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SALVATE IL COMPAGNO LOACH – IL REGISTA 85ENNE HA DENUNCIATO DI ESSERE STATO ESPULSO DAL LABOUR E ACCUSA IL LEADER KEIR STARMER DI AVER AVVIATO UNA “CACCIA ALLE STREGHE” CONTRO CHI È VICINO ALL’EX SEGRETARIO CORBYN: “STARMER E LA SUA CRICCA NON GUIDERANNO MAI IL UN PARTITO DEL POPOLO. NOI SIAMO TANTI, LORO POCHI” (A GIUDICARE DALLA FUGA DI ELETTORI NEL 2019, QUANDO ERA GUIDATO DA JEREMY “IL ROSSO”, SEMBRA PIUTTOSTO IL CONTRARIO…)
Alessandra Rizzo per “La Stampa”
Icona del socialismo, da sempre impegnato a raccontare le ingiustizie sociali e le condizioni dei lavoratori più poveri, il regista Ken Loach ha denunciato di essere stato espulso dal Labour in quanto fedele all'ala radicale del partito. E ha accusato il leader Keir Starmer di aver avviato una «caccia alle streghe» contro chi è rimasto vicino all'ex segretario Jeremy Corbyn. «Starmer e la sua cricca non guideranno mai un partito del popolo», ha detto.
«Noi siamo tanti, loro sono pochi. Solidarietà». Un caso eclatante, che illustra la faida interna al Labour tra Starmer, moderato che vuole allontanare il partito dagli anni del corbynismo, e l'ala di sinistra che sotto Corbyn aveva preso il sopravvento. Non solo una lotta di potere, ma una lotta per l'anima di un partito che non vince un'elezione dai tempi di Tony Blair e che sotto Corbyn, nel 2019, ha subito un drammatico crollo di consensi.
Loach, 85 anni e un impegno politico che dura da una vita, ha vinto premi e guadagnato consensi con film di denuncia sociale, spesso interpretati da attori sconosciuti, a basso budget e alta dose di realismo, da «Terra e libertà» a «Io, Daniel Blake», vincitore nel 2016 della Palma d'Oro a Cannes. L'ultimo film, «Sorry We Missed You», affronta il tema del precariato e della gig economy.
È da sempre una figura scomoda. Dopo 30 anni di militanza, negli Anni 90 ha abbandonato il Labour in polemica con la svolta centrista imposta da Blair; ha militato in altre formazioni più a sinistra per poi reiscriversi al partito sotto Corbyn. Sospettato di aver messo in dubbio l'Olocausto, è stato costretto a chiarire, scrivendo nero su bianco sul New York Times che l'Olocausto è «un fatto storico e reale» (e citando Primo Levi). Adesso l'espulsione.
«Lo stato maggiore laburista ha deciso che non sono adatto a far parte del partito, poiché non rinnegherò quelli che sono stati già espulsi», ha scritto su Twitter, in riferimento ad alcuni gruppi di sinistra allontanati da Starmer. «Ebbene, sono orgoglioso di stare con amici e compagni vittime dell'epurazione. C'è davvero una caccia alle streghe».
Dopo la sospensione di Corbyn, punito per aver affermato che il problema dell'antisemitismo nel Labour era stato sopravvalutato per screditarlo politicamente, l'espulsione di Loach, se confermata, potrebbe riaccendere la faida. Starmer aveva promesso di riappacificare il partito. Ma dopo il modesto risultato alle elezioni amministrative di maggio, la sua traballante leadership rischia di essere presa d'assalto proprio dai corbynisti.
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