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Viviana Mazza per âIl Corriere della Sera'
Le sanzioni americane contro la Russia non hanno bloccato l'annessione della Crimea, ma forse potranno avere un altro, imprevisto, risultato: quello di impedire a Miley Cyrus di dimenare il fondoschiena il prossimo giugno a Helsinki.
La cantante ventunenne statunitense - recente protagonista della brutale metamorfosi da «pura» Hannah Montana a regina delle provocazioni e del «twerking» - dovrebbe infatti esibirsi nella «Hartwall Arena», che appartiene a tre magnati russi. Il trio rientra nella «lista nera» di 27 persone vicine al presidente russo Vladimir Putin che sono state colpite a marzo dall'amministrazione Obama. Da allora gli americani non possono più fare affari con loro.
Si tratta dell'oligarca Gennady Timchenko, fondatore della società di intermediazione petrolifera Gunvor, che gestisce il 3% del petrolio del globo, e dei fratelli Arkady e Boris Rotenberg due amici personali e compagni di judo di Putin che si sono aggiudicati anche buona parte degli appalti delle Olimpiadi di Sochi. Tutti e tre hanno doppio passaporto, russo e finlandese.
L'agenzia che ha curato l'organizzazione e la vendita dei biglietti, la «Live Nation Entertainment» (colosso mondiale del settore, con sede in California) ha assicurato ieri al «Financial Times» che rispetterà le sanzioni Usa, ma per ora non ha cancellato il concerto.
Una via d'uscita potrebbe esserci se le transazioni finanziarie in favore degli oligarchi fossero avvenute prima della pubblicazione della «lista nera»; in caso contrario, Miley non potrà esibirsi nell'arena da 13 mila posti (già quasi tutti venduti) e dovrà accontentarsi di una sede da 8.000 (oppure sperare in una speciale deroga del dipartimento del Tesoro Usa).
Il suo show non sarebbe l'unico ad incorrere in simili problemi: anche Justin Timberlake e i Nine Inch Nails sono attesi nella stessa arena tra maggio e giugno.
Il caso mette in luce le incertezze legali che circondano le sanzioni. E c'è anche chi, per quanto non ne sia stato colpito è sul piede di guerra: è il caso del miliardario russo Mikhail Prokhorov proprietario della squadra di basket «Brooklyn Nets», che minaccia di trasferire la società che la controlla in Russia.
Miley Cyrus non si è espressa sulla questione. L'unica indicazione di una sua propensione per la politica è stata ravvisata in una citazione del presidente Theodore Roosevelt che si era tatuata sul braccio, per prendere le distanze dalle «anime timide che non conoscono né la vittoria né la sconfitta».
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