il Pd, come vorrebbero i cattolici che lo avevano invitato e avevano contribuito a fondare il partito nel 2007, o invece fuori, come lo stesso Prodi fece nel 1999, prima della nascita del Pd, in rottura e competizione con D'Alema e provocando una crisi che di lì a poco, dopo una debole ricomposizione, avrebbe portato il leader del Pds fuori da Palazzo Chigi.

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