FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA…
Pier Francesco Borgia per “il Giornale”
FLAVIO TOSI MATTEO SALVINI ROBERTO MARONI jpeg
Traballa la compattezza all'interno della Lega. I nodi vengono al pettine ora che si devono sciogliere le ultime riserve riguardanti le candidature (e le alleanze) in vista del prossimo turno elettorale (che comprende anche le Regionali in Veneto).
Ora che Forza Italia ha sparigliato le carte sul tavolo del Patto del Nazareno tutto può essere rimesso in discussione e infatti tutto viene discusso. E i cronisti si affrettano a chiedere ai leghisti «Cosa farete?». Il deputato (ex Senatur ) Umberto Bossi si mostra possibilista, soprattutto in nome dei «vecchi tempi» quando con Forza Italia sbaragliava gli avversari grazie ad alleanze strategiche ed efficaci.
BERLUSCONI E ALFANO AL QUIRINALE FOTO LAPRESSE
«Si può fare di nuovo, perché no?» è il succo del suo pensiero, sempre semplice e privo di fronzoli. E gli altri alleati? Possiamo farne a meno, sembrano rispondere molti esponenti del Carroccio (soprattutto veneti). E si appellano a quanto auspicato da Flavio Tosi che vorrebbe correre per la poltrona di governatore veneto senza zavorre.
«Correre da soli si può, anzi si deve». Ma questa non è la linea uscita dalla direzione di lunedì scorso. Sia il segretario Matteo Salvini sia il governatore della Lombardia Roberto Maroni preferirebbero puntare sul presidente uscente (Luca Zaia) e con un'alleanza più vasta che comprenda appunto Forza Italia. Un'alleanza, d'altronde, benedetta dallo stesso Cavaliere che però avverte: non devono esserci aut aut da parte della Lega. «Vogliamo avere le mani libere per poter candidare in Campania il governatore uscente (Stefano Caldoro) con l'appoggio lì determinante del Ncd».
Il problema di Salvini, però, è il ruolo che da mesi si sta ritagliando come volto «telegenico» della destra vincente e un cedimento in favore del Ncd (che pure è alleato fedele in Lombardia) potrebbe offuscare questa immagine. Insomma Salvini auspica una netta sterzata a destra, con buona pace di Alfano e compagni, ancora fermi nel limbo dell'incertezza. Ma questo non basta per acquietare i sostenitori di Tosi in Veneto che al grido di «Padroni in casa nostra!» gli rinfacciano le decisioni dell'ultimo congresso dove venne stabilita un'ampia autonomia gestionale della politica nelle singole Regioni.
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