DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO…
SCAZZI ARMATI NEL GOVERNO – FDI ACCUSA LA LEGA PER IL PASTICCIO DELLA MOZIONE DEL CENTRODESTRA SULL’ENERGIA, IN CUI ERA STATO INSERITO A SORPRESA (E POI GOFFAMENTE RIMOSSO) UN PASSAGGIO CHE PREVEDEVA UN RIDIMENSIONAMENTO DELL’OBIETTIVO DEL 5% DEL PIL DESTINATO ALLE SPESE MILITARI – I FRATELLINI D’ITALIA PUNTANO IL DITO SUL CAPOGRUPPO DEL CARROCCIO, MASSIMILIANO ROMEO, CHE AVREBBE ORDITO LA “TRAPPOLA” – GIORGIA MELONI È FURIOSA CON GLI ALLEATI: COME SI SAREBBE POTUTA PRESENTARE AL VERTICE NATO DI ANKARA, IL PROSSIMO 7 LUGLIO, RINNEGANDO UNA PROMESSA SU CUI TRUMP VALUTA LA FEDELTÀ DEGLI ALLEATI? – OLTRE IL CAOS E L’IRA DELLA DUCETTA, RESTA L’IMMAGINE DI UN CENTRODESTRA ORMAI A PEZZI…
Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per www.repubblica.it
massimiliano romeo matteo salvini
È stata la Lega, è stato il capogruppo Massimiliano Romeo ad aver sgambettato la maggioranza al Senato. Così, almeno, sentenziano ai vertici dell’esecutivo, a sera. Lo riferiscono fonti di massimo livello dell’esecutivo, ne hanno piena contezza al ministero della Difesa e ai piani alti Fratelli d’Italia.
È dunque il leghista, al termine di un giorno folle e di un processo politico improvvisato, a essere individuato come l’ispiratore del passaggio nella mozione sull’energia in cui qualcuno inserisce a sorpresa il passaggio - anzi un punto, l’ottavo – che prevede un ridimensionamento esplicito dell’obiettivo del 5% del pil destinato alle spese militari.
matteo salvini e giorgia meloni - presentazione piano casa - foto lapresse
Ira, panico. E soprattutto: caccia al colpevole. Per diverse ore, la maggioranza precipita nel caos. Colpa di questa novità sugli investimenti in difesa, che non ha una diretta aderenza al dossier dell’energia.
Quando la notizia trapela, arriva proprio lo stop del ministero della Difesa. Ma soprattutto, scatta la ricerca di chi ha ordito la “trappola”: perché per Giorgia Meloni diventa impossibile presentarsi ad esempio al vertice Nato di Ankara, il prossimo sette luglio, rinnegando una promessa su cui Donald Trump valuterà la fedeltà degli alleati.
Dicono da Fratelli d’Italia: “I punti erano sette, qualcuno ha aggiunto l’ottavo, senza che sapessimo nulla. Ma forse è stato un equivoco…”. Non lo è stato: si è trattato di un atto politico,
Nessuno, tra le forze di centrodestra, ha vagliato l’ultima versione del testo con cura, o forse non ha valutato le conseguenze politiche dell’atto. [...]
Lucio Malan e Maurizio Gasparri iniziano un vorticoso giro di telefonate allarmate. Il tema finisce sul tavolo di Crosetto. Il ministro fa presente che non è accettabile rinnegare gli impegni.
Anche Palazzo Chigi, ovviamente, va su tutte le furie. La Lega prova a scansare le responsabilità, almeno in una prima fase. Romeo difende la filosofia del “punto 8”, ci prova. Il Carroccio, intanto, lascia trapelare che un ruolo l’avrebbe avuto anche Stefania Craxi, capogruppo azzurra. Da Forza Italia negano.
roberto vannacci - inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia
La pressione dell’esecutivo si alza, è il caos. Si valuta una limatura di quel passaggio, poi si decide per un atto drastico: via, cancellato. Alla fine si torna al partito di Matteo Salvini, alla volontà di creare un caso nella maggioranza, di acquisire consenso facile contro le spese in difesa.
Tra le ragioni, ci sarebbe la necessità politica di coprirsi a destra, perché l’opa ostile di Roberto Vannacci e i primi fuoriusciti in direzione di Futuro Nazionale (oggi è toccato a Laura Ravetto) allarmano via Bellerio.
I sondaggi informali allarmano, indicando proprio nella guerra e nelle spese militari uno dei punti deboli dell’attuale maggioranza rispetto all’opinione pubblica.
MATTEO SALVINI E CLAUDIO BORGHI
La Lega, alla fine, accetta di togliere quel passaggio dalla mozione, ma aggiunge con Claudio Borghi: "Le spese militari? Stiamo parlando di energia ed è giusto dedicarci a parlare solo di energia. È una mozione che parla di energia, è giusto discutere su quella. Per le spese militari ci sarà tempo di discutere in modo più approfondito".
E Romeo: “Era una mozione di tutti quanti, poi ci siamo accorti che non era il caso di discutere di questo tema, che è un tema delicato, dove ci sono sensibilità differenti: c'è Crosetto che è per la Difesa, Giorgetti che dice “prudenza nei conti”, la Meloni che sta giocando una partita importante in Europa. Quindi invece di discuterne in Aula, abbiamo pensato fosse meglio discuterne in altre sedi. E quando si troverà equilibrio, a quel punto, andremo in Aula". [...]
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